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Economia e Finanza

ALITALIA/ I dati che possono far precipitare Colaninno e soci

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La privatizzazione di Alitalia, viene poi ricordato, ha giovato molto ad AirOne. Da possibile acquirente di Alitalia ne è diventato parte integrante. Per tornare a quanto dicevo prima, se fosse stato Toto a comprare la compagnia decotta non avremmo avuto bavagli all’antitrust, probabilmente i contribuenti ci avrebbero rimesso di meno, mentre è facile immaginare che i tagli al personale sarebbero stati pesanti (basti ricordare che nel 2006 i sindacati non accettarono l’offerta di acquisto di AirOne).

 

Ma il merito più grande di Tutti giù per aria è fare chiarezza su un punto controverso. Si potranno amare o meno i dipendenti di Alitalia, ritenerli dei fannulloni poco cordiali, ma non si potrà mai dire che il fallimento della compagnia sia avvenuto per colpa loro. I suoi alti costi di gestione infatti non dipendevano dai dipendenti. Contrariamente a quanto si possa pensare, la voce dei costi relativi al personale veniva dopo quella del carburante (colpa anche di una flotta obsoleta rispetto ai concorrenti) e del marketing (non abbastanza efficace dato che gli aerei di Alitalia viaggiavano con meno passeggeri di quelli dei suoi concorrenti). Tanto per essere chiari, su 100 euro di entrate, Alitalia ne spendeva 18 per il lavoro (ora ne spende anche meno), mentre Air France 29. Ma guardando alla voce altri servizi, la compagnia di bandiera raggiungeva i 94 euro, contro i 63 dei francesi.

 

I veri colpevoli della debacle di Alitalia vanno dunque cercati altrove, sicuramente nel mondo politico che non è riuscito a far gestire bene la compagnia di bandiera e che ha fatto tutto di corsa quando ormai era troppo tardi per salvarla. Un’indagine andrebbe poi fatta nel campo sindacale, il quale si è sempre opposto a riforme strutturali necessarie a tentare una cura per il malato terminale che era Alitalia. Diciamo che la “fannulloneria” e i “privilegi” di alcuni dipendenti potranno avere inciso al massimo per il 10% a creare la situazione disastrosa.

 

Da quanto scritto si potrebbe dunque pensare che Tutti giù per aria sia una fotografia di un passato ormai lontano e che quindi non abbia più nulla da dirci per il futuro. Ma non è così. Infatti possiamo trarne spunti anche per giudicare l’operato della nuova compagnia. Sappiamo infatti, secondo quanto dichiarato da Rocco Sabelli, che nel terzo trimestre del 2009 (quello chiuso in utile) Alitalia ha registrato un tasso di riempimento medio dei propri aerei del 75%. Un dato in progressivo miglioramento, ma non così incisivo rispetto alla storia degli ultimi anni di Alitalia. Soprattutto se si considera che: a) chi vuol viaggiare sulla Linate-Fiumicino deve per forza riempire uno degli aerei di Alitalia; b) la nuova compagnia ha meno aerei rispetto alla vecchia e questo vuol dire che in teoria dovrebbe riuscire più facilmente a riempirli.

 

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COMMENTI
11/02/2010 - AZioni.... (Guido Gazzoli)

Juan..bella domanda..le AZioni, come le obbligazioni ed i warrant, tutti titoli sottoscritti in cambio di normativa a gogò, sono finiti in: 1) AZioni ex Az SpA :al momento volate nel nulla.... 2) OBBLIGAZIONI AZ : Il Governo nel 2012 ...pardon lo Stato scambierà una parte (70%) dei titoli con altri titoli statali arrotondando al migliaio inferiore , ergo se alla fine del calcolo ti spettano titoli per 3900 euro lo Stato te ne rimborsa solo 3000...bello per essere titoli GARANTITI dallo Stato... 3) WARRANT . ti permettevano alla loro accensione di poter comprare azioni al valore di 0,34 cent...peccato che l'azione valesse 0,18..bell'affare davvero. A Buenos Aires stanno ancora ridendo... saluti Guido

