BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

FINANZA/ Ecco perché euro e sterlina stanno colando a picco

Pubblicazione:giovedì 25 marzo 2010

Merkel_UrloR375.jpg (Foto)

L’inchiesta de ilsussidiario.net della scorsa settimana, grafici alla mano, ha dimostrato che il movimento sui cds greci è stato ben diverso e che a dicembre gli hedge funds avevano già smobilitato le loro posizioni, lasciando campo libero alle strategie di hedging delle grandi banche proprio tedesche e francesi: difficile ora, per i colleghi di To Vima, dover scrivere che a speculare erano gli istituti di credito dei due paesi i cui servizi segreti avevano collaborato nella ricerca degli sciacalli ateniesi. Bugie, una dopo l’altra, una peggio dell’altra.

 

Per questo, amici, vi ripeto di non prestare attenzione alle cronache ufficiali del prossimo vertice europeo: lì, in quel consesso, non si decide in verità proprio nulla. È altrove che si prendono le decisioni. Esattamente a Francoforte, dove si sta programmando l’eutanasia dell’euro in nome di un potenziale ritorno al marco, inteso come politica egemone della Germania sull’Europa delle scelte economiche e valutarie. L’euro si trasformerà, a breve, nel famigerato DM2, ovvero la versione comunitaria del marco, indicizzatore di tutto e tutti: e chi non ci sta o non ha i conti in ordine, dovrà dire addio alla divisa comune. Questo è ciò che ci aspetta. A breve. Molto breve.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  

COMMENTI
25/03/2010 - Una economia sana (Pietro Sita)

caro Bottarelli, La leggo sempre volentieri,condivido le sue preoccupazioni sulla situazione delle banche europee e non solo. Non condivido la posizione contro la scelta della Germania di smollare il ventre molle dell'Europa. La posizione che vorrebbe che la Germania condividesse i debiti dei altri paesi che hanno scialato non mi trova favorevole. E' un atteggiamento tipicamente latino e ipocrita quello di non volere fare i sacrifici, spendere e spandere e accusare chi non ci vuole prestare ancora soldi di essere un egoista e di mancare di senso di solidarietà. Ho 60 anni, nella mia infanzia(anni'50)non mi è mancato nulla delle cose indispensabili, ma allora si faceva un unico regalo all'anno per l'Epifania, per il compleanno,quando ci si ricordava, una tirata di orecchie per ogni anno di vita. Non si andava al ristorante neppure per festeggiare la Comunione o la Cresima...ci si arrangiava in casa con parenti e amici. Arrivato all'età della ragione mio padre mi ha insegnato che non si fanno debiti, nell'aziendina di famiglia si facevano gli investimenti quando c'erano i soldi e i soldi c'erano perchè si risparmiava. Negli anni '60 in casa nostra si sono comprati il frigorifero, la lavatrice,la televisione quando c'erano i soldi senza mai fare una lira di debito..niente cambiali, rate. Questa è l'economia sana, chi ha fatto debiti e non può ripagarli deve fallire. Le cicale cantano tutta l'estate e d'inverno devono morire di fame, non ho mai visto le formiche che gli portano il cibo.

 
25/03/2010 - fine del sogno europeo? (Fabrizio Terruzzi)

ciò che significa fine del sogno europeo e ritorno della Grande Germania, che era quanto si era voluto evitare con l'introduzione dell'Euro in occasione della riunificazione tedesca. E la Francia che appunto l'aveva "imposto" alla Germania per esorcizzare i fantasmi del passato come si comporterà? Qualcuno, per favore, potrebbe chiederglielo visto che il suo ruolo sarà decisivo ma di lei, al momento, non c'è traccia?

 
25/03/2010 - Crocevia (Roberto Alabiso)

Siamo a un crocevia, questa crisi può insegnarci qualcosa oppure può fare danni molto gravi – Mi scusi sig. Bottarelli, ma nella situazione già grave che stiamo attraversando, quale dovrebbe essere il peggioramento ulteriore? Basta guardarsi un po’ intorno e capire cosa sta succedendo. Ieri ho pagato la benzina 1,436 euro. Di solito vado in bici, così non è che mi interessa granchè, però questo trascinerà l’aumento dei beni di prima necessità, ma nessuno dice niente e questo un po’ mi preoccupa.