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FINANZA/ Pelanda: la pax romana che può evitare nuovi crac

Pubblicazione:giovedì 4 febbraio 2010

obama_making-changeR375.jpg (Foto)

Tra i temi discussi a Davos, sede del forum annuale tra i protagonisti dell’economia globale, due avranno rilievo nel prossimo futuro. A porte chiuse, banchieri e politici (europei ed americani) hanno fatto le prime prove di dialogo per evitare lo strangolamento populista dei primi e la “de-capitalizzazione” dei secondi.


A porte aperte, l’italiano Draghi – Presidente dell’organismo globale per la stabilità finanziaria con delega da parte del G20 - ha svelato una delle prime soluzioni individuate per ridurre la vulnerabilità del sistema finanziario e crisi future. Le due cose sono connesse perché riguardano il problema più caldo del momento: il sistema finanziario può restare indipendente dalla regolazione politica e autoregolarsi o i governi devono prenderlo in mano?


Dalla risposta a questa domanda dipenderà la soluzione al problema in assoluto più caldo del prossimo biennio: come accelerare una ripresa troppo lenta per evitare l’aumento della disoccupazione sia in America sia in Europa.


La politica, in ambedue i continenti, è nervosa perché i bilanci degli Stati non hanno più risorse in deficit per stimolare la crescita – se ne usassero di più crollerebbero le monete - e la disoccupazione sta crescendo nonostante la ripresa tecnica dell’economia. La gente impoverita, o che è passata dalla speranza di una ripresa rapida al disincanto di una lenta e portatrice di meno lavoro, sempre di più chiederà alla politica cose che questa non può fare.

 

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COMMENTI
04/02/2010 - Crisi e banche (GIAN LUCA BARBERO)

Concordo perfettamente sui toni populisti della politica, che sono un tentativo di scaricare la resposnabilità della crisi totalmente sulle banche. Certo la resposnabilità di banchieri e manager della finanza è tutt'altro che trascurabile, ma la politica non è certamente avulsa da interessi economici, come dimostrano - almeno in Italia - le varie operazioni che dagli anni '90 ad oggi hanno portato a modificare radicalmente la geografia bancaria. Per quanto riguarda la presenza di regole, bisognerebbe almeno distinguere gli ambiti: la disciplina dei mercati finanziari è molto articolata in Europa e, soprattutto, in Italia. L'erogazione del credito alle imprese, invece, necessita di regole certamente diverse. E' comunque curioso che i populisti di oggi sono coloro che ieri intendenvano introdurre anche nel nostro Paese qualcosa di simile ai mortgages subprime, che hanno poi innescato la crisi. E questo sempre a tutela del mattone e della famiglia. I populisti non cambiano mai.