 
10/02/2010 - "A BUON RENDERE" (Z sara)

http://www.felicesaulino.it/dossier_quattordicesima.html Ad un anno dalla privatizzazione, i “patrioti” Alitalia possono dirsi soddisfatti. Chi più, chi meno, hanno già ottenuto quel concreto ringraziamento che si aspettavano da Berlusconi in cambio dell’adesione alla “cordata made in Italy”. Tutti digiuni di trasporto aereo, ma tutti impegnati in business sensibili alle scelte della politica e alle decisioni del governo, gli azionisti Cai avevano puntato sulla gratitudine dell’amico Silvio, che sul mantenimento dell’italianità dell’ex compagnia di bandiera si era giocato le elezioni del 2008. A 12 mesi di distanza, l’operazione Cai ha premiato soprattutto i concessionari autostradali, che, all’inizio di quest’anno, hanno ottenuto dal governo aumenti dei pedaggi mai visti. (...)A beneficiare di questa pioggia di denaro, saranno soprattutto le quattro società italiane che fanno capo a due famiglie entrate nella cordata patriottica: Benetton e Gavio(...)l’aumento dei pedaggi dovrebbe consentire ai 2 gruppi di ottenere a fine anno circa 100 milioni di euro di ricavi aggiuntivi.Meglio ancora è andata a Carletto Toto, che ha guadagnato almeno 3 volte. La prima, come concessionario autostradale abruzzese.La seconda, come ex proprietario di Airone, società imbottita di debiti e rilevata da Cai a un prezzo pari a due terzi di quello pagato per Alitalia che fatturava cinque volte di più. La terza, grazie all’accordo con la Cai che prenderà in affitto buona parte della sua flotta...

 
10/02/2010 - Esercizio dell'Art 21 - Disinfestazione Alitalia (Z sara)

Con "TUTTI GIU PER ARIA" i lavoratori hanno esercitato l'Art 21 della nostra Costituzione, "Libertà di manifestazione del pensiero", diritto ke e' stato loro impedito di esercitare nei mesi in cui tutti i media (ke poi e' 1 solo si sa)montavano talkshows o trasmissioni radiofoniche ad hoc per rafforzare gli stereotipi degli italiani sui lavoratori Alitalia (pubblici in generale)e "vendere" il piano del Premier. Ci sono dei "vuoti", c'e'poca autocritica, xke i sindacati non funzionavano ma era dovere degli associati intervenire per riportarli ad occuparsi di cio' di cui si dovevano occupare!E' nella nostra cultura delegare ad altri la tutela dei nostri diritti, ma "l'Abruzzo" insegna ke se non troviamo noi il tempo/la forza di difendere i nostri diritti, perche' mai dovremmo aspettarci ke lo facciano altri? In ogni caso e'importante ke i lavoratori si siano espressi. X il resto le chiedo "ma lei affiderebbe i suoi soldi a un giocatore d'azzardo" Toto con il suo talento ha fatto fallire Airone, ed ha addebitato il tutto agli italiani infilandolo nel casino AZ.(Ke genio!)E se invece avvessimo chiesto ai ministri di andare in auto a curare il loro collegio elettorale invece di usare AZ come jet privato?O impedito agli amministratori locali di imporre ditte ke facevano pagare il carburante, i pasti etc. il doppio/triplo in cambio di voti/favori?O punito i 4 "fannulloni" sempre ammalati? Le opzioni c'erano. Bastava "disinfestare". Alitalia vale/va. Chi non vuole visitare l'Italia?

RISPOSTA:

Scusi, ma non ho capito la domanda che mi ha posto (eventualmente mi scriva direttamente senza usare lo spazio per i commenti). Per il resto mi pare che gli amici de ilsussidiario.net si siano comportati corretamente (lo dico rispetto al discorso sui media che lei fa). Quanto ai politici, perché alcuni li avete accolti a Fiumicino a fomentare la piazza nei giorni di protesta (forse per caso vi siete fatti strumentalizzare?)? PS: Ho iniziato, su suggerimento di Gazzoli, a vedere la puntata de La storia siamo noi su Alitalia e a proposito... Ma che fine hanno fatto le vostre azioni Alitalia? (Juanfran Valeron)

 
10/02/2010 - Soluzioni..... (Guido Gazzoli)

il motivo che ci ha spinti ad intraprendere il lavoro che abbiamo fatto è sostanzialmente uno solo : dimostrare che razza di Paese sia il nostro dove per poter dire la loro i lavoratori devono inventarsi un documentario , dato che non è loro permesso esprimersi . Esprimere anche che un Paese in cui la classe politica, quella imprenditoriale e i sindacati NON fanno il loro dovere ma creano una commistione di interessi reciproci che NULLA hanno a che fare con quello che dovrebbe essere l'obiettivo della manovra (fornire al Paese un vettore aereo efficiente) e purtroppo sotto questa cupola le vittime sono due : Il lavoratore e il cliente....i fatti lo stanno dimostrando . Per il resto vorrei scrivere su altri punti sui quali non sono d'accordo con l'analisi di Juan , però mi riservo di farlo personalmente perchè altrimenti lo scritto sarebbe troppo lungo . Ringrazio comunque Juan per essersi preso la briga di recensirci e consiglio vivamente a chi volesse approfondire l'argomento di vedere la puntata dedicata di "La storia siamo noi" http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=463 Gazzoli Guido

