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INCHIESTA/ 2. Così le banche usano la Grecia per affondare la Gran Bretagna

Pubblicazione:mercoledì 17 marzo 2010

SterlinaR375.jpg (Foto)

E perché lo fa? Perché ritiene che la svalutazione della sterlina, con un euro così sopravvalutato e un’Europa così debole e divisa, sarà il kickstart per la ripresa: non ditelo però a Unicredit Group in Germania, ci hanno messo tanto a creare il casus belli per allontanare gli sguardi indiscreti degli speculatori shorter sull’euro che potrebbero restarci male. Inoltre, bisognerebbe far notare a chi di dovere che c'è qualcuno, decisamente influente, che invece sta parlando di default generalizzato sul debito dell'eurozona: non è il sottoscritto, povero pennivendolo, bensì Standard&Poor’s nel suo ultimo outlook, certamente non veritiero fino in fondo nei fondamentali ma certamente un segnale a chi di dovere per sapere dove speculare e investire pesantemente al ribasso.

 

Forse a Unicredit in Germania non lo hanno letto. O forse sì e hanno deciso di scendere anche loro in campo nella guerra dei drafts. Per S&P, la necessità dei governi europei di dover chiedere prestiti crescerà «a breve a livelli di picco mai conosciuti fino a ora e la pressione fiscale che questa necessità emergenziale porterà con sé è un fattore che noi guardiamo con interesse». Come dire, attendono di lanciarsi sulla carcassa. Lo dice Kai Stukenbrock, capo analista per l’area euro e lo conferma un gigante come PIMCO che parla a chiare lettere di «esplosione del debito sovrano nell’eurozona come principale e prossima minaccia».

 

Per S&P, ancora, il collasso del credito ha fatto sì che solo quest’anno i governi dell’eurozona saranno costretti a racimolare qualcosa come 1.446 miliardi di euro, come e dove (e a quali condizioni) non si sa. Solo l’Italia, quest’anno, deve rifinanziare il 20% del suo debito, il terzo al mondo dopo Usa e Giappone: avete ancora voglia di credere ai soloni dell’asse renano adesso, mentre i mercati sono pronti a farci letteralmente a pezzi, scegliendo tra noi, Spagna e Portogallo come antipasto, primo o secondo?

 

Capite perché Francia e Germania giocano tanto col caso greco, ora? Capite quali giochi sottendono le noiosissime e formalissime riunioni dei ministri delle Finanze dell’Ue di questi giorni? Capite la reale posta in palio? Capite che l’Italia, se vuole davvero contare, non può continuare a tacere e arrovellarsi solo sulle utenze telefoniche di Minzolini? Lo capite? Meglio che lo facciate o, a breve, ce lo faranno capire altri. E non sarà una bella lezione da dover studiare. Con buona pace di frau Merkel, di Nicolas Sarkozy e della nuova vestale anti-mercatista Papandreou (quello che, odiando il mercato, a novembre dello scorso anno aveva contattato Goldman Sachs per dare un’altra aggiustatina ai conti con un bel currency swap).



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COMMENTI
17/03/2010 - Domanda (Roberto Alabiso)

Sarebbe interessante, sempre sia possibile farlo,capire come ed in che termini reali la finanza incide ad esempio sul fatto che le aziende chiudano e licenziano. Capisco che se le banche hanno meno soldi ne prestano di meno alle aziende, sopratutto se queste non rispettano determinati parametri, oppure che se in borsa le azioni di un'azienda si deprezzano, quest'ultima ha forse meno possibilità di crescere ed investire. Ma se ormai il bello ed il cattivo tempo lo fanno oppure lo hanno sempre fatto i grandi capitali, la grande finanza ecc. e questi ci stanno portando definitivamente sul lastrico, non sarebbe meglio provare a pensare una nuova forma monetaria, una sorta di moneta complementare staccata da tutta questa speculazione alle nostre spalle? Di fatto il lavoro reale vale sempre meno, il denaro non è più uno strumento ma un fine, corriamo corriamo e andiamo indietro. Io rimescolerei tutto da capo. P.S Mi chiedo se questi argomenti che Lei tratta con competenza interessano anche chi problemi economici d'impresa o in genere non ne vive. Secondo me no.