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Economia e Finanza

FINANZA/ Ecco perché euro e sterlina stanno colando a picco

La Germania, finalmente, ha gettato la maschera: vuole l'espulsione dall'euro di chi non ha i conti in ordine per creare un nuovo marco europeo

Merkel_UrloR375.jpg(Foto)

Lasciate perdere i proclami e gli annunci dei giornali: non sarà il vertice europeo in corso in queste ore a risolvere i problemi della Grecia. La battaglia, infatti, è molto più seria e si combatte nei corridoi, non nelle assisi ufficiali.

 

La Germania, finalmente, ha gettato la maschera: vuole l'espulsione dall'euro di chi non ha i conti in ordine - il Club Med al completo, praticamente - e non intende sganciare un euro per salvare Atene dal fallimento. O il Fmi si sobbarca almeno metà della cifra necessaria per rifinanziare il debito entro giugno oppure il “nein” tedesco al salvataggio sarà ufficiale e irremovibile.

Stanno giocando pesante, molto pesante. Ieri Fitch ha operato il downgrading del debito sovrano portoghese portandolo ad AA- e minacciando un ulteriore declassamento visto che la manovra economica correttiva di quest’anno è forse peggiore di quella del 2009, ragione dell’attuale bocciatura. Nemmeno a farlo apposta, lo spread del premio che Lisbona deve pagare per i suoi bond rispetto al Bund tedesco è schizzato a 129 punti base.

Kenneth Broux, economista alla Lloyds Tsb, si è affrettato a puntualizzare che «comunque il rating AA- del Portogallo non è nemmeno paragonabile alla situazione greca»: se volete puntare su chi sarà il prossimo paese nel mirino, ora lo sapete. D’altronde, che ci sia da preoccuparsi e parecchio lo ha confermato ieri il Commissario per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, secondo cui «o si interviene in fretta per tamponare la situazione greca oppure c'è il concreto rischio di una seria crisi per la tenuta dell'euro. Siamo a un crocevia, questa crisi può insegnarci qualcosa oppure può fare danni molto gravi».

Ovvero, ciò che la Germania vuole per mettere il turbo all’export a discapito degli altri partner europei: la Merkel sa che sta per esplodere la bolla degli assets tossici delle banche teutoniche e, non avendo i soldi per dar vita alla tanto sbandierata bad bank di Stato in cui scaricarli, vuole cercare a tutti i costi di capitalizzare la situazione. Sopravvivenza da giungla allo stato puro.

Thilo Sarrazin, della Bundesbank, ha rincarato: «Se la Grecia non può pagare gli interessi sul suo debito, non deve fare altro che comportarsi come ogni debitore insolvente: sottoporsi alla procedura fallimentare. Ciò sarebbe un utile esempio terrorizzante per ogni altro Stato poco sano». Commentava l’altro giorno, sagace come sempre sul Daily Telegraph,, Ambrose Evans-Pritchard: «Il dottor Sarrazin dovrebbe essere internato in un manicomio di Francoforte. Ciò che suggerisce è l’atteggiamento che portò al disastro della Lehman, e che ha richiesto salvataggi nella metà del sistema finanziario mondiale».

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COMMENTI
25/03/2010 - Una economia sana (Pietro Sita)

caro Bottarelli, La leggo sempre volentieri,condivido le sue preoccupazioni sulla situazione delle banche europee e non solo. Non condivido la posizione contro la scelta della Germania di smollare il ventre molle dell'Europa. La posizione che vorrebbe che la Germania condividesse i debiti dei altri paesi che hanno scialato non mi trova favorevole. E' un atteggiamento tipicamente latino e ipocrita quello di non volere fare i sacrifici, spendere e spandere e accusare chi non ci vuole prestare ancora soldi di essere un egoista e di mancare di senso di solidarietà. Ho 60 anni, nella mia infanzia(anni'50)non mi è mancato nulla delle cose indispensabili, ma allora si faceva un unico regalo all'anno per l'Epifania, per il compleanno,quando ci si ricordava, una tirata di orecchie per ogni anno di vita. Non si andava al ristorante neppure per festeggiare la Comunione o la Cresima...ci si arrangiava in casa con parenti e amici. Arrivato all'età della ragione mio padre mi ha insegnato che non si fanno debiti, nell'aziendina di famiglia si facevano gli investimenti quando c'erano i soldi e i soldi c'erano perchè si risparmiava. Negli anni '60 in casa nostra si sono comprati il frigorifero, la lavatrice,la televisione quando c'erano i soldi senza mai fare una lira di debito..niente cambiali, rate. Questa è l'economia sana, chi ha fatto debiti e non può ripagarli deve fallire. Le cicale cantano tutta l'estate e d'inverno devono morire di fame, non ho mai visto le formiche che gli portano il cibo.

 
25/03/2010 - fine del sogno europeo? (Fabrizio Terruzzi)

ciò che significa fine del sogno europeo e ritorno della Grande Germania, che era quanto si era voluto evitare con l'introduzione dell'Euro in occasione della riunificazione tedesca. E la Francia che appunto l'aveva "imposto" alla Germania per esorcizzare i fantasmi del passato come si comporterà? Qualcuno, per favore, potrebbe chiederglielo visto che il suo ruolo sarà decisivo ma di lei, al momento, non c'è traccia?

 
25/03/2010 - Crocevia (Roberto Alabiso)

Siamo a un crocevia, questa crisi può insegnarci qualcosa oppure può fare danni molto gravi – Mi scusi sig. Bottarelli, ma nella situazione già grave che stiamo attraversando, quale dovrebbe essere il peggioramento ulteriore? Basta guardarsi un po’ intorno e capire cosa sta succedendo. Ieri ho pagato la benzina 1,436 euro. Di solito vado in bici, così non è che mi interessa granchè, però questo trascinerà l’aumento dei beni di prima necessità, ma nessuno dice niente e questo un po’ mi preoccupa.