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FINANZA/ Ora anche la Spagna mette a rischio il futuro dell’Ue

La Grecia non è il solo paese europeo a essere a rischio di default e il nome che compare in cima alla lista è quello della Spagna

zapatero_serioR375_08set08.jpg (Foto)

Tre sono le notizie di reale interesse in questi primi giorni di febbraio. Il dato sulla crescita dell'economia Usa diffuso la scorsa settimana, al di là degli aggiustamenti che meriterebbe per essere letto nella sua reale portata, ha colto di sorpresa tutti tranne la politica Usa.

 

Nel silenzio generale, infatti, subito prima di Natale, il Senato statunitense ha rialzato di altri 290 miliardi di dollari il tetto di indebitamento del governo, portandolo a 12.394 miliardi di dollari: hanno votato a favore di tale mossa 60 senatori e contro in 39. Cosa significhi questo è presto detto: l'iniziativa consentirà infatti al governo di emettere altre obbligazioni sul debito e avere due ulteriori mesi di operatività. Siamo, cioè, all'emergenza bella e buona.

Segnale che negli Usa, a differenza che in Europa, la politica sta guardando in faccia la realtà e non sta nascondendosi dietro il dito del “ormai si vede la luce in fondo al tunnel”: ricordatevi, infatti, che con ogni probabilità quelle luci sono di un treno in arrivo. Di più.

Sempre nel silenzio, la Federal Reserve ha messo in campo una mossa strategica nella lotta a quello che sarà il potenziale nemico del domani, ovvero l'inflazione o iperinflazione - figlia legittima di questa crescita repentina e del denaro a costo zero ormai non più gestibile -, creando il “term deposit facility”, un meccanismo con il quale si è in grado di prelevare denaro dal sistema bancario in caso la politica decida per una rafforzamento della politica monetaria.

Attraverso questo, le banche potranno guadagnare interessi sui prestiti basati su maturities lunghe e si vedranno accordato un interesse anche sulle riserve overnight. Insomma, le riserve bancarie, la liquidità degli istituti diviene un nuovo strumento per la Fed al fine di supportare un'implementazione effettiva della politica monetaria. Ovviamente, le somme prestate alla Banca Centrale non possono essere ritirate dagli istituti se non sui tempi voluti dallo schema.

Insomma, se Francoforte dorme il sonno degli incoscienti, Washington lavora e si prepara alla ripresa evitando che l'ormai prossimo rialzo dei tassi d'interesse si trasformi in una trappola iper-inflattiva ingestibile in una tale situazione di debolezza e instabilità dell'economia. Questo, inoltre, pone rimedio al problema delle riserve in eccesso, una sorta di bolla creata negli anni che ha portato a un esubero di credito verso il sistema bancario di 2,2 trilioni di dollari: come trasformare un problema, in una soluzione.

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COMMENTI
04/02/2010 - Sono le 18,00 (Roberto Alabiso)

Mi auguro che Lei stavolta si possa essere sbagliato.

 
03/02/2010 - Effetto domino (Elio Campagna)

Sicuramente l'UE non può lasciare indietro nessuno altrimenti avremmo un effetto domino perverso ovvero difficilmente si riesce a cambiare le regole quando si è già in gioco. Quindi un crollo di un paese creerà un fall-out europeo con conseguenze poco prevedibili. Ritengo la situazione degli USA migliore di quella europea per il semplice fatto, evidente, che loro hanno la "briglia sciolta". Non è ammirazione la mia, semplicemente la constatazione che hanno fantasia e possibilità operative così come ben spiegato al punto 1. Noi, da crisi derivata (un gioco di parole ma da leggersi nel senso che deriva da oltre-oceano), abbiamo meno operatività e troppe differenze. Una unione di conio ma non di cranio... Nonostante tutti i problemi, penso che la BundesBank da noi sempre ammirata farà la sua parte bene e con giudizio. A livello politico l'Europa è ancora da costruirsi... se pensiamo ancora con i vecchi schemi del noi e voi e non del lì e là (spero di essere stato più chiaro del dovuto).

 
03/02/2010 - Non si può usare un linguaggio più semplice? (Guido Cifoletti)

Dico la verità, non ne posso più di questi articoli di economia pieni di anglicismi che si danno tutti per conosciuti dal pubblico: ad esempio, cos'è lo spread? Cos'è il quantitative easing? E via di questo passo. Quante persone, anche fra quelli che normalmente sono considerate istruite, riescono a leggere simili articoli?