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FIAT/ 3. Tutti gli aiuti di Stato a Fiat esaminati dall’Ue negli ultimi 10 anni

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Adozione da parte della Commissione in data 8 luglio 1999. La Commissione ha deciso di chiudere la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti di un aiuto regionale a favore della Fiat Auto per lo stabilimento di Piedimonte San Germano (Cassino), autorizzandolo dopo avere constatato il rispetto del massimale autorizzato per gli aiuti regionali e la sua conformità alle norme del quadro degli aiuti al settore automobilistico.

 

 

Adozione da parte della Commissione in data 28 luglio 1999. La Commissione ha deciso di chiudere la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti di un aiuto regionale a favore di Fiat Auto per lo stabilimento di Pomigliano. Essa ritiene l'aiuto parzialmente compatibile con il mercato comune, autorizzandolo per un importo massimo di 20,4 milioni di euro (20,3 % lordo del totale dell'investimento) e proibendo ogni altro aiuto perché farebbe superare il massimale autorizzato per gli aiuti regionali.

 

Bruxelles, 28 luglio 1999

 

La Commissione autorizza un aiuto di Stato a favore della Fiat

 

La Commissione europea ha autorizzato aiuti per un importo di 20,4 milioni di euro (39,6 miliardi di ITL) a favore di Fiat S.p.A., destinati ad un investimento da realizzare nello stabilimento di Pomigliano d'Arco. Le autorità italiane avevano inizialmente notificato un aiuto di Stato per 30,5 milioni di euro (59 miliardi di ITL); tuttavia, dopo aver valutato il caso, la Commissione ha concluso che soltanto l'importo minore era ammissibile ai sensi della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica.

 

Le autorità italiane hanno notificato alla Commissione il pacchetto di aiuti in questione nell'ottobre 1997. Tali aiuti dovevano essere erogati a favore della Fiat, in virtù della legge n. 488/92, per investimenti che l'impresa intendeva effettuare nel suo stabilimento di Pomigliano d'Arco (nei pressi di Napoli) finalizzati alla produzione del modello Alfa 156 e di un altro autoveicolo indicato all'epoca con il codice "modello 937". Lo stabilimento è situato in una regione ammissibile agli aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato CE.

 

Gli investimenti in parola sono iniziati nel 1995 e dovrebbero essere completati entro il 2000: secondo le autorità italiane, il relativo costo si aggirerebbe sui 340 milioni di euro (659 miliardi di ITL).

 

La Commissione ha esaminato il progetto di aiuto alla luce della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica, verificando innanzitutto la mobilità del progetto d'investimento, vale a dire se il progetto poteva essere realizzato localizzando la produzione nello stabilimento della Fiat in Polonia. La Commissione ha tuttavia constatato che in effetti soltanto una parte della produzione era mobile (200 autoveicoli al giorno).

 

Nell'esaminare l'importo dell'aiuto ammissibile, la Commissione ha ritoccato l'analisi costi-benefici effettuata dalle autorità italiane, che comparava gli investimenti da effettuare nello stabilimento di Pomigliano d'Arco con un equivalente investimento ad Arese. A questo proposito, la Commissione ha ritenuto che le autorità italiane non si fossero pienamente conformate alla prassi comunitaria.

 

Ad esempio, nell'analisi non era stato utilizzato il giusto tasso di riferimento per l'attualizzazione dei flussi di cassa derivanti dal progetto; più precisamente, non si era provveduto a ridurre l'handicap tenendo conto del fatto che soltanto il 40% della produzione era mobile (200 autoveicoli al giorno su 500). Dopo le necessarie correzioni, l'importo dell'aiuto compatibile è risultato ridotto da 30,5 milioni di euro (59 miliardi di ITL) a 20,4 milioni di euro (39,6 miliardi di ITL).

 

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