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ALITALIA/ I dati che possono far precipitare Colaninno e soci

Il docu-film in dvd “Tutti giù per aria”, recentemente uscito in libreria, è utile a ricostruire le origini della crisi della compagnia di bandiera e a giudicare l’operato della nuova Alitalia

Alitalia_proteste_lavoratoriR375_15set08.jpg (Foto)

Come si è visto nelle ultime settimane, e come era capitato anche in passato, quando ilsussidiario.net ospita lettere o contributi di ex dipendenti di Alitalia fioccano i commenti e i lettori sembrano dividersi in due “fazioni”: chi punta il dito contro gli ex “privilegiati”, rei di essersi procurati da soli il drammatico fallimento della compagnia di bandiera, e chi ritiene invece che abbiano pagato a caro prezzo anni di scelte manageriali sbagliate.

 

Un conflitto che sembra figlio di italiche tradizioni. Chi usufruisce di un servizio offerto da una compagnia pubblica si sente quasi sempre in diritto di pretendere cortesia, qualità ed efficienza, molto più di quando ha a che fare con un’azienda privata. È come se (dato il contributo delle proprie tasse) se ne ci sentisse proprietari. Dall’altra parte della barricata, i lavoratori pubblici o semi-pubblici si sentono meno stimolati a dare il meglio di sé.

Si tratta di un conflitto che viene senz’altro rinvigorito dalla visione di “Tutti giù per aria”, il docu-film in dvd realizzato e prodotto dagli stessi lavoratori di Alitalia e da poco distribuito in libreria: uno spaccato di realtà allo stesso tempo discutibile ma ricco di riflessioni, anche per i destini della nuova azienda nelle mani di Colaninno e Sabelli.

Tutti giù per aria, di cui ha scritto su queste pagine uno dei suoi autori, Guido Gazzoli, descrive i circa sei mesi a partire dalla dichiarazione di fallimento (o per essere più corretti di commissariamento) di Alitalia-Lai fino all’aprile del 2009, passando per il decollo del primo volo di Alitalia-Cai, il cui anniversario è stato celebrato il 13 gennaio scorso. Il tutto dal punto di vista dei lavoratori della compagnia di bandiera, o meglio di alcuni di loro: quelli che hanno dato vita al famigerato “fronte del no”.

Tanto per capirci e rinfrescarci la memoria, si tratta di quelli che avevano esultato all’annuncio del ritiro dell’offerta di Cai e che scandivano il famoso slogan “Meglio falliti che in mano a ‘sti banditi”. Come avevo già scritto all’epoca, ritengo questi lavoratori degli irresponsabili. Cai al momento rappresentava per loro l’unica possibilità di mantenere un posto di lavoro, seppur a condizioni contrattuali meno favorevoli. Ed è proprio dall’esaltazione di questo manipolo di lavoratori in lotta che iniziano le mie critiche a Tutti giù per aria.

Serve infatti a poco sostenere (come viene fatto nel film) che compagnie aree come Air France e El-Al (per di più negli anni ’90 quando il termine low cost non diceva niente a nessuno) sono uscite da crisi pesanti senza tagliare posti di lavoro o licenziando meno del 5% del personale. Potrei citare infatti i casi più recenti (anni 2000) di Iberia, privatizzata e risanata con il taglio di circa il 25% del personale, e di British Airways che ha tagliato oltre il 30% del suo organico. Senza dimenticare il recentissimo caso di Jal che dovrà far fuori oltre 15.000 teste.

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COMMENTI
11/02/2010 - AZioni.... (Guido Gazzoli)

Juan..bella domanda..le AZioni, come le obbligazioni ed i warrant, tutti titoli sottoscritti in cambio di normativa a gogò, sono finiti in: 1) AZioni ex Az SpA :al momento volate nel nulla.... 2) OBBLIGAZIONI AZ : Il Governo nel 2012 ...pardon lo Stato scambierà una parte (70%) dei titoli con altri titoli statali arrotondando al migliaio inferiore , ergo se alla fine del calcolo ti spettano titoli per 3900 euro lo Stato te ne rimborsa solo 3000...bello per essere titoli GARANTITI dallo Stato... 3) WARRANT . ti permettevano alla loro accensione di poter comprare azioni al valore di 0,34 cent...peccato che l'azione valesse 0,18..bell'affare davvero. A Buenos Aires stanno ancora ridendo... saluti Guido

