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INCHIESTA/ 1. Francia e Germania preparano un altro "imbroglio" greco

Sarkozy_MerkelR375.jpg (Foto)

Gli altri dati potete vederli da voi nel grafico precedente, dopo la Gran Bretagna c’è una sorta di stacco che ci porta all'Austria attestata a 54,5: poco, direte voi, ma per un paese così piccolo è tantissimo e sta a dimostrare che il rischio di default sull'esposizione a Est - paesi baltici, Ucraina ma anche Repubblica Ceca, Bulgaria e Romania - è molto probabile per gli istituti di quel paese, il più importante dei quali è una sussidiaria tedesca come già abbiamo ricordato.

 

Guardate, nella prossima puntata, il cds sussidiario di Unicredit e capirete da soli. La media dei punti base nella cosiddetta eurozona è di 87,8, questo spiega perché si comincia a parlare di rischio di default generalizzato per l’Ue. E questo spiega la fuga in avanti di Francia e Germania, le quali hanno capito il rischio e vogliono dar vita il prima possibile a un’Europa a due velocità di cui possono gestire la sala comando: il Fondo Monetario Europeo, di fatto, servirà ad attutire il tonfo che Pigs più Irlanda stanno per fare ma, come dicono al Bundesbank, potrebbe essere la pietra tombale della politica di surplus tedesco.

 

Berlino chiede severità fiscale agli altri, ma rischia di dover diventare un po’ “mediterranea” se non vuole veder saltare l’euro e, quindi, anche il proprio primato: svalutando o, addirittura, venendo cacciati e agganciati a una sorta di peg valutario, noi italiani e gli spagnoli spaccheremmo tutto a livello di export, la Germania rischierebbe il fallimento. Ecco cosa sottende la crisi greca, il “grasso, grosso imbroglio greco” che Germania e Francia stanno orchestrando: i cds non sono la Bibbia e nemmeno la cartina di tornasole perfetta. Di solito, però, non sbagliano.

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COMMENTI
16/03/2010 - barzelletta illuminante (Fabrizio Terruzzi)

Ai miei tempi si raccontava questa barzelletta: che Andreotti si era fatto ibernare e risvegliatosi dopo 100 anni aveva pensato per prima cosa di fare una capatina al bar per prendersi un caffè. Niente di meglio per informarsi della situazione dell’Italia che chiedere al barista. Alle domande “come va l’Italia, la sanità pubblica, la burocrazia, ecc.” il barista risponde sempre “benissimo”. Andreotti non sa capacitarsi di come sia possibile e va alla cassa per pagare. Alla richiesta “quanto devo” gli viene risposto “10 Pfennig”!. Il marco non c’è più ma in futuro l’Euro sarà forse sempre più simile al vecchio DM o quantomeno è quello che cerca e cercherà di fare la Germania, che all’Euro è passata controvoglia e non ha nessuna voglia di, scusate il termine, smenarci.

 
16/03/2010 - ad occhio e croce (Roberto Alabiso)

Ho una certa difficoltà a muovermi e capire tutto sino in fondo, solo da pochi mesi so un poco cosa sono i cds e tutto il resto. Non è una materia facile per chi non ha mai studiato di economia. Mi rendo conto però che non è bene, oggi, non avere un minimo di conoscenza di questi argomenti, la conoscenza è sempre utile, anzi forse esagerando un pò, per dirla con il Meeting di Rimini, è sempre un avvenimento. Detto questo, dovremmo ammettere che se l'economia negli ultimi anni sta andando così male e la gente comune, le famiglie i lavoratori, i giovani che non trovano lavoro e non si possono permettere una casa una famiglia, cioè una vita dignitosa, è causata dal volere di qualcuno, non è qualcosa che ci è caduto dal cielo. I terremoti sono un'altra cosa , imprevedibili e distruttivi, ma forse l'economia andrebbe e potrebbe essere governata meglio. Però, ad occhio e croce le regole dovremmo dettarle noi, non chi con quelle regole continua ad arricchirsi e fare come vuole. Come possiamo fare? C'è una via d'uscita a breve? Oppure dobbiamo ancora aspettare chi o cosa non si capisce! P.S. La crisi economica non è finita, ma se lo è succede solo per i soliti pochi e noti. Anzi per alcuni è stata una pacchia , e di crisi ( crisi è un eufemismo) come questa ne vorrebbe una all'anno.