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FINANZA/ Occhi puntati sulla Gran Bretagna: sarà la prossima Grecia?

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In compenso le società di rating, socie degli speculatori, che invece si ammantano della postura di giudici imparziali e regolatori del mercato, stanno spianando la strada alla prossima scommessa: l'abbassamento del rating della Gran Bretagna con il downgrading da AAA «in caso non venga posto, seriamente e in fretta, un argine all'aumento del debito pubblico, il peggiore in assoluto nel club dei paesi a tripla A». Lo dice, chiaro e tondo, Fitch attraverso Brian Coulton, capo del dipartimento dei rating sovrani dell'agenzia: il deficit britannico sul Pil è al 12,6%, e quindi si potrebbe anche pensare a una soluzione shock del genere.

 

Ma, come abbiamo detto giorni fa, l'indipendenza monetaria è ciò che mette al riparo la Gran Bretagna da rischi di rifinanziamento del debito, a differenza della Grecia ad esempio. Certo il mercato dei bond inglesi patisce molto l'inflazione e l'ipotesi di una maggioranza non qualificata alla prossime elezioni spaventa i mercati ed elettrizza gli speculatori, ma vedrete che nulla di questo accadrà: anzi, la sterlina si riprenderà e a pagare il conto sarà il sopravvalutato euro, destinato a finire a quota 1,30-1,40 sul pound entro settembre.

 

La grande incognita globale ora resta la Cina: accetterà la rivalutazione della sua moneta e il peg con il dollaro come annunciato oppure userà ancora il ricatto della diversificazione di riserve e investimenti per spaventare Washington? Una cosa è certa: avendo acquisito tutti i porti del Pireo, oltre a molto altro, tantissimi cds a copertura delle equities greche sono stati comprati da Pechino: chissà come mai né Barroso, né la Merkel, né Sarkozy hanno lanciato strali e puntato il dito.

 

Lo strabismo verso New York, Londra e il libero mercato è davvero grave nel caso del nostro triumvirato: o, come diceva Nicholas Ridley, ministro della Thatcher, nel 1990, riferendosi all'unione monetaria europea, si tratta di «un racket tedesco creato per conquistare l'Europa». Certo i termini furono forti e gli costarono il posto ma, alla luce di quanto sta accadendo in queste ore, forse non aveva tutti i torti a livello di contenuti.



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COMMENTI
11/03/2010 - Detto in soldoni? (Francesco Giuseppe Pianori)

Da perfetto ignorante dei più elementari strumenti di conoscenza dell'economia, chiedo, se possibile, una traduzione in lingua volgare (del popolo) di questo articolo, tanto dotto quanto incomprensibile...a me, naturalmente. Forse qualche bomba atomica, con relativa riduzione della popolazione mondiale, risolverebbe il problema di una economia prevalentemente speculativa?