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FIAT/ 3. Tutti gli aiuti di Stato a Fiat esaminati dall’Ue negli ultimi 10 anni

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Adozione da parte della Commissione in data 6 giugno 2001. La Commissione chiuderà con una decisione negativa la procedura da essa aperta ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE e di proibire la concessione di un aiuto alla ricerca per la produzione di una nuova gamma di furgoni a favore della società IVECO, filiale del gruppo Fiat, specializzata nella produzione di veicoli commerciali. La Commissione ritiene manchi all'aiuto l'effetto incitatore e che sia perciò incompatibile con il mercato comune, non rispettando le norme della disciplina degli aiuti alla ricerca e allo sviluppo.

 

Bruxelles, 6 giugno 2001

 

La Commissione adotta una decisione negativa sull'aiuto di Stato in favore di IVECO

 

La Commissione europea ha deciso che il progetto di aiuto alla ricerca e sviluppo in favore di IVECO S.p.A. è incompatibile con il mercato comune. Dopo un'indagine approfondita la Commissione ha infatti concluso che l'aiuto non era necessario per lo sviluppo di una nuova gamma di furgoni leggeri.

 

IVECO S.p.A. è una controllata del gruppo Fiat che progetta, fabbrica e vende essenzialmente veicoli commerciali leggeri, autocarri, autobus e motori diesel. Nel novembre 1999 le autorità italiane hanno notificato alla Commissione un progetto di aiuto di 16 milioni di € in valore nominale a fronte di un progetto di investimenti di 111 milioni di € per il rinnovo e l'espansione della gamma di furgoni leggeri di IVECO. L'obiettivo del progetto consisteva nello sviluppo di un nuovo "sistema di veicolo" per la gamma S 2000. Il progetto è stato realizzato nel periodo 1994-1999.

 

Al termine di un'indagine approfondita la Commissione ha concluso che l'aiuto prospettato in favore di IVECO non era necessario alla società per sviluppare una nuova gamma di furgoni leggeri. Benché il progetto consentisse di ottenere un prodotto migliore rispetto al precedente modello, il carattere innovativo dell'investimento si limitava a quanto è normale nell'industria automobilistica nel contesto della progettazione e lancio di nuovi modelli. Infatti tali programmi sono realizzati periodicamente nel quadro delle normali attività dell'impresa e quindi sono da considerarsi normali operazioni correnti. Inoltre, le attività di ricerca e sviluppo di IVECO non erano aumentate sostanzialmente per effetto del progetto ed erano analoghe a quelle di altri costruttori automobilistici.

 

La Commissione tradizionalmente assume un atteggiamento favorevole nei confronti degli aiuti alla ricerca e sviluppo; ciò nonostante deve accertarsi che il rischio di distorsioni indebite della concorrenza provocate dall'aiuto di Stato sia minimo. In base alle regole applicabili agli aiuti di Stato alla ricerca e sviluppo, tali aiuti possono essere concessi qualora contribuiscano ad incentivare le imprese ad intraprendere attività di ricerca e sviluppo supplementari rispetto alle loro attività correnti.

 

Se lo sviluppo di un nuovo modello o di una nuova gamma di modelli dovesse essere considerato come attività di ricerca sovvenzionabile, ogni costruttore automobilistico potrebbe chiedere un aiuto alla ricerca e sviluppo per ciascun modello nuovo immesso sul mercato. In tal caso l'aiuto pubblico diventerebbe semplicemente un aiuto al funzionamento e non conseguirebbe lo scopo di indurre le imprese ad intraprendere attività di ricerca che altrimenti non avrebbero svolto.

 

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