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UE/ Deaglio: così il "modello Usa" può portare l’Europa fuori dalla crisi

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Si rimprovera alla Grecia non solo che i suoi conti siano falsi ma che in questa falsificazione ci sia stato l’apporto determinante di una grande banca internazionale come Goldman Sachs e forse anche di Morgan Stanley, che avrebbero sottoscritto dei prestiti greci facendosi dare una garanzia addizionale - non a conoscenza del mercato - su certe entrate specifiche della Grecia. «Occultare la gravità» non dovrebbe essere possibile perché i conti dovrebbero essere trasparenti e quelli statali in modo particolare. Però nel caso della Grecia non è stato così e c’è da chiedersi in effetti quante «Grecie» ci sono.

 

Un paese con rating economici forti come la Germania è davvero a posto?

 

Se parliamo di finanza pubblica direi che Francia e Germania sono a posto, anche se tra i due la Francia probabilmente lo è un po’ di meno. Esiste una vera e propria leggenda sui conti francesi: di recente un direttore del tesoro francese ha scritto un romanzo fantascientifico ipotizzando il fallimento della Francia, basandosi sul «si dice» di un 20 o 30 per cento di debito pubblico che non emergerebbe mai.

 

L’equivalente della sanità italiana?

 

Appunto. Basti pensare che sulla sanità noi diamo ad Eurostat i conti di competenza e non per cassa e pertanto diamo le previsioni del governo e non la spesa effettiva, che è più alta. Ma qualcosa di non perfettamente chiaro nei conti ce l’hanno tutti.

 

Torniamo alla Germania. Lei dice che i suoi conti sono solidi, ma che fine hanno fatto gli asset tossici presenti nelle banche tedesche?

 

Se guardiamo il sistema finanziario del paese nel suo complesso le parti si invertono, perché la Francia mi sembra complessivamente più solida della Germania proprio per il motivo che dice lei: le banche tedesche hanno in pancia molti titoli che sono come minimo un punto interrogativo. L’anno trascorso dovrebbe aver migliorato la situazione sia per la risalita delle borse sia perché il governo Usa ha acquistato buona parte di quei titoli stabilizzando i prezzi. Ma se dovesse riaprirsi la crisi finanziaria quello sarebbe certamente un punto di grave debolezza.

 

Come si può risolvere la contraddizione tra stati sovrani più forti e debolezza istituzionale europea? Siamo alle porte di una nuova «formulazione» della sovranità?

 

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