 
10/02/2010 - "A BUON RENDERE" (Z sara)

http://www.felicesaulino.it/dossier_quattordicesima.html Ad un anno dalla privatizzazione, i “patrioti” Alitalia possono dirsi soddisfatti. Chi più, chi meno, hanno già ottenuto quel concreto ringraziamento che si aspettavano da Berlusconi in cambio dell’adesione alla “cordata made in Italy”. Tutti digiuni di trasporto aereo, ma tutti impegnati in business sensibili alle scelte della politica e alle decisioni del governo, gli azionisti Cai avevano puntato sulla gratitudine dell’amico Silvio, che sul mantenimento dell’italianità dell’ex compagnia di bandiera si era giocato le elezioni del 2008. A 12 mesi di distanza, l’operazione Cai ha premiato soprattutto i concessionari autostradali, che, all’inizio di quest’anno, hanno ottenuto dal governo aumenti dei pedaggi mai visti. (...)A beneficiare di questa pioggia di denaro, saranno soprattutto le quattro società italiane che fanno capo a due famiglie entrate nella cordata patriottica: Benetton e Gavio(...)l’aumento dei pedaggi dovrebbe consentire ai 2 gruppi di ottenere a fine anno circa 100 milioni di euro di ricavi aggiuntivi.Meglio ancora è andata a Carletto Toto, che ha guadagnato almeno 3 volte. La prima, come concessionario autostradale abruzzese.La seconda, come ex proprietario di Airone, società imbottita di debiti e rilevata da Cai a un prezzo pari a due terzi di quello pagato per Alitalia che fatturava cinque volte di più. La terza, grazie all’accordo con la Cai che prenderà in affitto buona parte della sua flotta...

 
10/02/2010 - Esercizio dell'Art 21 - Disinfestazione Alitalia (Z sara)

Con "TUTTI GIU PER ARIA" i lavoratori hanno esercitato l'Art 21 della nostra Costituzione, "Libertà di manifestazione del pensiero", diritto ke e' stato loro impedito di esercitare nei mesi in cui tutti i media (ke poi e' 1 solo si sa)montavano talkshows o trasmissioni radiofoniche ad hoc per rafforzare gli stereotipi degli italiani sui lavoratori Alitalia (pubblici in generale)e "vendere" il piano del Premier. Ci sono dei "vuoti", c'e'poca autocritica, xke i sindacati non funzionavano ma era dovere degli associati intervenire per riportarli ad occuparsi di cio' di cui si dovevano occupare!E' nella nostra cultura delegare ad altri la tutela dei nostri diritti, ma "l'Abruzzo" insegna ke se non troviamo noi il tempo/la forza di difendere i nostri diritti, perche' mai dovremmo aspettarci ke lo facciano altri? In ogni caso e'importante ke i lavoratori si siano espressi. X il resto le chiedo "ma lei affiderebbe i suoi soldi a un giocatore d'azzardo" Toto con il suo talento ha fatto fallire Airone, ed ha addebitato il tutto agli italiani infilandolo nel casino AZ.(Ke genio!)E se invece avvessimo chiesto ai ministri di andare in auto a curare il loro collegio elettorale invece di usare AZ come jet privato?O impedito agli amministratori locali di imporre ditte ke facevano pagare il carburante, i pasti etc. il doppio/triplo in cambio di voti/favori?O punito i 4 "fannulloni" sempre ammalati? Le opzioni c'erano. Bastava "disinfestare". Alitalia vale/va. Chi non vuole visitare l'Italia?

RISPOSTA:

Scusi, ma non ho capito la domanda che mi ha posto (eventualmente mi scriva direttamente senza usare lo spazio per i commenti). Per il resto mi pare che gli amici de ilsussidiario.net si siano comportati corretamente (lo dico rispetto al discorso sui media che lei fa). Quanto ai politici, perché alcuni li avete accolti a Fiumicino a fomentare la piazza nei giorni di protesta (forse per caso vi siete fatti strumentalizzare?)? PS: Ho iniziato, su suggerimento di Gazzoli, a vedere la puntata de La storia siamo noi su Alitalia e a proposito... Ma che fine hanno fatto le vostre azioni Alitalia? (Juanfran Valeron)

 
10/02/2010 - Soluzioni..... (Guido Gazzoli)

il motivo che ci ha spinti ad intraprendere il lavoro che abbiamo fatto è sostanzialmente uno solo : dimostrare che razza di Paese sia il nostro dove per poter dire la loro i lavoratori devono inventarsi un documentario , dato che non è loro permesso esprimersi . Esprimere anche che un Paese in cui la classe politica, quella imprenditoriale e i sindacati NON fanno il loro dovere ma creano una commistione di interessi reciproci che NULLA hanno a che fare con quello che dovrebbe essere l'obiettivo della manovra (fornire al Paese un vettore aereo efficiente) e purtroppo sotto questa cupola le vittime sono due : Il lavoratore e il cliente....i fatti lo stanno dimostrando . Per il resto vorrei scrivere su altri punti sui quali non sono d'accordo con l'analisi di Juan , però mi riservo di farlo personalmente perchè altrimenti lo scritto sarebbe troppo lungo . Ringrazio comunque Juan per essersi preso la briga di recensirci e consiglio vivamente a chi volesse approfondire l'argomento di vedere la puntata dedicata di "La storia siamo noi" http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=463 Gazzoli Guido

RISPOSTA:

Aspetto le sue segnalazioni. Io ricordo solo di aver recensito un documentario cercando anche di rispondere a chi ha criticato fin troppo ferocemente gli ex dipendenti di Alitalia che hanno scritto per ilsussidiiario.net e cercando anche di attualizzare i contenuti che ritengo positivi di Tutti giù per aria. Mi sembra cmq che la mia analisi sui sindacati trovi supporto nelle sue parole. Mi guarderò con piacere anche la puntata di "La storia siamo noi" che ha segnalato. Cordiali saluti (Juanfran Valeron)

 
09/02/2010 - Forse sono un pò duro di comprendonio.... (fabio scaccia)

.....perchè non sono riuscito a seguire i suoi ragionamenti fino in fondo.Lei inizia difendendo a spada tratta l'operazione CAI,come unica possibilità di lavoro per i sopravvissuti di Alitalia. Poi però non può fare a meno di richiamare la realtà.La durissima realtà di chi avendo il monopolio e il quasi -monopolio su molte rotte NON riesce comunque,nella stagione ESTIVA, ad andare oltre il 75% di load factor.Non le è venuto in mente che magari quelli del no, come tanti altri(sfortunatissimi)italiani che coltivano la memoria, sapevano già come sarebbe andata a finire? Nel 1986, per impedire la vendita di alfa romeo alla ford, la fiat si impegnò a costruire un raggruppamento alfa-lancia da 600.000 vetture l'anno.In quegli anni il mercato italiano valeva stabilmente 1.600.000-1.700.000 vetture l'anno.Si deve aggiungere altro? Si può credere alla bontà di un piano industriale valido, quando il venditore (governo) annuncia che tutti possono partecipare all'acquisto, tanto però il nome dell'acquirente à già stato deciso?

RISPOSTA:

Caro Scaccia, proverò a spiegare meglio il mio ragionamento, premettendo che non ho difeso a spada tratta Cai come unica possibilità di lavoro per i sopravvissuti di Alitalia. Lei forse ne vedeva altre che io (a parte cercare lavoro in un'altra compagnia aerea o cambiare del tutto attività) non vedevo allora e non venivano spiegate dal fronte del no e che sinceramente speravo potessero essere spiegate in Tutti giù per aria (ma così non è stato). Forse quello duro di comprendonio sono io che uso la logica. Mi spiego: data la situazione A (Alitalia sommersa di debiti e commissariata), in cui non si può permanere, il governo impone la soluzione B (Cai). A meno che non ci sia una soluzione C realmente sul campo e percorribile (e questa non l'ho vista, né gli autori di Tutti giù per aria sono stati in grado di farla arrivare - se ci fosse stata - ai miei occhi e alle mie orecchie) che si fa? Il realismo impone di andare verso B anche se è una soluzione che tutti sanno avere molte pecche e limiti (è un pò come quando si va a votare turandosi il naso). A meno che la soluzione C non fosse in quello slogan ripetuto dal fronte del no "Meglio falliti che in mano a sti banditi". Ecco se fosse così allora intendiamoci su cosa vuol dire falliti, perché dalle mie parti (intendo dire proprio a Madrid d questi tempi) vuol dire starsene a casa e, nel caso concreto dei signori del fronte del Nord, rifiutare (per coerenza con la soluzione C tanto richiesta) anche la cassa integrazione. Per il resto le posso dire che pur non essendo italiano sapevo anch'io come sarebbe andata a finire (legga pure i miei precedenti articoli), ma questo non toglie che diventare lavoratori di Air France anche dopo un intricato e doloroso percorso oppure godere di ammortizzatori sociali che altri lavoratori non hanno avuto (o sbaglio?) è sempre meglio che starsene a casa senza prendere nemmeno un euro. In ogni caso dato che il mio articolo è una recensione del film Tutti giù per aria, facciamo una bella cosa, vada a comprarlo, lo guardi e poi ne parliamo insieme. Un caro saluto. PS: Concordo sull'analisi riguardante Alfa Romeo (tanto che spererei che fossero fondate le voci di una sua vendita a Volkswagen) e per questo dubito che lasceranno Termini Imerese a un altro costruttore automobilistico straniero. A meno che non vogliamo credere alla favoletta dell'auto elettrica... (Juanfran Valeron)