BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FIAT/ 3. Tutti gli aiuti di Stato a Fiat esaminati dall’Ue negli ultimi 10 anni

Pubblicazione:lunedì 8 febbraio 2010

Fiat_Lancia_AlfaR375.jpg (Foto)

Adozione da parte della Commissione in data 19 luglio 2000. La Commissione ha deciso di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti di un aiuto alla ricerca di 16,67 milioni di euro (32,27 miliardi di ITL) destinato a un progetto sulla produzione di veicoli leggeri a favore della società IVECO (gruppo Fiat), specializzata nella produzione di veicoli commerciali. La Commissione dubita della sua compatibilità con la disciplina degli aiuti alla R&S, soprattutto della qualifica di ricerca precompetitiva/industriale del progetto, e dell'esistenza di un suo effetto d'incitamento.

 

Bruxelles, 19 luglio 2000

 

La Commissione avvia un procedimento di indagine sugli aiuti destinati a IVECO

 

La Commissione europea ha deciso di avviare un procedimento formale di indagine a norma dell'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE per valutare la compatibilità degli aiuti di Stato che le autorità italiane prevedono di concedere a IVECO per un progetto realizzato tra il 1994 e il 1999. Il caso riguarda aiuti alla ricerca e allo sviluppo nel settore automobilistico per un valore di 32,27 miliardi di ITL. La Commissione nutre dubbi sul fatto che il progetto vada considerato attività di sviluppo precompetitivo e ricerca industriale e che produca l'effetto di incentivazione previsto dalla normativa.

 

IVECO è una controllata del gruppo Fiat e produce veicoli commerciali. L'impresa sviluppa, produce e vende essenzialmente veicoli commerciali leggeri, autocarri, autobus e motori diesel con i marchi IVECO, Astra, IVECO-Ford Truck, IVECO Magirus e IVECO Pegaso. Nel 1998 ha prodotto 137 000 veicoli e 363 000 motori nei suoi 29 impianti di produzione, raggiungendo un fatturato di 12 874 miliardi di ITL (6,7 miliardi di EUR).

 

Il progetto notificato riguarda il rinnovo e l'espansione della gamma IVECO di veicoli commerciali leggeri, che corrisponde a circa il 20% del fatturato. A fronte di un valore nominale dei costi ammissibili è pari a 139,646 miliardi di ITL (su 214,48 miliardi di ITL di costi totali), le autorità italiane intendono concedere un finanziamento agevolato pari a 38,40 miliardi di ITL, corrispondente ad un valore nominale del contributo in conto interessi di 16,96 miliardi di ITL. Inoltre, è previsto un contributo a fondo perduto (conferimento di capitale) per 15,31 miliardi di ITL di valore nominale. Il valore nominale dell'aiuto è dunque nel complesso di 32,27 miliardi di ITL. Su questa base, l'intensità dell'aiuto sarebbe pari al 21,56%.

 

Lo scopo del progetto era produrre una serie di furgoni leggeri con PTT compreso tra le 2,8 e le 6,5 t. Trattandosi del settore automobilistico, gli aiuti di Stato devono rispettare la disciplina comunitaria specifica. Dato il tipo di investimento e di aiuto, tuttavia, il progetto deve essere valutato in base alla disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e allo sviluppo. Nel valutare la compatibilità degli aiuti alla R&S, la Commissione dedica un'attenzione particolare ad aspetti quali il tipo di ricerca eseguita, i beneficiari dell'aiuto, l'accessibilità dei risultati, l'intensità prevista e l'effetto di incentivazione dell'aiuto. In base alla disciplina, inoltre, occorre distinguere tra ricerca fondamentale, ricerca industriale e attività di sviluppo precompetitivo.

 

Ad una prima valutazione del progetto notificato, la Commissione nutre dubbi essenzialmente sul fatto che il progetto vada considerato come attività di sviluppo precompetitivo e ricerca industriale e che produca l'effetto di incentivazione previsto dalla normativa. Se lo sviluppo di un nuovo modello o gamma di modelli fosse da considerarsi come ricerca industriale o attività di sviluppo precompetitivo, tutti i produttori di autoveicoli potrebbero richiedere aiuti alla R&S per ogni nuovo modello introdotto sul mercato. Inoltre, gli aiuti devono spingere le imprese a realizzare ricerche che non sarebbero state effettuate in assenza di aiuto o non avrebbero comunque potuto essere realizzate entro gli stessi limiti di tempo. Spetta dunque agli Stati membri dimostrare la necessità e l'effetto di incentivazione degli aiuti e provare che non si tratta semplicemente di aiuti al funzionamento.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO SUGLI AIUTI DI STATO A FIAT ESAMINATI DALL’UNIONE EUROPEA NEGLI ULTIMI DIECI ANNI CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >