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FIAT/ 3. Tutti gli aiuti di Stato a Fiat esaminati dall’Ue negli ultimi 10 anni

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Adozione da parte della Commissione in data 15 febbraio 2000. La Commissione ha deciso di chiudere con una decisione negativa la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE, che aveva aperto in relazione agli aiuti a favore dell'impresa automobilistica Fiat Rivalta, situata presso Torino. La Commissione ha esaminato il progetto alla luce delle disposizioni della disciplina degli aiuti al settore automobilistico. Come nel caso della Fiat Mirafiori Meccanica, la Commissione ha concluso che non era soddisfatto il criterio della necessità dell'aiuto, in quanto, da un lato, l'elaborazione del progetto nel 1993/94 non aveva potuto tenere conto della possibilità di concessione di aiuti poiché la località non si situava a quell'epoca in zona assistita e, dall'altro, la "mobilità" del progetto non era stata dimostrata, non essendo stata presentata dalle autorità italiane alcun sito alternativo credibile. La Commissione ha pertanto proibito la concessione di tale aiuto regionale.

 

Bruxelles, 15 febbraio 2000

 

La Commissione vieta 46 miliardi di ITL (24 milioni di euro) di aiuti regionali in favore di Fiat Rivalta

 

La Commissione ha vietato il versamento alla Fiat di aiuti regionali di intensità pari al 4,7% per un investimento destinato a migliorare la flessibilità degli impianti presso lo stabilimento di assemblaggio di Rivalta (Torino). La Commissione ha infatti constatato che gli aiuti in questione non erano necessari alla realizzazione del progetto a Rivalta.

 

In generale il progetto tenderebbe riorganizzare lo stabilimento in modo da: permettere la produzione dei modelli Fiat Bravo/Brava e Marea, Lancia Nuova Dedra e Alfa Romeo 166; migliorare l'ergonomia dei posti di lavoro; consentire un più efficace bilanciamento dell'automazione e della manualità nel processo di produzione; rafforzare la tutela dell'ambiente e rendere Rivalta in grado di far fronte ai picchi di produzione che altri stabilimenti del gruppo non saranno in grado di assorbire per determinati modelli (Fiat Bravo/Brava e Marea).

 

Nel 1997 lo stabilimento Fiat di Rivalta, che contava 4.580 dipendenti, ha prodotto circa 85.000 autovetture. La disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per l'industria automobilistica - testo che regola la valutazione degli aiuti in questo settore nel duplice obiettivo di garantire la trasparenza e di imporre una disciplina rigorosa nella concessione degli aiuti - stabilisce che per essere compatibili con il mercato comune, gli aiuti regionali prospettati devono essere necessari alla realizzazione del progetto di investimento nella regione assistita interessata.

 

Lo studio di localizzazione che ha indotto la Fiat a scegliere Rivalta ai fini del suo investimento, si è svolto verso il 1993-1994. Rivalta non apparteneva ad una zona assistita fino al marzo 1995, data in cui è stata definita regione assistita ai sensi dell'articolo 87.3.c). del trattato. Pertanto la Fiat non ha potuto includere nel finanziamento del suo progetto a Rivalta l'ottenimento di un aiuto regionale. La Commissione ha quindi concluso che il governo italiano non ha dimostrato che la società torinese ha effettivamente considerato la concessione di un aiuto regionale come un criterio necessario alla selezione del sito di Rivalta.

 

Il governo italiano non ha peraltro nemmeno sufficientemente dimostrato la mobilità del progetto. Infatti non è stato presentato nessun altro sito alternativo credibile. Rivalta risulta essere l'unico sito preso in considerazione dalla Fiat per la realizzazione del suo progetto. Gli aiuti notificati dall'Italia in favore di Fiat Rivalta non sono pertanto necessari al conseguimento delle finalità di cui all'articolo 87.3.c), nella fattispecie facilitare lo sviluppo di talune regioni economiche. Per tale motivo gli aiuti in questione risultano incompatibili con il mercato comune e devono essere vietati.

 

Alla fine del 1997 l'Italia ha notificato sei casi di aiuti regionali, in base alla legge 488/92, in favore di Fiat Auto, tra cui quello destinato allo stabilimento di Rivalta. Dopo più di un anno e malgrado numerosi solleciti inviati dalla Commissione alle autorità italiane, le informazioni fornite dall'Italia ancora non permettevano di dimostrare che gli aiuti regionali prospettati erano conformi ai principi della disciplina comunitaria per l'industria automobilistica, in particolare per quanto concerne l'analisi costi/benefici e la mobilità dei progetti.

 

La Commissione ha dunque avviato, nel febbraio 1999, un procedimento di indagine approfondita nei confronti dei 6 progetti di aiuto. A fine maggio 1999, tre casi (tra cui Rivalta) hanno formato oggetto di una decisione di estensione del procedimento vertente sulla questione della necessità degli aiuti prospettati. Analoga decisione negativa è stata adottata dalla Commissione a fine dicembre 1999 in merito ad aiuti regionali in favore dello stabilimento Fiat Mirafiori Meccanica.

 

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