BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco perché euro e sterlina stanno colando a picco

Merkel_UrloR375.jpg(Foto)

No, caro Ambrose: non è matto, è solo programmato per uccidere chiunque si ponga lungo il cammino della nuova Ue made in Germany. D’altronde, a contrastare questo piano è rimasta soltanto la Gran Bretagna che ieri, però, ha visto i propri bond crollare dopo la presentazione da parte del ministro delle Finanze, Alistair Darling, del Budget: opacità totale rispetto alla ricetta per tagliare il deficit e immediata bocciatura dei mercati. Con cotè di una bella interrogazione a Gordon Brown, che dovrà dare spiegazioni entro la data delle elezioni, rispetto alla decisione di vendere le riserve auree della Gran Bretagna, scelta scellerata che è già costata ai contribuenti qualcosa come 7 miliardi di sterline: siamo veramente allo showdown finale.

 

Con la piccola ma sostanziale differenza che, per quanto messa male, la Gran Bretagna ha sempre la propria indipendenza valutaria, noi invece paghiamo la scellerata politica tedesca e, questa volta sì, la speculazione innescata dai provvedimenti a orologeria delle agenzie di rating per affossare l’euro: andate a vedere i cambi dopo l’annuncio del downgrading portoghese di ieri per farvi un’idea. D’altronde, era nell’aria: quando il Financial Times spara in prima pagina un bel sondaggio tra i trenta principali analisti di valute al mondo e conclude che la divisa comune dell’Ue è sopravvalutata del 30%, qualcosa è in gestazione.

 

La Germania lo ha capito e ha agito di conseguenza, gli altri Stati si sono divisi tra silenti e ingenui (vedi la Francia, cavalier servente di Berlino che ora si ritrova all’angolo e con un governo depotenziato dall’esito elettorale di pochi giorni fa). D’altronde che la situazione sia opaca, appare chiaro. Lo scorso 10 febbraio i servizi segreti greci (Eyp) rendevano non ufficialmente noto di aver identificato quattro grandi fondi che operano in Europa e negli Stati Uniti e che sarebbero stati coinvolti nella speculazione contro i bond governativi ellenici.

 

Ne dava notizia in prima pagina il giornale socialista To Vima precisando che le indagini sono avvenute in stretto collegamento con i servizi segreti spagnoli (Cni) e in collaborazione anche con Francia e, guarda caso, Germania. Secondo il quotidiano, i quattro fondi coinvolti sarebbero stati: il britannico Brevan Iowards, il maggiore hedge fund europeo; l'hedge fund del finanziere americano John Paulson (già segnalato in precedenti articoli dello stesso To Vima e del francese Liberation) e l'hedge fund Usa Moore Capital Management. A questa lista si aggiungerebbe, sia pure con connotazioni diverse, il fondo di gestione capitali statunitense Fidelity International.

 

Tali risultati evidenzierebbero - stando alla ricostruzione di quei giorni, quando ancora Berlino era il salvatore della patria greca - un'attività speculativa già a partire dallo scorso dicembre. Avete sentito di sviluppi o conferme di questa notizia? No? Nemmeno io, semplicemente perché era un frottola colossale spacciata ai cittadini per rendere credibile la favoletta degli hedge funds brutti e cattivi che volevano distruggere Atene per fare soldi.

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


COMMENTI
25/03/2010 - Una economia sana (Pietro Sita)

caro Bottarelli, La leggo sempre volentieri,condivido le sue preoccupazioni sulla situazione delle banche europee e non solo. Non condivido la posizione contro la scelta della Germania di smollare il ventre molle dell'Europa. La posizione che vorrebbe che la Germania condividesse i debiti dei altri paesi che hanno scialato non mi trova favorevole. E' un atteggiamento tipicamente latino e ipocrita quello di non volere fare i sacrifici, spendere e spandere e accusare chi non ci vuole prestare ancora soldi di essere un egoista e di mancare di senso di solidarietà. Ho 60 anni, nella mia infanzia(anni'50)non mi è mancato nulla delle cose indispensabili, ma allora si faceva un unico regalo all'anno per l'Epifania, per il compleanno,quando ci si ricordava, una tirata di orecchie per ogni anno di vita. Non si andava al ristorante neppure per festeggiare la Comunione o la Cresima...ci si arrangiava in casa con parenti e amici. Arrivato all'età della ragione mio padre mi ha insegnato che non si fanno debiti, nell'aziendina di famiglia si facevano gli investimenti quando c'erano i soldi e i soldi c'erano perchè si risparmiava. Negli anni '60 in casa nostra si sono comprati il frigorifero, la lavatrice,la televisione quando c'erano i soldi senza mai fare una lira di debito..niente cambiali, rate. Questa è l'economia sana, chi ha fatto debiti e non può ripagarli deve fallire. Le cicale cantano tutta l'estate e d'inverno devono morire di fame, non ho mai visto le formiche che gli portano il cibo.

 
25/03/2010 - fine del sogno europeo? (Fabrizio Terruzzi)

ciò che significa fine del sogno europeo e ritorno della Grande Germania, che era quanto si era voluto evitare con l'introduzione dell'Euro in occasione della riunificazione tedesca. E la Francia che appunto l'aveva "imposto" alla Germania per esorcizzare i fantasmi del passato come si comporterà? Qualcuno, per favore, potrebbe chiederglielo visto che il suo ruolo sarà decisivo ma di lei, al momento, non c'è traccia?

 
25/03/2010 - Crocevia (Roberto Alabiso)

Siamo a un crocevia, questa crisi può insegnarci qualcosa oppure può fare danni molto gravi – Mi scusi sig. Bottarelli, ma nella situazione già grave che stiamo attraversando, quale dovrebbe essere il peggioramento ulteriore? Basta guardarsi un po’ intorno e capire cosa sta succedendo. Ieri ho pagato la benzina 1,436 euro. Di solito vado in bici, così non è che mi interessa granchè, però questo trascinerà l’aumento dei beni di prima necessità, ma nessuno dice niente e questo un po’ mi preoccupa.