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Economia e Finanza

FINANZA/ Una nuova bolla dei mutui scuote gli Usa

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A oggi, il 90% dei mutui sulla casa è controllato da Fannie Mae, Freddie Mac e la Federal Housing Administration. Non è un caso, per esempio, che Goldman Sachs sia infatti ancora in trattative per comprare milioni di dollari di crediti fiscali proprio dal gigante dei mutui controllato dal governo Fannie Mae, anche se l'operazione si scontra con il potenziale semaforo rosso del Tesoro. L'amministrazione Obama, infatti, teme gli effetti di un accordo che in sostanza ridurrebbe il carico fiscale di Goldman Sachs: i dettagli ancora non sono chiari ma alcuni a Wall Street ritengono che la banca potrebbe comprare fino a un miliardo di dollari di crediti fiscali da Fannie.

 

Da quando ha assunto il controllo di Fannie Mae, il dipartimento del Tesoro ne ha acquistato 45,9 miliardi di dollari in azioni privilegiate, dando quindi ai contribuenti una quota sostanziale nella proprietà. I crediti fiscali sono stati un incentivo federale per incoraggiare gli investimenti per costruire abitazioni per famiglie a basso reddito: questi crediti tendenzialmente hanno una durata di 10 anni e sono attraenti per società che sanno di poter produrre utili in quel lasso di tempo. Come Goldman, appunto. La Fed ha speso qualcosa come 1,2 trilioni di dollari per abbassare i tassi sui mutui e milioni di proprietari hanno rinegoziato i loro contratti a tassi più vantaggiosi.

 

«Il governo - scrive Barofsky - è entrato a piedi uniti nei campi lasciati liberi dai privati. Ma se lo Stato rimpiazza il ruolo del mercato senza trovare soluzioni ai problemi di fondo che esistono nel sistema, questo rischia di portare a un aumento artificiale dei prezzi delle case già nei prossimi anni. Lo Stato, in molti casi, non ha semplicemente dato supporto al mercato immobiliare, lo è diventato e questo porta i cittadini a scrollarsi dalle spalle i rischi e le responsabilità che un tempo doveva accollarsi nei confronti del mercato».

 

A dare man forte alla denuncia di Barofsky ci hanno pensato parecchi analisti del settore, spaventati dall'aumento dei prezzi delle case in vendita già registrato in questi mesi. Responsabilità, a loro dire, proprio della politica di finanziamento statale a pioggia che ha abbasso i tassi dei mutui e gonfiato la domanda. Una volta che l'effetto placebo dello Stato sarà terminato - e non potrà certo durare ancora molto, visto il deficit federale - il mercato si ritroverà vulnerabile e potrebbe subire una brusca inversione di tendenza che non riuscirà a gestire.

 

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