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FINANZA/ La guerra energetica che arricchisce le banche sulle spalle dei consumatori

Mentre l’Europa fa fatica a stare in piedi, a livello globale si consuma una “guerra” per il controllo energetico che peserà sui consumatori

gasdotto_eni_impiantoR375.jpg (Foto)

L’Europa ci manda segnali contrastanti. Vola, ad esempio, la fiducia delle imprese della zona euro: l’indicatore Business Climate indicator a marzo ha messo a segno il dodicesimo rialzo di fila. Il rimbalzo - dice Eurostat - ormai dura da un anno e «lascia prevedere come l’attività economica nel settore industriale proseguirà nella sua ripresa, sebbene ci sia ancora strada per tornare ai livelli pre-crisi».

 

Da un sondaggio Eurostat emerge come i manager industriali professino «ottimismo per quel che riguarda le aspettative su ordini e produzione. E ancor più positive sono le previsioni sulle esportazioni». Mentre per quel che riguarda gli stock, gli imprenditori dell’eurozona giudicano l’attuale livello «al di sotto di quanto desiderato».

Anche l’Esi (Economic sentiment indicator), altro indicatore che misura la fiducia di imprese e consumatori in Eurolandia e nell’intera Ue, nel mese di marzo è «migliorato significativamente», dopo lo stallo registrato in febbraio. Tra i Paesi - sottolinea Eurostat - a trainare è, guarda caso, la Germania, insieme a Polonia, Regno Unito e Olanda. Ripresa più lenta della fiducia in Francia e Spagna, mentre - evidenzia ancora ‘‘ufficio europeo di statistica - in Italia si è «leggermente deteriorata». La fiducia delle imprese - spiegava infine Eurostat - va un po’ meglio di quella dei consumatori tra i quali continua a regnare una certa preoccupazione legata all’aumento della disoccupazione.

Come dar torto a quest’ultimi, d’altronde, visto che gli ultimi dati ci dicono che il tasso di disoccupazione dell’eurozona a febbraio è salito di nuovo al 10% dal 9,9% di gennaio, raggiungendo il massimo storico dall’agosto 1998, mentre nel febbraio 2009 il dato era pari all’8,8%. Anche per l’Ue a 27 stati membri la disoccupazione a febbraio è salita raggiungendo il 9,6% dal 9,5% di gennaio, raggiungendo il nuovo massimo storico dall’inizio della serie statistica nel gennaio 2000: era all’8,3% nel febbraio 2009.

Per l’Italia, invece, la quota di disoccupazione è rimasta stabile all’8,5%, mentre era al 7,3% nel febbraio 2009. Eurostat stima i disoccupati nell’Ue in febbraio a 23,01 milioni, di cui 15,74 nell’eurozona. L’incremento rispetto a gennaio è stato di 131.000 unità, di cui 61.000 nell’eurozona: rispetto al febbraio del 2009 l’aumento è stato di 3,13 milioni nell’Ue di cui 1,84 milioni nell’eurozona. E cresce anche l’inflazione dell’eurozona, che a marzo ha raggiunto l’1,5% dallo 0,9% di febbraio: l’inflazione è salita anche in Italia dove però a marzo, su base tendenziale, è all’1,4%.

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