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FIAT/ 3. Tutti gli aiuti di Stato a Fiat esaminati dall’Ue negli ultimi 10 anni

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Adozione da parte della Commissione in data 28 febbraio 2001. La Commissione ha deciso di chiudere la procedura che aveva aperto ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE e di non sollevare più obiezioni in relazione agli aiuti previsti per un importo di 40 milioni di euro (78 miliardi di ITL) a favore dell'impresa automobilistica Fiat Melfi - SATA, SpA, con sede a Melfi (Basilicata) e filiale della società Fiat Auto. La Commissione ha concluso che gli aiuti rispettavano le condizioni di compatibilità fissate dalla disciplina degli aiuti all'industria automobilistica, come pure quelle relative agli aiuti a finalità regionale in una regione ammissibile alla deroga prevista all'articolo 87, paragrafo 3, punto a), del trattato CE.

 

Bruxelles, 28 Febbraio 2001

 

La Commissione autorizza un aiuto in favore di Fiat per investimenti nell'Italia meridionale

 

La Commissione europea ha autorizzato un aiuto regionale agli investimenti di ITL 78 miliardi (€ 40 milioni) per la produzione del nuovo modello "Punto" presso lo stabilimento Fiat di Melfi (Italia meridionale). Al termine del procedimento formale di indagine avviato nel novembre 1999, la Commissione constata con soddisfazione che sono state rispettate le condizioni previste dalla disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica.

 

Il beneficiario dell'aiuto proposto sarà Fiat Sata S.P.A. L'aiuto regionale all'investimento permetterà infatti alla società di modificare lo stabilimento di Melfi in modo da introdurvi la produzione del nuovo modello «Punto», grazie ad un investimento ammontante a ITL 436 miliardi tra il 1997 e il 2000. L'aiuto notificato, concesso in base alla Legge 488 già approvata dalla Commissione, assume la forma di una sovvenzione regionale di ITL 78 miliardi (€ 40 milioni).

 

L'investimento poteva essere realizzato alternativamente presso lo stabilimento del gruppo Fiat a Tichy, in Polonia, per un volume «mobile» di 400 autovetture/giorno. L'area di Melfi (Basilicata) è stata riconosciuta dalla Commissione come un'area assistita ex articolo 87, paragrafo 3, lettera a) del trattato in base alla Carta italiana degli aiuti regionali valida per il periodo 2000 2006, con un massimale di aiuto regionale del 35% equivalente sovvenzione netto (ESN).

 

La Commissione ha valutato la compatibilità dell'aiuto proposto con la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica. Tenuto conto dei dubbi da essa espressi inizialmente al riguardo e per offrire alle autorità italiane e a tutti i terzi interessati la possibilità di presentare osservazioni, la Commissione, nel novembre 1999, aveva deciso di avviare il procedimento formale di indagine. Tuttavia non le erano pervenute osservazioni da terzi.

 

In base alla disciplina comunitaria succitata, la Commissione deve verificare che gli aiuti concessi all'industria automobilistica siano proporzionati all'entità dei problemi che devono contribuire a risolvere e che siano necessari alla realizzazione del progetto. Quanto al requisito della necessità dell'aiuto, il beneficiario dell'aiuto deve chiaramente dimostrare di possedere un'alternativa economicamente valida per l'ubicazione del suo progetto. La Commissione ha studiato la mobilità geografica del progetto e ritiene che lo stabilimento del gruppo Fiat di Tichy, in Polonia, rappresentasse un'alternativa valida.

 

Per valutare la proporzionalità dell'aiuto, era stata realizzata un'analisi costi­benefici. Quest'analisi costi-benefici raffronta i costi che un investitore sarebbe disposto a sostenere per realizzare il progetto nel sito prescelto rispetto ai costi di un progetto identico da realizzarsi in un sito alternativo. Nel caso specifico, l'analisi costi­benefici ha raffrontato i costi della realizzazione del progetto a Melfi con quelli analoghi presso lo stabilimento alternativo di Tichy, in Polonia.

 

Poiché l'intensità prevista dell'aiuto è inferiore sia al massimale di aiuto regionale che all'intensità di handicap regionale, ossia il costo supplementare per ubicare la produzione a Melfi anziché a Tichy/Polonia, la Commissione ha concluso che è stata rispettata la disciplina comunitaria degli aiuti all'industria automobilistica ed ha pertanto deciso di autorizzare l'aiuto in questione, giudicato compatibile con il trattato.

 

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