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FIAT/ La cura per Termini Imerese viene da Dubai

10 anni fa lo sceicco di Dubai, conscio che le risorse del Paese sarebbero finite, decise di applicare il "modello Hong Kong". Dubai divenne un'oasi nel deserto. Anche l’Italia - spiega GABRIELE GRECCHI - a partire da Termini Imerese può fare lo stesso

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Lo sceicco di Dubai, Mohammed bin Rashid Al Maktum, a differenza dei suoi “cugini” di Abu Dhabi non ha la fortuna di avere la propria tenda poggiata su riserve petrolifere inestimabili. Il suo è un emirato che presto non potrà più contare sui ricavi derivanti dalla vendita del petrolio. Questo destino era noto allo sceicco già dieci anni fa, quando per la prima volta visitò Hong Kong. In quell’occasione rimase stupito dall’incredibile dinamismo della città il cui nome significa “porto profumato”.

 

Chiese quindi ad alcuni consulenti quali erano le ragioni alla base dell’eccezionale vigore di Hong Kong e scoprì molte delle cause di tanta vitalità: libertà di movimento delle persone, libera circolazione dei capitali, fiscalità quasi inesistente, forte legalità e certezza del diritto.


Decise allora di importare questo modello e, avendo tutto da guadagnare e ormai nulla da perdere, diede vita a Dubai così come la conosciamo oggi. Lo sceicco “Mo” - come lo chiamano i suoi cittadini - creò dal nulla un vantaggio competitivo per l’emirato, che gli permise di attirare dal resto del Medio oriente le migliori menti e i capitali necessari per sostenerne la crescita.

 

Nel deserto nacque un’oasi unica nel suo genere che, nonostante le recenti turbolenze sul fronte finanziario e grazie soprattutto allo stile di vita che può offrire agli stranieri, continuerà ad attirare risorse negli anni a venire.

 

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COMMENTI
24/02/2010 - ....secondo me un discorso troppo facile... (Carlo Bernasconi)

Ho un cliente che essendo meridionale dopo aver fatto successo al nord decise di aprire uno stabilimento gemello al sud utilizzando la detassazione e il finanziamenti dello stato italiano. Dopo alcuni anni, per avere le stesse rese produttive del nord robotizzo pesantemente i reparti, ciononostante non avendo indotto nella zona alla fine lo stabilimento venne chiuso senza nemmeno aver rispettato i termini temporali del finanziamento statale. Questi sono i fatti, naturalmente bisognerebbe scendere in dettaglio nella gestione. Comunque sia l'articolo ha poco senso secondo me se non ragiona in maniera democratica, ovvero, la maggioranza dei meridionali hanno la cultura del lavoro? hanno la cultura dell'ordine? hanno la cultura della legalita? Secondo me no, e sempre secondo me dipende tutto da qui, se esiste una selezione sociale che porta le idee giuste e le persone giuste a proliferare nella regione allora stato o non stato alla lunga verranno emarginate idee e persone dannose allo sviluppo, altrimenti il rischio e' di ripulire la zona dall'illegalita' e accorgersi che alla maggioranza la cosa non interessava. Quello che voglio dire e' che i meridionali se erano la maggioranza potevano anche fare una rivoluzione e ribellarsi alla malavita come hanno sempre fatto i popoli nella storia, se preferiscono andarsene che cambiare il loro paese vuol dire che o non gli interessa e quindi non hanno unita' nazionale o sono la minoranza. Peccato, ma la maggioranza vince.