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FINANZA/ Da Wall Street la soluzione ai bonus "scandalosi" dei banchieri

Pubblicazione:giovedì 18 marzo 2010

Wall_street_insegnaR375_23sett08.jpg (Foto)

L’avidità è un bene. Dal suo punto di vista, Gordon Gekko aveva ragione. Primo, perché a Wall Street fare soldi è l’obbiettivo, semplice e misurabile - e avere uno scopo rende sempre contenti. Secondo, perché essere pagati bene non è che un altro modo per sentirsi apprezzati e riconosciuti - il che pure solitamente gratifica. Terzo, perché in un sistema capitalistico come quello degli Stati Uniti, fare molti soldi è il modo più efficiente per ottenere molte delle cose che rendono felici: buone cure mediche, migliore educazione per i figli, cibo buono, arte, ecc. Questo è il modo in cui il sistema funziona ed è tanto più allettante in quanto risponde a bisogni normali e naturali in ogni essere umano.

 

Se si parte dalla convinzione ottimistica che gli interessi e le intenzioni di banchieri e dirigenti a Wall Street non siano poi diversi da quelli d'ogni altro essere umano, si può arrivare a concepire modi nuovi per motivarli e per provare a cambiare l’intero sistema d’incentivi del settore. Per cambiare il sistema d'incentivi di un intero settore, di solito si hanno due strade: quella privata o quella pubblica. Quella pubblica è rappresentata dall’intervento che il Congresso e l’Amministrazione stanno considerando in questo momento, cioè assoggettare tutto il settore a una regolamentazione volta a limitare il rischio sistemico.

 

Un approccio normativo potrebbe tuttavia non funzionare, anche perché si ha a che fare con persone molto competenti. Tutto il lavoro svolto a Wall Street è fatto sotto pressione per produrre risultati in tempi brevi, in un contesto in continua evoluzione, rispettando allo stesso tempo una miriade di leggi e regolamenti.

 

Volendolo, queste persone troverebbero il modo di rendere nulla qualsiasi legge imposta (un po’ come succederebbe se si cercasse di educare dei figli semplicemente imponendo delle regole). Si creerebbero nuove procedure e nuovi comportamenti che darebbero a loro volta origine a nuovi rischi ed errori imprevedibili. Il fattore decisivo è che il moral hazard (azzardo morale) rimane nel sistema: è premiato chi genera grossi profitti nel breve, prendendosi grossi rischi che saranno sopportati da altri nel lungo periodo.

 

L’alternativa (come con i figli) è quella di fare una proposta diversa, un’offerta vantaggiosa perché parte dai desideri reali di un individuo, abbraccia la propria libertà ed è applicata in modo efficace, affidandosi ai principi di partecipazione e responsabilità. Nel mondo degli affari quest’idea è ben rappresentata dal concetto di partnership.

 

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