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ALTA VELOCITA’/ Ecco perchè non basta il wifi sui treni per essere competitivi

treni_tav-tgvR375.jpg (Foto)

Bisogna ricordare che la rete è di proprietà di RFI. Di conseguenza secondo FS “a bordo dei treni Frecciarossa sarà presto possibile telefonare e navigare in internet senza più alcun problema”. I treni Frecciarossa tuttavia non sono di proprietà di RFI, bensì di Trenitalia, società teoricamente distinta da RFI.

 

A questo punto non si capisce bene se l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, abbia fatto l’annuncio a nome di RFI, di Trenitalia o di entrambe le società. Nel caso in cui la dichiarazione sia a nome delle due società, come sembra, è confermato il conflitto d’interesse esistente.

 

Non è forse un caso che Telecom Italia e FS abbiano poi affermato che “le infrastrutture realizzate saranno aperte anche agli altri operatori che esprimeranno interesse a partecipare a questa iniziativa”. Tuttavia anche in questo caso non è ben chiaro il limite tra Trenitalia e RFI.

 

Le novità annunciate da Trenitalia/FS non si fermano alla telecomunicazione. I quattro livelli di servizi sono certamente una novità positiva e vanno incontro alla domanda. La differenza sarà fatta tuttavia dalla strategia di yield management e dalla capacità di attuare strategie di prezzo capaci di riempire i treni che attualmente hanno un load factor estremamente basso a causa dell’aumento spropositato dell’offerta. La strategia di aumentare il numero di convogli Frecciarossa è stata una manovra per saturare le tracce e per alzare una barriera all’ingresso per i nuovi operatori, ma ha portato ad un minore riempimento dei treni.

 

L'alta velocità continua a beneficiare di investimenti e novità che potrebbero essere ancora maggiori e a prezzi migliori se la concorrenza fosse maggiore.

 

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