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FINANZA/ Il piano di Francia e Germania per dominare l’Ue passa dalla Grecia

Ieri un crollo della sterlina e le notizie sulla crisi della Grecia hanno fatto capire che i prossimi dominatori dell’Europa saranno Germania e Francia

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Lo scriviamo da settimane su ilsussidiario.net, ieri è accaduto: dopo la pubblicazione di un sondaggio sul Sunday Times in base al quale il vantaggio dei Conservatori britannici sul Labour si sarebbe ridotto a soli due punti a due mesi dal voto, la sterlina è crollata. Quel dato, infatti, è stato giustamente letto dagli investitori internazionali come l’impossibilità di ottenere una maggioranza qualificata a governare alle prossime elezioni e quindi il cosiddetto hung parliament, ovvero un governo di minoranza e di coalizione che, allo stato dell’arte, vedrebbe ancora il Labour di Gordon Brown e soci chiamato a guidare il paese e soprattutto a mettere mano al guaio del deficit - desinato a raggiungere il 12% del Pil - ormai fuori controllo.

 

Conseguenza, il pound ha preso una china molto simile a quella di diciotto anni fa e del Black Wednesday. «Il sondaggio del Sunday Times - ha dichiarato Hans-Guenter Redeker, capo delle strategie monetarie di Bnp Paribas - ci ha chiaramente indicato che le urne manterranno questo governo ancora per qualche anno e i mercati hanno reagito con un voto di sfiducia verso Gordon Brown». Il dato di ieri è il peggiore da un anno rispetto al dollaro e, se come pare scontato, l’outlook di Morgan Stanely ci avrà visto giusto entro aprile la sterlina è destinata a scendere a un cambio di 0,95 verso l’euro.

 

Evviva, Sua Maestà avrà certamente dei seri grattacapi in vista. Certo, farebbe volentieri a cambio con Barack Obama, i cui guai con l’economia dei vari Stati degli Usa peggiorano di giorno in giorno. Partiamo dallo Stato più caro, insieme alle Hawaii, al presidente, l’Illinois. Il quale, infatti, è alle soglie della bancarotta con un buco di bilancio di 13 miliardi di dollari su un budget complessivo di 28: dal mese di ottobre in poi, i conti dello Stato sono stati pagati con voucher assenti di copertura, sorte di assegni scoperti che prima o poi - molto prima che poi - andranno comunque all’incasso come voce di spesa, ovvero come deficit statale.

 

In Illinois, non in un remoto Stato dell’Est europeo, gli insegnanti non sono pagati e stanno per prepararsi a licenziamenti di massa, le biblioteche hanno istituito un terzo giorno di chiusura settimanale per risparmiare sui costi e le scuole stanno meditando di fare altrettanto. Nella contea di Alexander, la macchina dello sceriffo è stata pignorata: e non è una leggenda metropolitana. Ma l’Illinois è solo la punta di un iceberg ben più grande: Florida, Michigan, Pennsylvania, Stato di New York, Arizona, Michigan e California seguono a ruota con la stessa prospettiva di crisi globale.

 

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COMMENTI
03/03/2010 - Il qe è la ricetta per il disastro (J B)

"ora serve il quantitative easing, non prima e accompagnato da denaro a pioggia finito di fatto nel portafogli di investimento delle banche" Leggo con interesse i suoi articoli, ma lei crede veramente che il qe porti da qualche parte? Stampare cartaccia? Ancora più moral hazard? Fallite che tanto vi salviamo? Francamente spero la UE dimostrerà gli attributi lasciando la Grecia al suo destino se non implementa i tagli da macelleria sociale che ha paventato e non rientra. Questo lancerebbe un segnale molto forte agli US, che, invece, ho idea ricorreranno alla stampante per salvare gli stati dell'unione. Alla fine, nel lungo periodo, saranno tutte le monete a svalutarsi nei confronti dei metalli preziosi (oro in primis e argento e platino. Se poi la cartaccia da qe va in circolo... allora ne vedremo delle belle con le commodities. Non vorrei si facesse l'errore di paragonare la situazione odierna al Giappone.

 
02/03/2010 - il fallimento della Gracia (celestino ferraro)

Ma non è solo la Grecia a vedersela brutta, anche in USA vi sono stati disperatamente sull'orlo della bancarotta. Come sia potuto accadere che organizzazioni e istituzioni statali stiano fallendo è un mistero che non ancora s'è capito. Come è possibile affrontare delle spese pubbliche con le casse vuote? Debiti! E come si pagano? Prima del fallimento ci sarebbe da sbattere in galera tutti coloro che si sono avventurati a spendere senza averna la possibilità: una spesa volutamente fraudolenta. Anche per lo Stato italiano i governanti d'epoca dovrebbero renderci conto di come sia stato possibile accumulare un debito di milioni di miliardi senza avere la minima idea da dove ricavare i fondi. Questa degli Stati che hanno come principio lo sperpero del pubblico denaro dovrebbe essere la prima lotta che governi seri dovrebbero affrontare per riportare l'economia ai giusti livelli di spesa. ECONOMIA, etimologicamente significa (OICOS -casa, NOMOS - norma)NORMA DELLA CASA. Se casa mia fosse amministrata come lo Stato italiano, starei in galera da un bel pezzo.