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BORSA/ Essere imprenditori con il trading

Pubblicazione:venerdì 19 febbraio 2010

Manager_lenteR375_24ott08.jpg (Foto)

Il successo di un’attività imprenditoriale dipende in larga parte da come si gestiscono i rischi e da come si amministra il capitale a disposizione. L’attività di trading è a tutti gli effetti un’attività imprenditoriale dove i profitti derivanti dall’operatività rappresentano i ricavi e le perdite i costi (la contabilità è molto più semplice rispetto a qualsiasi attività aziendale!). Di conseguenza, il successo dipende fondamentalmente dai due parametri sopra elencati: gestione del capitale a disposizione e del rischio.

 

Per rendere immediatamente chiaro il concetto, facciamo un esempio: dispongo di un capitale di 10.000 euro. Il primo errore che comunemente si commette, spinti dalla voglia di iniziare e di guadagnare molto e in maniera veloce, è quella di utilizzare tutto il capitale per aprire una posizione. Decido quindi di comprare il titolo a 10 euro, compro mille azioni ed ecco pertanto tutto il mio capitale bloccato sulla singola operazione. Supponiamo ora che il titolo arrivi a quotare dopo pochi giorni 12 euro: ottimo! Decido di vendere i mille titoli che ho comprato e realizzo un profitto del 20% in pochi giorni. Benissimo, in una settimana ho guadagnato 2.000 euro. Entusiasta, ripeto l’operazione selezionando un altro titolo. Magari trarrò ancora del profitto. Il problema qual è allora, se tutto mi sta andando dalla parte giusta e l’inizio della mia nuova attività imprenditoriale promette di fare faville?

 

Il problema è che mi capiterà di comprare un titolo a 15 avendo come obiettivo quello di rivenderlo a 20, ma accadrà che la quotazione scenderà e non chiuderò mai la posizione in perdita perché sarò sicuro che risalirà. E invece il titolo perderà valore (magari non perché la società che ha emesso le azioni sta andando male, ma perché gli investitori mondiali stanno facendo scendere le quotazioni di borsa in generale) e io non prenderò mai la decisione di chiudere la posizione stessa in perdita ma voglio chiuderla in guadagno!

 

È un errore banale, però alzi la mano chi, operando in borsa, non ha mai commesso tale ingenuità. Infatti, così facendo, si tagliano i profitti (compro a 10 per vendere a 12), ma non si tagliano le perdite (compro a 15 ma non vendo a 13 e, se il titolo va a 10 me lo ritrovo ancora in portafoglio e questa perdita mi mangia i profitti derivanti da altre operazioni).

 

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COMMENTI
19/02/2010 - Prima attività... (Gianni Grandi)

Bell'articolo, molto chiaro. L'argomento è stato affrontato con la giusta chiarezza. Allontana anche la concezione di vedere la borsa come un luogo dove avvengono delle scommesse, il concetto chiave dell'articolo è quello di affrontare l'attività come un'idea imprenditoriale. Io finora lo svolgo con grande soddisfazione ma solo come seconda attività.