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FINANZA/ Una nuova bolla dei mutui scuote gli Usa

Una nuova bolla immobiliare si starebbe preparando a esplodere negli Usa, con conseguenze notevoli sulla ripresa economica della locomotiva globale

Casa_DollariR375_20feb09.jpg (Foto)

«Obama non ha risolto alcun problema: ci sarà un altro collasso finanziario, peggio di quello del 2008». A sentenziare quanto appena riportato non è stato il sottoscritto o qualche analista votato al pessimismo, bensì un ufficio di controllo del governo Usa nel suo rapporto trimestrale reso noto domenica scorsa al Congresso.

 

Per Neil Barofsky, ispettore generale del trouble asset relief problem, meglio conosciuto come Tarp, infatti la strategia del governo per rispondere alla crisi finanziaria «non ha per nulla offerto le risposte necessarie e, anzi, in alcuni casi ha fatto in modo che i problemi già presenti diventassero più grandi. Infatti, se anche il Tarp ha salvato il nostro sistema finanziario da un caduta certa dal dirupo della crisi due anni fa, senza riforme profonde e di sistema, noi stiamo continuando a percorrere la stessa pericolosa strada di montagna, ma questa volta guidando una macchina più potente e veloce».

 

Questo perché, secondo Barofsky, «da quando il Congresso ha votato per il piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari, le rimanenti istituzioni finanziarie hanno continuato a crescere, godendo del denaro pubblico e non hanno affatto smesso con la pratica degli stipendi d’oro e dei bonus. I salvataggi, nei fatti, sono stati un incentivo al rischio: poiché è passato in maniera roboante il principio del “too big to fail”, ognuno è certo che anche se le cose andranno male, il governo accorrerà in suo soccorso».

 

Ma Barofsky va oltre. Il suo ufficio sta investigando su un’ottantina di casi di possibile frode ai danni del Tarp, compresi evasione fiscale, insider trading, corruzione pubblica, false documentazioni e prestiti sui mutui. In un caso, alcuni manager di un fondo privato avrebbero comprato il portafoglio assets di un altro fondo in difficoltà a prezzo di sconto salvo poi rivenderle al governo al prezzo triplicato nel contesto del programma Tarp: guarda caso, all’atto dell’acquisto una solerte agenzia di rating aveva dato il downgrade a quel bond.

 

«Questi casi - teme Barofsky - sono molti più di quelli che siamo investigando e temo che, viste i limiti delle nostre forze investigative e l’enormità della cifra messa in campo e il numero di attori, in parecchi la faranno franca frodando lo Stato dopo aver frodato investitori e azionisti». Tutto come prima, se non peggio. Inoltre, il report di Barofsky mette in guardia dal ruolo sempre maggiore dello Stato nel mercato immobiliare, prodromo a suo dire della nascita di una nuova bolla nel real estate visto che nell’ultimo anno il governo ha sperso diverse centinaia di miliardi di dollari per cercare di rivitalizzare il settore.

 

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