ALITALIA/ AirOne a Malpensa: la strategia dei prezzi bassi continuerà dopo ottobre?
giovedì 4 marzo 2010
I dati diffusi dall’Aea (l’associazione che riunisce le compagnie aeree europee) relativi ai passeggeri trasportati nel 2009 hanno evidenziato una performance negativa generalizzata, con l’eccezione di alcuni vettori low cost e di Turkish Airlines. Il 2010 sarà dunque un anno importante per chi opera in questo settore e Alitalia si presenta con una novità: il posizionamento di AirOne a Malpensa (e in altri scali italiani) con tariffe decisamente basse e competitive. Una strategia che Oliviero Bacceli, vicedirettore CERTeT (Centro di Economia Regionale Trasporti e del Turismo dell’Università Bocconi) e docente di Economia dei trasporti definisce “emergenziale”.
Professor Baccelli, come giudica i dati diffusi dall’Aea sui passeggeri trasportati dalle compagnie aree europee nel 2009?
Tutti i vettori tradizionali hanno risentito fortemente degli effetti della crisi economica che ha colpito soprattutto il passeggero business, anche sulle tratte di lungo raggio, penalizzando compagnie come British Airways, Air France-Klm, Lufthansa e Iberia che puntano proprio su questo tipo di target.
Tra i dati spicca la crescita di Turkish Airlines. Come si spiega questo successo?
Il successo di Turkish Airlines deriva da alcuni importanti fattori. Quelli principali sono due: la Turchia ha risentito, come tutta la regione del Mediterraneo orientale, meno degli effetti della crisi; la compagnia ha inoltre avuto sempre i conti in ordine e questo gli ha permesso di effettuare investimenti aggiuntivi.
Fin qui abbiamo parlato delle compagnie tradizionali. Cosa c’è da dire su quelle low cost?
Anche loro, ovviamente, non sono state immuni dalla crisi economica. Sono state al centro di processi riorganizzativi (tranne Ryanair ed Easyjet) oppure sono fallite (basti pensare a Myair, SkyEurope e Sterling). Per esempio Vueling e Clickair si sono fuse, così come AirBerlin e TUIfly. In sintesi, quel 45% di mercato low cost che non ha Easyjet o Ryanair ha subito la crisi.
Come giudica la performance di Alitalia?
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Si sapeva che il 2009 sarebbe stato un anno difficile. Alitalia e AirOne nel 2007 raccoglievano insieme 31,5 milioni di passeggeri, nel 2009 ce ne sono stati circa 21,2, cioè oltre il 30% in meno. Si tratta però di un anno di transizione molto particolare. Nel 2010 si potranno cogliere molti più elementi per giudicare le performance di Alitalia.
Recentemente sono state presentate le nuove rotte di AirOne su Malpensa a prezzi davvero competitivi. Qual è il suo giudizio su questa mossa?
Penso si tratti di una strategia “emergenziale”: Alitalia ha dovuto rafforzare la scelta iniziale di concentrare a Fiumicino la maggior parte dei voli internazionali e intercontinentali dedicati alla clientela business. Questo perché a Malpensa il sistema di feedaraggio era ormai inesistente. AirOne però vive una situazione particolare: non si capisce a quale tipo di passeggeri si rivolga, cosa la differenzi da Alitalia come brand; inoltre ha una parte della flotta non perfettamente in linea con gli standard di qualità più elevati (Boeing 737 versione 400). A questo punto i vertici aziendali si saranno domandati: cosa ne facciamo di AirOne? E cosa ne facciamo di Malpensa?
E che risposta si sono dati secondo lei?
Lasciare completamente scoperta Malpensa vorrebbe dire escludere dalle strategie del gruppo il principale aeroporto del Nord Italia (nonostante Linate, che resta la “gallina dalle uova d’oro” di Alitalia), che conta 18-19 milioni di passeggeri l’anno. Si è pensato quindi di presidiare l’aeroporto lombardo con AirOne. Per la stagione estiva 2010 probabilmente questa strategia pagherà in termini di passeggeri.
Una scelta vincente?
Diciamo che nel periodo estivo offrire voli per le isole del Mediterraneo e alcune località turistiche del Sud Italia è facile e redditizio. Nel periodo invernale questa strategia resta però difficile da mantenere, perché si tratta di direttrici che hanno una sovra-offerta e che sono quasi tutte in concorrenza con Easyjet e Lufthansa Italia (che sono entrate prima). Per questo dico che si tratta di una strategia “emergenziale” per il 2010: non si sapeva bene come presidiare Malpensa nel 2010, si è scelto di farlo con la parte residuale di AirOne che non si era deciso bene come utilizzare.
