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Economia e Finanza

FIAT/ 2. Giannini (Repubblica): sugli incentivi Berlusconi segua la Francia

Marchionne_BerlusconiR375.jpg(Foto)

L’operazione americana andava in questa direzione: con un azionista che non investe sul suo core business, con un’esposizione debitoria elevata nei confronti delle banche e con un mercato sempre più competitivo, l’unica cosa che poteva fare Marchionne era espandersi laddove possibile. Resta il fatto che i problemi non sono stati completamente risolti e penso non lo saranno finché gli Agnelli non decideranno una volta per tutte se vogliono continuare a far essere Fiat il loro player globale nel settore dell'auto. Se è così, devono crederci e investirci di più. Anche per dimostrare che le parole di Elkann “cuore e testa di Fiat restano a Torino” non è solo uno slogan.

 

Lei ha scritto la scorsa settimana che Fiat sta vivendo una fase di trasformazione: è un'azienda trans-nazionale nell'attesa di diventare globale. Data questa situazione, fino a quando si potranno mantenere gli impianti in Italia?

 

Questa è la domanda delle domande. Non è sbagliato rivendicare da parte di un'impresa privata che sta sul mercato la chiusura di quegli impianti che non danno più profitti. Ma rispetto a questa esigenza legittima e comprensibile ci sono due problemi di cui tener conto. Da un lato il fatto che Fiat, come dicevo prima, deve fare una scelta: se vuole diventare un grande player globale con testa e cuore in Italia allora deve “tutelare” le produzioni italiane. L'altro problema è che finora è mancata, come ho spiegato, l'elaborazione di una seria politica industriale da parte del Governo.

 

Nicola Porro su Il Giornale ha scritto che con i fondi che il Governo è pronto a mettere in campo per Termini Imerese (760 milioni di euro) si potrebbe finanziare il taglio dell'Irap per tutte le microimprese. Che cosa ne pensa?

 

Penso che porre la questione in questo modo sia sempre sbagliato, perché vorrebbe dire “svalorizzare” il salario e quindi il futuro dei lavoratori di Termini Imerese per enfatizzare e valorizzare il ruolo delle Pmi italiane. Penso sia una concezione un po’ rozza e schematica che può servire come battuta, ma che rischia di riaccendere un conflitto sociale che non fa bene al paese in questo momento. Siamo tutti sulla stessa barca, imprenditori e operai. Distogliere risorse dal settore lavoro per trasformarle in sgravi fiscali per le Pmi è secondo me sbagliato.

 

In Italia abbiamo un'anomalia rispetto ad altri paesi europei: tutti gli impianti automobilistici appartengono a Fiat. Non pensa che sarebbe stato meglio lasciare che Alfa Romeo venisse comprata da Ford, in modo da poter avere un altro costruttore in Italia?

 

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