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INCHIESTA/ 2. Così le banche usano la Grecia per affondare la Gran Bretagna

MAURO BOTTARELLI conclude oggi la sua inchiesta sui cds relativi al debito di Atene: le banche (in particolare francesi e tedesche) ne sono piene. Cosa c’è dietro questa strategia?

SterlinaR375.jpg (Foto)

Le banche, dicevamo ieri nella prima parte di questa inchiesta. Che ruolo hanno e hanno avuto nel grosso, grasso imbroglio greco e quale continuano ad avere nell'operazione franco-tedesca di ridefinizione dei profili della nuova Europa? Vediamo.

 

I dati che vedete riportati nei grafici (nelle tabelle a destra delle curve) sono relativi ai cds degli istituti bancari dell’eurozona e una cosa dovrebbe subito balzare agli occhi. Anzi, due. Per quanto riguarda le banche tedesche e francesi - ma anche le nostre Unicredit e Intesa San Paolo - le brutte notizie in termini di punti base arrivano dalle sussidisarie, come scritto nella precedente puntata: ovvero, filiali estere particolarmente esposte su mercati a rischio. Eppure continuano a dirci che va tutto benissimo.

 

 

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COMMENTI
17/03/2010 - Domanda (Roberto Alabiso)

Sarebbe interessante, sempre sia possibile farlo,capire come ed in che termini reali la finanza incide ad esempio sul fatto che le aziende chiudano e licenziano. Capisco che se le banche hanno meno soldi ne prestano di meno alle aziende, sopratutto se queste non rispettano determinati parametri, oppure che se in borsa le azioni di un'azienda si deprezzano, quest'ultima ha forse meno possibilità di crescere ed investire. Ma se ormai il bello ed il cattivo tempo lo fanno oppure lo hanno sempre fatto i grandi capitali, la grande finanza ecc. e questi ci stanno portando definitivamente sul lastrico, non sarebbe meglio provare a pensare una nuova forma monetaria, una sorta di moneta complementare staccata da tutta questa speculazione alle nostre spalle? Di fatto il lavoro reale vale sempre meno, il denaro non è più uno strumento ma un fine, corriamo corriamo e andiamo indietro. Io rimescolerei tutto da capo. P.S Mi chiedo se questi argomenti che Lei tratta con competenza interessano anche chi problemi economici d'impresa o in genere non ne vive. Secondo me no.