Questa strategia porterà comunque a un aumento dei ricavi di Alitalia…
Nel 2010 ci sarà ancora una crisi economica generalizzata che porterà timori nel cercare nicchie di mercato nuove e quindi si è scelta la strada più “facile” e a portata di mano. A settembre 2010 però i problemi verranno di nuovo a galla. Certamente è una strategia ragionevole in un periodo di crisi e di incertezze, ma non si tratta della soluzione definitiva per i problemi di cui ho parlato (Malpensa e AirOne). A settembre si potrebbe anche decidere di ridurre quei voli o di lasciarli completamente a terra.
Ci saranno però dei vantaggi per i consumatori, dato che AirOne offrirà tariffe molto basse a partire da 25 euro...
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Questo lo si può fare nel periodo estivo quando gli aerei sono pieni. I prezzi bassi durante il periodo invernale, quando i passeggeri sono di meno, sono impossibili da sostenere. Il coefficiente di riempimento degli aerei è cruciale da ottobre fino alla fine di maggio. Inoltre, sebbene AirOne farà partire i suoi voli dal Terminal 1 di Malpensa, per chi vola low cost il Terminal 2 resta il migliore: è più facilmente raggiungibile con gli autobus, ha parcheggi più economici ed è più vicino a Milano. Non ci sono quindi elementi competitivi differenziali forti rispetto ai concorrenti. Per di più il brand AirOne non era mai stato concepito come low cost per cui ci sarà molto da lavorare anche in questo senso.
Sarà quindi difficile concorrere con un vettore come Easyjet?
Eeasyjet è da diversi anni a Malpensa e avendo passeggeri fidelizzati ha già costretto Lufthansa Italia ad abbandonare la tratta Malpensa-Fiumicino. Questo è un segnale da non sottovalutare. Easyjet ha inoltre dichiarato che Malpensa è la sua seconda base in ordine di importanza in Europa: via ha messo di base una ventina di aerei, utilizzando anche strumenti di marketing avanzato con molti servizi aggiuntivi graditi anche alla clientela business. Non dimentichiamo anche il suo grado di penetrazione sui mercati internazionali che AirOne non ha. Attraverso forme di self-hubbing (si tratta di una percentuale limitata di passeggeri) Easyjet può infine sfruttare i turisti stranieri che può portare dal resto d’Europa sulle tratte in concorrenza con AirOne.
Quale sarà la sfida fondamentale di Alitalia per il 2010?
Le nicchie di mercato di Alitalia basate essenzialmente su Linate e Fiumicino sono due punti di partenza che permettono di arrivare a un pareggio circa delle attività in estate. Si tratta però, come visto dai dati sui passeggeri, di due terzi di quel che facevano Alitalia e AirOne nel 2007. La sfida, tenendo conto dei tassi di crescita dei concorrenti diretti, che sono principalmente tre (Ryanair, Easyjet e l’Alta velocità ferroviaria), è quella di presidiare e curare queste importanti nicchie, cercando nel contempo di espandersi altrove, come nel caso di Malpensa. Altrimenti la base solida rischia di essere erosa e scricchiolare.
In una sua precedente intervista aveva dichiarato che una delle incognite per il 2010 di Alitalia sarebbe stata il costo del petrolio. La mossa di AirOne su Malpensa cambia qualcosa in questo senso?
Queste possibili forme di promozione, anche con prezzi molti bassi, sono possibili grazie a costi operativi molto contenuti, ma che diventerebbero insostenibili se il prezzo del petrolio dovesse schizzare. Accadrà? Nessuno può prevederlo, ma negli ultimi anni il costo del greggio è stato molto volatile.
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Se il terminal 2 è il migliore, come mai vi opera solo una compagnia aerea, Easyjet? La ragione è che il terminal 2 è molto svantaggiato. Il trenino dalla stazione delle Ferrovie Nord a Milano porta al terminal 1 e raggiungere l'altro terminal comporta perdite di tempo enormi, se non costi aggiuntivi di taxi quando ci si rende conto di non avere abbastanza tempo. Forse gli slot del terminal 2 costano meno e sono un risparmio per Easyjet, ma per i passeggeri è tutto un grosso disagio. Se quindi Air One farà low cost dal terminal 1, avrà un vantaggio.