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venerdì 12 marzo 2010 S. Bernardo vescovo - Ultimo agg.: 12/03/2010 00:41
 
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INCHIESTA/ 1. Le parole di Montezemolo sono suffragate dai dati?

lunedì 8 febbraio 2010

La disputa tra Fiat e governo su incentivi e Termini Imerese si è ulteriormente accentuata dopo le dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo, secondo il quale durante la gestione sua e di Sergio Marchionne, quindi dal 2004 in avanti, la Fiat non avrebbe ricevuto alcun aiuto finanziario da parte dello Stato.

 

All’intervento del presidente Fiat all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Luiss hanno fatto seguito molte dichiarazioni di segno contrario da parte di esponenti politici e di governo e commenti critici da parte di commentatori giornalistici. Poiché tuttavia nessuno ha effettuato le verifiche necessarie e messo al centro della discussione i dati effettivi, abbiamo deciso di farlo noi nella consapevolezza che le opinioni non possano basarsi su sabbie mobili, ma solo su fatti accertati.

 

L’articolo allegato riporta i risultati della ricerca, che è stata effettuata sul sito della Commissione Europea, dei provvedimenti coi quali la Commissione ha trattato gli aiuti di Stato alla Fiat, decidendo in taluni casi di approvarli e in altri di respingerli. La lettura del documento, che altro non è che un collage cronologico di documenti ufficiali, risulta di particolare interesse poiché fa luce sulla tipologia di rapporti che intercorrevano abitualmente tra i governi italiani e il maggior gruppo manifatturiero nazionale.

 

Occorre precisare che per aiuti di stato si intendono gli aiuti destinati a specifiche imprese e quindi potenzialmente in grado di danneggiare in termini relativi i competitori e di distorcere la concorrenza. Non si considerano in essi gli incentivi, come quelli alla rottamazione e all’acquisto di auto ecologiche, in quanto essendo rivolti a tutti i produttori di un dato mercato non distorcono la concorrenza anche se possono generare l’effetto negativo, modificando le scelte di consumo delle persone, di sottrarre fatturato ad altri comparti produttivi. Dati i loro potenziali effetti distorsivi gli aiuti di stato debbono essere preventivamente autorizzati dall’Unione Europea.

 

Cosa abbiamo scoperto? Ha detto il vero Luca Cordero di Montezemolo? Alla lettera no, dato che qualche euro la Fiat lo ha ricevuto anche dopo il 2004, ma nella sostanza possiamo riconoscere la veridicità dell’affermazione. Vi è infatti una netta interruzione tra gli aiuti pubblici a Fiat degli anni ‘90/inizi 2000 e gli anni successivi. Dal 2003 al 2008 il gruppo torinese avrebbe usufruito, secondo la Commissione, solo di aiuti per programmi di formazione dei dipendenti e le cifre in gioco, pur non trascurabili in valore assoluto, sono comunque contenute se rapportate alle dimensioni del gruppo e se confrontate ai benefici ricevuti nel decennio precedente.

 

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COMMENTI
08/02/2010 - Strane amnesie? (Alberto Pennati)

Deve essere una caratteristica di alcune persone, che ricoprono posti di responsabilità nella "galassia" Fiat, quella di soffrire di "amnesie". Il redivivo Bettega, uno della "triade", nella Juventus ed ora il MegaPresidente della Fiat/Ferrari/Maserati (e non so di cos'altro....). Che ci stiano prendendo in giro?

 
08/02/2010 - Le barzellette di Montezemolo (VINCENZO FEDELE)

Concordo che gli aiuti dell'ultimo decennio non sono minimamente paragonabili a quelli ricevuti da FIAT nei decenni trascorsi, ma le barzellette rimangono barzellette, comunque le si voglia considerare. Oltre agli aiuti "ufficiali", così autorevolmente riportati, vi sono molti altri aiuti regionali e locali, dati sotto varie forme. A parte quelle della Regione Siciliana, per Termini Imerese, basterebbe citare l'acquisto di parte dello stabilimento di Mirafiori da parte del Comune di Torino, con il tacito, ma neanche tanto, accordo che con questo "aiutino" FIAT avrebbe mantenuto una buona fetta di produzione a Torino-Mirafiori, che in un primo tempo era dato per spacciato. Capisco benissimo che un'azienda delle dimensioni della FIAT deve essere supportata dallo Stato, anche a vantaggio dell'occupazione e dell'innovazione, ma, proprio per le sue dimensione e i rapporti strettissimi trascorsi e attuali, la FIAT non può prescindere dagli aspetti sociali delle sue scelte. Certo le aziende devono camminare con le proprie gambe e fare scelte di efficacia ed efficienza, ma i motivi per cui produrre un'auto costa 1.000 Euro in più a Termini Imerese rispetto ad altre dislocazioni, non è anche "merito" di FIAT che non ha saputo creare un indotto di eccellenza, mantenendo il deserto attorno a quella cattedrale costruita con gli aiuti pubblici, così come Pomigliano (ereditata dall'Alfa Romeo a costo zero) o Melfi (che però un minimo di indotto di qualità lo ha creato)?

 
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