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FIAT/ 2. Giannini (Repubblica): sugli incentivi Berlusconi segua la Francia

Pubblicazione:lunedì 8 febbraio 2010

Marchionne_BerlusconiR375.jpg (Foto)

È probabile, ma ormai le scelte sono state fatte. Ragionare su quel che poteva essere fatto è sì necessario per non ripetere gli errori del passato, ma anche sterile perché non ci fa fare passi avanti rispetto alla realtà che abbiamo di fronte.

 

Potrebbe però servire per il futuro, cercando magari di far arrivare un costruttore straniero a Termini Imerese al posto di Fiat...

 

Sarebbe auspicabile, anche se faccio fatica a immaginare come possa un costruttore straniero intervenire in un impianto che Fiat, dati alla mano, ritiene improduttivo. Penso che la struttura organizzativa e contrattuale che esiste in quell’area renda onestamente molto difficile per chiunque continuare a fare automobili lì. In sintesi, penso che la missione auto in quella zona sia fallita e non più riproducibile.

 

Qual è allora il futuro di Termini Imerese?

 

Termini Imerese è un problema che Fiat non può risolvere da sola: occorrono progetti di riconversione che chiamano in causa il Governo e la Regione Siciliana. Quello stabilimento è inoltre una sorta di cattedrale nel deserto, come altri che ci sono in Italia, dove abbiamo impianti costruiti o fatti costruire per ragioni clientelari, senza la creazione di un tessuto produttivo e infrastrutturale nell’area che consenta di produrre a costi ragionevoli e con standard qualitativi competitivi adeguati.

 

(Lorenzo Torrisi)



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