RISPOSTA:

Aspetto le sue segnalazioni. Io ricordo solo di aver recensito un documentario cercando anche di rispondere a chi ha criticato fin troppo ferocemente gli ex dipendenti di Alitalia che hanno scritto per ilsussidiiario.net e cercando anche di attualizzare i contenuti che ritengo positivi di Tutti giù per aria. Mi sembra cmq che la mia analisi sui sindacati trovi supporto nelle sue parole. Mi guarderò con piacere anche la puntata di "La storia siamo noi" che ha segnalato. Cordiali saluti (Juanfran Valeron)

 
09/02/2010 - Forse sono un pò duro di comprendonio.... (fabio scaccia)

.....perchè non sono riuscito a seguire i suoi ragionamenti fino in fondo.Lei inizia difendendo a spada tratta l'operazione CAI,come unica possibilità di lavoro per i sopravvissuti di Alitalia. Poi però non può fare a meno di richiamare la realtà.La durissima realtà di chi avendo il monopolio e il quasi -monopolio su molte rotte NON riesce comunque,nella stagione ESTIVA, ad andare oltre il 75% di load factor.Non le è venuto in mente che magari quelli del no, come tanti altri(sfortunatissimi)italiani che coltivano la memoria, sapevano già come sarebbe andata a finire? Nel 1986, per impedire la vendita di alfa romeo alla ford, la fiat si impegnò a costruire un raggruppamento alfa-lancia da 600.000 vetture l'anno.In quegli anni il mercato italiano valeva stabilmente 1.600.000-1.700.000 vetture l'anno.Si deve aggiungere altro? Si può credere alla bontà di un piano industriale valido, quando il venditore (governo) annuncia che tutti possono partecipare all'acquisto, tanto però il nome dell'acquirente à già stato deciso?

RISPOSTA:

Caro Scaccia, proverò a spiegare meglio il mio ragionamento, premettendo che non ho difeso a spada tratta Cai come unica possibilità di lavoro per i sopravvissuti di Alitalia. Lei forse ne vedeva altre che io (a parte cercare lavoro in un'altra compagnia aerea o cambiare del tutto attività) non vedevo allora e non venivano spiegate dal fronte del no e che sinceramente speravo potessero essere spiegate in Tutti giù per aria (ma così non è stato). Forse quello duro di comprendonio sono io che uso la logica. Mi spiego: data la situazione A (Alitalia sommersa di debiti e commissariata), in cui non si può permanere, il governo impone la soluzione B (Cai). A meno che non ci sia una soluzione C realmente sul campo e percorribile (e questa non l'ho vista, né gli autori di Tutti giù per aria sono stati in grado di farla arrivare - se ci fosse stata - ai miei occhi e alle mie orecchie) che si fa? Il realismo impone di andare verso B anche se è una soluzione che tutti sanno avere molte pecche e limiti (è un pò come quando si va a votare turandosi il naso). A meno che la soluzione C non fosse in quello slogan ripetuto dal fronte del no "Meglio falliti che in mano a sti banditi". Ecco se fosse così allora intendiamoci su cosa vuol dire falliti, perché dalle mie parti (intendo dire proprio a Madrid d questi tempi) vuol dire starsene a casa e, nel caso concreto dei signori del fronte del Nord, rifiutare (per coerenza con la soluzione C tanto richiesta) anche la cassa integrazione. Per il resto le posso dire che pur non essendo italiano sapevo anch'io come sarebbe andata a finire (legga pure i miei precedenti articoli), ma questo non toglie che diventare lavoratori di Air France anche dopo un intricato e doloroso percorso oppure godere di ammortizzatori sociali che altri lavoratori non hanno avuto (o sbaglio?) è sempre meglio che starsene a casa senza prendere nemmeno un euro. In ogni caso dato che il mio articolo è una recensione del film Tutti giù per aria, facciamo una bella cosa, vada a comprarlo, lo guardi e poi ne parliamo insieme. Un caro saluto. PS: Concordo sull'analisi riguardante Alfa Romeo (tanto che spererei che fossero fondate le voci di una sua vendita a Volkswagen) e per questo dubito che lasceranno Termini Imerese a un altro costruttore automobilistico straniero. A meno che non vogliamo credere alla favoletta dell'auto elettrica... (Juanfran Valeron)