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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. La Germania pronta ad abbandonare l'Europa che affonda

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Ma andatelo a dire ai tedeschi, che del rischio inflattivo sono consci ma ancor di più del potenziale devastante di un possibile default greco, il cui impatto nell’eurozona equivarrebbe al combinato di quelli argentino e russo avvenuti in passato. I falchi a Berlino, almeno a mio avviso, stanno cercando di accelerare questa crisi affinché raggiunga in fretta il picco, temendo come la morte una dilatazione dei tempi.

 

Lo ha detto, chiaro e tondo Jurgen Stark, rappresentante tedesco alla Bce. Insomma, Berlino vuole imporre ad Atene una cura in stile Fmi, una stretta fiscale del 10% sul Pil ma senza ottenere come contropartita i soldi del Fmi e nemmeno dell’Europa: per quanto abbiano fatto pasticci su pasticci, forse ora i greci hanno qualche ragione per cui essere arrabbiati con i tedeschi, a parte la sgradevole parentesi della Seconda Guerra Mondiale e la conseguente occupazione. Il problema è che o l’Europa interviene o la Grecia dovrà davvero andare con il cappello in mano al Fmi, pena il default.

 

Peccato che anche l’opzione del Fondo Monetario Internazionale non sia affatto risolutiva. Il massimo che questo può erogare ad Atene, stando a quanto fatto finora con altri paesi, è di 15 miliardi di euro, insufficienti a risolvere i problemi che la Grecia deve chiudere entro giugno con il rifinanziamento. Non potendo svalutare la moneta nazionale, cura classica chiesta dal Fmi al paesi in crisi, poiché all’interno dell’eurozona, Atene rischia davvero grosso ora.

 

La Germania nel frattempo ringrazia: le sue disastrate banche fanno soldi coi cds greci che Merkel e soci, a parole, vorrebbero vietare, l’export gode dell’euro più debole grazie al terrorismo politico sul salvataggio che fa oscillare gli spreads e i cambi e, in chiave politica, si sfrutta il momento per modellare la futura Unione su misura per le necessità nazionali.

 

Gli altri paesi, esclusi Grecia e Francia, tacciono e assistono: per quanto non si sa, il Titanic europeo infatti comincia a inclinarsi pesantemente su un lato, spinto dalle pressioni tedesche. A Berlino hanno un’unica missione: accaparrarsi le scialuppe di salvataggio.

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