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FINANZA/ Il "mago" Bernanke fa sognare gli Usa, ma mette in crisi l'Europa

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Questo vale per gli esperti Usa, da Krugman a Kenneth Rogoff. Ma in Europa una politica del genere potrebbe significare la frattura tra aree forti e Paesi deboli dell’eurozona. A meno che l’Unione Europea non sappia prendere decisioni forti, a favore della Comunità. Se ci credete, abbiate fede: i “corvi” che si aggirano sull’euro resteranno a bocca asciutta.


 

Altrimenti, si profilano due scenari: un’ulteriore ritirata dell’euro attorno a quota 1,10, cosa che permetterebbe tra l’altro all’industria del Vecchio Continente di recuperare competitività. E agli investitori che puntano sugli Usa o su alcuni emergenti (ma attenti ad un possibile sboom della Cina e, di riflesso del Sud America) di fare buoni affari. Oppure, come ventila George Soros, se la Ue vorrà privilegiare al solito la lotta contro l’inflazione e i deficit fiscali, il rischio è che la corda che lega i 15 dell’eurozona si spezzi. E che i cds, prima, prendano ancora il volo.

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