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FERROVIE/ Il "vizio" all'italiana: a che serve l’alta velocità se non ci metti la concorrenza?

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A questa situazione complicata per la concorrenza il Governo dovrebbe supplire o con l’introduzione di un’autorità indipendente o con nuove normative riguardo il settore ferroviario che possano favorire la concorrenza ex-ante. Attualmente esiste solamente l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che si è limitata a multare i comportamenti anticoncorrenziali del monopolista ex-post e ha criticato duramente gli ultimi sviluppi normativi nel settore ferroviario.

 

In questi primi mesi di completamento dell’infrastruttura ad alta velocità si sono riscontrati problemi di affidabilità dei treni di Trenitalia. L’azienda ferroviaria ha accusato di scarsa affidabilità la Alstom, il principale produttore mondiale dei treni ad alta velocità. Questa accusa appare abbastanza strumentale, poiché il vero problema di Trenitalia è l’anzianità della flotta dei treni.

 

Infatti i treni FrecciaRossa, nonostante il restyling, sono stati tutti acquistati negli anni ’90 e hanno dunque normali problemi di affidabilità legati all’età della flotta. Trenitalia per questa ragione sta bandendo una gara per circa 2 miliardi di euro per 50 nuovi treni ad alta velocità.

 

Tuttavia questa gara sta continuando ad avere ritardi e un’ultima posticipazione è stata fatta in questi giorni. È dal piano industriale 2007-2011 che questi nuovi treni dovevano essere acquistati, ma l’elevato debito dell’azienda pubblica ha complicato il piano di rinnovo della flotta. L’acquisto dei nuovi treni AV è un passo molto importante per Trenitalia, in quanto nel 2011 si ritroverà a competere con il nuovo treno Italo di NTV.

 

L’alta velocità è un passo in avanti per l’Italia. Per essere sfruttata in modo completo, tuttavia dovrebbe essere lasciato maggiore spazio alla concorrenza e il Governo dovrebbe impegnarsi per agire in tale direzione.



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