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Economia e Finanza

FINANZA/ Da Wall Street la soluzione ai bonus "scandalosi" dei banchieri

Negli Usa tiene banco il dibattito sui compensi e sui bonus dei banchieri. ANNA ALEMANI che lavora a Wall Street ci spiega da dove cominciare per sperare in un cambiamento

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Si è appena conclusa a Wall Street una stagione di bonus molto controversa, che ha lasciato dietro di sé una delusione generale. In primo luogo sono delusi i politici e la gente normale, scandalizzati dalle somme pagate alla comunità finanziaria; ma non sono soddisfatti dai loro bonus perfino molti degli stessi impiegati delle banche salvate dallo Stato.

 

Ogni anno, molti fra gli impiegati a Wall Street rimangono insoddisfatti dei loro bonus, indipendentemente dall’entità. Dopo un anno d’attesa, le aspettative crescono parecchio e il “numero” deve riempire un vuoto incolmabile: il bonus, infatti, non svolge solo la funzione di premiare buone performance e trattenere gli impiegati migliori, ma risponde a un desiderio di soddisfazione e realizzazione che riguarda aspetti della realtà oltre il lavoro, come i legami sociali, la vita familiare, il giudizio su se stessi.

Diversi economisti hanno dimostrato che, una volta superati certi livelli di ricchezza (una volta, cioè, che i bisogni primari sono soddisfatti), ulteriori miglioramenti economici non procurano di per sé una soddisfazione supplementare. Per i bankers di Wall Street, la propria soddisfazione non deriva necessariamente dal guadagnare di più, ma piuttosto dal vincere il gioco. Potrebbero anche essere pagati in mele, purché ne ricevano più dell’anno scorso - o più del collega accanto. La classifica, non i soldi, è il vero obbiettivo.

La psicologia dei banchierie il tema dell’eccessiva retribuzione dei dirigenti di Wall Street sono al centro del dibattito nei consigli e sulle prime pagine dei giornali fin dall’inizio di questa crisi finanziaria, la peggiore degli ultimi settant’anni. Dal mio punto di vista non c’è molto di quello che vedo che mi dia la minima speranza che questa gente abbia imparato qualche cosa dalla crisi. Il motto di Gordon Gekko [] greed is good (l’avidità è un bene) è ancora un modo molto appropriato di descrivere la cultura motivazionale di Wall Street. Dopotutto, come diceva un mio vecchio capo “tutti noi amiamo i soldi”.

 
[1] Famoso personaggio del film di Oliver Stone Wall Street, interpretato da Michael Douglas.

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