BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FINANZA/ Pelanda: la pax romana che può evitare nuovi crac

obama_making-changeR375.jpg (Foto)

 I politici cercano di schivare l’imputazione di incapacità dirottandola sulle banche additate come responsabili sia della crisi sia della ripresa lenta per la riluttanza ad erogare crediti. Nel farlo adottano sempre di più toni populistici. Per esempio, Obama ha annunciato una tassazione speciale sulle banche americane ed europee operanti in America come punizione e risarcimento per aver causato la crisi.


Dal punto di vista dello “Stato di diritto” è, pur solo annuncio, un evento agghiacciante. E c’è il rischio di altre misure repressive contro il sistema finanziario. Questo reagirà, semplicemente, riducendo il credito e compromettendo la ripresa. Pertanto è una buona notizia che banche e politica abbiano iniziato a parlarsi per evitare il peggio e cercare un compromesso.


Probabilmente questo sfocerà in più capitali privati da iniettare nel mercato in cambio di meno demonizzazioni e, soprattutto, della rinuncia da parte dei governi a porre regole troppo limitative al sistema finanziario lasciando che si autoregoli. Chi scrive ritiene che il ciclo tecnico del capitale finanziario è troppo delicato per essere regolato da criteri esterni, in particolare politici influenzati dagli umori del momento, e che ogni errore in questa materia si traduce in restrizioni di capitale che poi deprimono crescita e lavoro.


Sulla stessa linea logica di commento appare certamente una buona notizia l’idea di chiedere ai soggetti finanziari di conferire denaro ad un fondo globale di stabilità dedicato a coprire le perdite in caso di crisi futura. Le perdite in questa sono state coperte dagli Stati, scassandone i bilanci e creando una sensazione di diritto della politica e degli elettori a dettare le regole del capitalismo finanziario.


Il creare una riserva privata globale per coprire i guai rafforzerà il sistema ed eviterà limitazioni politiche/populiste del ciclo del capitale. Se il compromesso detto sopra e questa idea di fondo privato di garanzia avranno gambe sarà un bene per tutti.

 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
04/02/2010 - Crisi e banche (GIAN LUCA BARBERO)

Concordo perfettamente sui toni populisti della politica, che sono un tentativo di scaricare la resposnabilità della crisi totalmente sulle banche. Certo la resposnabilità di banchieri e manager della finanza è tutt'altro che trascurabile, ma la politica non è certamente avulsa da interessi economici, come dimostrano - almeno in Italia - le varie operazioni che dagli anni '90 ad oggi hanno portato a modificare radicalmente la geografia bancaria. Per quanto riguarda la presenza di regole, bisognerebbe almeno distinguere gli ambiti: la disciplina dei mercati finanziari è molto articolata in Europa e, soprattutto, in Italia. L'erogazione del credito alle imprese, invece, necessita di regole certamente diverse. E' comunque curioso che i populisti di oggi sono coloro che ieri intendenvano introdurre anche nel nostro Paese qualcosa di simile ai mortgages subprime, che hanno poi innescato la crisi. E questo sempre a tutela del mattone e della famiglia. I populisti non cambiano mai.