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FINANZA/ Perchè con Fiat e Telecom si ripetono gli errori di Alitalia?

Le continue indiscrezioni su Termini Imerese fanno balzare il titolo di Fiat in Borsa. Perché la Consob non interviene? VOTA IL SONDAGGIO

Fiat_catena_montaggioR375_19dic08.jpg (Foto)

Qualcosa, forse, si muove. «Lo swap sul debito del 2001 tra il governo greco e Goldman Sachs era legale e compatibile con le norme Eurostat». Questo ha sostenuto ieri il ministro delle Finanze greco, George Papaconstantinou, in un'audizione al Parlamento europeo nel tentativo, estremo, di salvare un’altra volta la faccia del proprio paese a fronte del fatto che la commissione Ue ha già fatto sapere che intende chiedere ad Atene i dettagli di quell'operazione sui derivati.

 

Come scritto due giorni fa da ilsussidiario.net, quindi, Wall Street potrebbe aver avuto un ruolo tutt’altro che secondario nel gioco delle tre carte messo in atto dal governo ellenico negli ultimi anni al fine di truccare i conti ed evitare sanzioni dall’Unione per i proprio comportamenti riguardo i conti pubblici. Dubito che l’Ue avrà il coraggio di andare fino in fondo e scontrarsi contro una corazzata come Goldman - la quale, da parte sua, potrà far valere il fatto di aver operato sempre in maniera corretta e non soltanto in soccorso della Grecia, ma di altri paesi dell’Unione che ora tacciono -, ma almeno chiedere chiarezza è un passo avanti.

Tra non molto, poi, sarà il turno della Spagna di finire sotto la lente d’ingrandimento di Bruxelles, poiché Madrid ha raccolto richieste per 12 miliardi di euro per la sua emissione da 5 miliardi di euro di titoli del debito pubblico con scadenza a 15 anni. Ovviamente il tasso è altissimo e quindi tutti si sono lanciati nell’acquisto, certi che il precedente greco non permetterà a nessuno paese dei Pigs di andare a fondo: gli speculatori, invece, al Chicago Merchantile Exchange scommettono in negativo, sia sull’euro che sul rischio di default sul debito. Vedremo chi, tra istituzionali e dark pools, avrà ragione.

Nel frattempo, ieri le Borse hanno ricominciato a correre trascinate dalle buone chiusure asiatiche, dalle performance - soprattutto in Italia - dei titoli bancari e dai futures positivi di Wall Street garantiti dal dato in base al quale le nuove costruzioni di unità abitative negli Usa a gennaio sono salite a 591mila, valore destagionalizzato, in crescita del 2,8% rispetto al valore di dicembre, rivisto a 575mila e del 21,1% rispetto al livello di gennaio 2009, a 488mila. Le licenze di costruzione a gennaio, invece, si sono attestate a 621mila, dato destagionalizzato, il 4,9% sotto il valore rivisto di dicembre (653mila).

Come già detto nei giorni scorsi, se c'è qualcosa di interessante nel mercato immobiliare Usa è la nuova bolla che va formandosi velocemente giorno dopo giorno grazie alle politiche del governo: ma si sa, la Borsa ormai vive day-by-day, arraffa quello che può e spera di salvarsi la pellaccia il giorno dopo. Alla faccia dei fondamentali. Insomma, come stanno le cose là fuori ormai lo sappiamo: è inutile ripetere il ritornello sul rischio di spirale del debito, visto che comunque ognuno tira l'acqua al proprio mulino e nega persino l'evidenza.

Speriamo non abbia fatto così - e non abbiamo ragione per dubitarne - anche Giulio Tremonti, il quale ha rassicurato tutti rispetto alla tenuta dei conti italiani e al rischio, paventato da qualcuno, di intervento sulle pensioni a fronte di un debito ormai stellare, ancorché consolidato negli anni. Ciò che inquieta di più in questo momento, almeno il sottoscritto riguardo l'Italia, è l'atteggiamento assolutamente inaccettabile e alle soglie della turbativa di Borsa che vige attorno al caso Fiat-Termini Imerese.

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COMMENTI
18/02/2010 - C'è dell'altro in cambusa! (claudia mazzola)

Sempre con i guai di Alitalia, Fiat e Telecom, e quelli del mio sposo piccolissimo imprenditore a secco di clienti? E quelli di mio cognato, impresa edile, che da mesi aspetta i soldi per una casa e rimandano con scuse, ma lui deve pagare gli uomini. E potrei citarne altri 100, pensate mi stia lamentando? Invece ve ne dò solo notizia vissuta.