lunedì 8 febbraio 2010
Fiat resta uno dei temi caldi del dibattito sia politico che economico. Venerdì scorso il Presidente del gruppo Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha dichiarato: «Da quando sono alla Fiat non abbiamo ricevuto un euro dallo Stato», scatenando molte reazioni. Intanto all’ultimo tavolo tenutosi proprio venerdì tra azienda, Governo e parti sociali si è parlato del futuro dello stabilimento di Termini Imerese, oltre che dell’opportunità di prolungare gli incentivi al settore auto anche per il 2010. Di tutti questi temi abbiamo parlato con Massimo Giannini, vicedirettore de La Repubblica e Direttore dell’inserto economico Affari e Finanza. Come commenta le parole di Montezemolo di venerdì scorso? Montezemolo ha detto una cosa giusta e insieme sbagliata. Giusta, perché gli incentivi non sono aiuti di Stato nel senso stretto del termine: non si tratta di sussidi a una singola impresa ed essi hanno più benefici per i consumatori che per i produttori. Però, dei benefici ci sono, tanto che Marchionne, all’indomani dell’ultimo cda di Fiat, ha dichiarato che i conti del 2010 peggioreranno (con un indebitamento netto superiore ai 5 miliardi di euro) se il Governo non rinnoverà gli incentivi. Dunque è su questo punto che sbaglia Montezemolo. Cosa pensa del riferimento di Montezemolo al fatto che Fiat non ha ricevuto nemmeno un euro dallo Stato dal 2004? Penso sia riduttivo, nell’analizzare i rapporti tra Fiat e Stato, prendere in considerazione solo gli ultimi 5 anni. Nessuno può negare che in 50 anni (per non voler estendere l’analisi a tutto il ‘900) Fiat abbia ricevuto aiuti diretti e rilevanti da parte dello Stato. Questo è un problema peculiare del nostro paese: non credo che in nessun altro Stato ci siano stati aiuti “ad aziendam” così importanti e prolungati. Per fare un paragone, secondo le valutazioni della Commissione europea, Fiat e Alfa Romeo nel periodo tra il 1977 e il 1987 hanno ricevuto dallo Stato quasi 7 miliardi di Ecu (circa 3,5 miliardi di euro, ndr), contro i 4 di Renault. Sugli incentivi è ancora in atto un “balletto” tra Governo e Fiat. Secondo lei andrebbero rinnovati? E se sì con quali modalità? VOTA IL SONDAGGIO: IL GOVERNO DEVE RINNOVARE GLI INCENTIVI AUTO? PER CONTINUARE A LEGGERE L’INTERVISTA A MASSIMO GIANNINI SU FIAT CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO
Fiat resta uno dei temi caldi del dibattito sia politico che economico. Venerdì scorso il Presidente del gruppo Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ha dichiarato: «Da quando sono alla Fiat non abbiamo ricevuto un euro dallo Stato», scatenando molte reazioni. Intanto all’ultimo tavolo tenutosi proprio venerdì tra azienda, Governo e parti sociali si è parlato del futuro dello stabilimento di Termini Imerese, oltre che dell’opportunità di prolungare gli incentivi al settore auto anche per il 2010. Di tutti questi temi abbiamo parlato con Massimo Giannini, vicedirettore de La Repubblica e Direttore dell’inserto economico Affari e Finanza.
Come commenta le parole di Montezemolo di venerdì scorso?
Montezemolo ha detto una cosa giusta e insieme sbagliata. Giusta, perché gli incentivi non sono aiuti di Stato nel senso stretto del termine: non si tratta di sussidi a una singola impresa ed essi hanno più benefici per i consumatori che per i produttori. Però, dei benefici ci sono, tanto che Marchionne, all’indomani dell’ultimo cda di Fiat, ha dichiarato che i conti del 2010 peggioreranno (con un indebitamento netto superiore ai 5 miliardi di euro) se il Governo non rinnoverà gli incentivi. Dunque è su questo punto che sbaglia Montezemolo.
Cosa pensa del riferimento di Montezemolo al fatto che Fiat non ha ricevuto nemmeno un euro dallo Stato dal 2004?
Penso sia riduttivo, nell’analizzare i rapporti tra Fiat e Stato, prendere in considerazione solo gli ultimi 5 anni. Nessuno può negare che in 50 anni (per non voler estendere l’analisi a tutto il ‘900) Fiat abbia ricevuto aiuti diretti e rilevanti da parte dello Stato. Questo è un problema peculiare del nostro paese: non credo che in nessun altro Stato ci siano stati aiuti “ad aziendam” così importanti e prolungati. Per fare un paragone, secondo le valutazioni della Commissione europea, Fiat e Alfa Romeo nel periodo tra il 1977 e il 1987 hanno ricevuto dallo Stato quasi 7 miliardi di Ecu (circa 3,5 miliardi di euro, ndr), contro i 4 di Renault.
Sugli incentivi è ancora in atto un “balletto” tra Governo e Fiat. Secondo lei andrebbero rinnovati? E se sì con quali modalità?
VOTA IL SONDAGGIO: IL GOVERNO DEVE RINNOVARE GLI INCENTIVI AUTO?
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