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UE/ Deaglio: così il "modello Usa" può portare l’Europa fuori dalla crisi

Il salvataggio della Grecia è diventato nei giorni scorsi un piccolo giallo. Cosa sta rischiando davvero l’Unione europea? Interviene l’economista MARIO DEAGLIO

atene_tempioR375.jpg (Foto)

 

Il salvataggio della Grecia è diventato nei giorni scorsi un piccolo giallo. Soprattutto in Francia e in Germania, dove Nicolas Sarkozy e Angela Merkel hanno dovuto prestare orecchio alla ragion di stato, che li «obbliga» a intervenire come rappresentanti delle economie più forti d’Europa a sostegno dei conti di Atene, e allo stesso tempo ai malumori dei parlamenti, piuttosto restii a togliere dai guai i greci con i soldi dei contribuenti. L’Italia, com’era prevedibile, è finita sotto i riflettori, ma lunedì Tremonti ha rassicurato: «non esiste alcun tipo di buco, c’è solo un fatto di contabilizzazione assolutamente noto». Cosa sta rischiando davvero l’Unione europea? Ilsussidiario.net lo ha chiesto all’economista Mario Deaglio.

 

Professore, la Ue attraversa uno dei suoi periodi più difficili: un rischio di default come quello di Atene non si era mai verificato. Cosa sta accadendo all’Unione?

 

Un problema riguarda i meccanismi con i quali opera la Ue. Non ha un vero e proprio governo né un ministro dell’Economia e quindi si ritrova senza la possibilità di interloquire con la Grecia come istituzione. C’è l’Ecofin (l’assemblea dei ministri finanziari di tutti i paesi, ndr) ma da lì ad essere un organo esecutivo ne corre. Ecco perché sono ancora i singoli stati a parlare tra di loro. Il secondo problema è che la Bce non può fare prestiti ai governi. Se l’Ue assomigliasse un po’ di più agli Stati Uniti molti problemi sarebbero facilmente risolti.

 

Cosa intende dire?

 

Negli Usa quando il governo è in difficoltà interviene la Fed e stampa moneta. In poche parole «apre un conto» al governo. È così che di recente l’amministrazione ha potuto contare su 300 miliardi che prima non aveva. Ma in Europa la Bce non può far questo. Se l’Europa non interviene i debiti pubblici di tutti i paesi ne saranno in qualche modo interessati. Anche l’Italia potrebbe avere qualche riflesso negativo.

 

«Non ho motivo di dubitare a priori della sincerità e della trasparenza dei conti pubblici di alcun altro Paese europeo» ha detto domenica Jean Claude Trichet. Dopo le rassicurazioni di Tremonti l’Italia può stare tranquilla?

 

 

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