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TASSE/ Campiglio: Caro Tremonti, la tua riforma fiscale penalizza le famiglie

Pubblicazione:giovedì 1 aprile 2010 - Ultimo aggiornamento:martedì 21 giugno 2011, 21.34

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Questa formula viene già utilizzata negli Stati Uniti: si riceve la dichiarazione dei redditi a casa, si controlla che i dati siano esatti e si versa il dovuto. Può anche capitare che i conti non siano a posto e il contribuente lo fa notare. Certamente questo accade solo se vi è un errore che permette di pagare meno tasse! Se questo dovesse avvenire solo nel 5% dei casi non sarebbe un dramma, ma se si arrivasse al 30% sarebbe un problema.

 

Perché?

 

Mi spiego con un esempio: poniamo il caso che io sia un lavoratore autonomo e stia guadagnando 100.000 euro all’anno in nero. Mi vedo recapitare a casa una dichiarazione pre-compilata con un reddito anche superiore alla media (che i dati comunicati ieri dicono aggirarsi intorno ai 39.000 euro). Potrei quindi pagare le tasse su quella cifra, essere al posto con il fisco, avendo però evaso qualcosa come 60.000 euro.

 

Significa quindi che questo strumento non è adeguato?

 

Si tratta di uno strumento straordinario, perché semplifica. E la semplicità è un grande segnale di democrazia. Non deve però diventare occasione per creare distorsioni, per fare in modo cioè che l’evasore trovi anche un buon alibi per sentirsi a posto con la coscienza e con lo Stato, soprattutto in Italia dove l’evasione fiscale è già una piaga. Quello della dichiarazione pre-compilata è quindi un mezzo adatto a un sistema che ha già ricondotto il fenomeno dell’evasione entro termini ragionevoli. E questo non è il caso dell’Italia.

 

Dove occorre allora intervenire per contrastare l’evasione fiscale?

 

Sul “nero” che deriva dalle importazioni, tanto più che il nostro paese dipende molto dall’import. Mi risulta che molto nero nasca, per esempio, dal fatto che arrivano tanti container cinesi nei porti italiani, senza versamento di Iva. Bisogna quindi aumentare i controlli alle dogane, anche perché non si sa che valore abbiano quelle merci, che, oltre a non essere rilevate fiscalmente, sono anche illecite e quindi sfuggono nel computo del Pil. Il nero può nascere anche in un sistema di filiera, nei diversi passaggi di lavorazione di un prodotto: basta pensare, per esempio, al settore agricolo. Chi mai andrà controllare qual è stata la resa effettiva di un ettaro di terreno coltivato a pomodori?

 

Secondo lei la riforma fiscale si potrà fare in tre anni come prospettato da Tremonti?

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L’INTERVISTA A LUIGI CAMPIGLIO SULLA RIFORMA FISCALE DI GIULIO TREMONTI CLICCA IL PULSANTE >> QUI SOTTO


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COMMENTI
01/04/2010 - Caro Tremonti dacci una mano, o anche due! (claudia mazzola)

Ieri Antonio mi dice che è in cassa integrazione ben tutto il 2010 ad € 1.150,00 al mese e per il 2011 passerà ad un contratto di solidarietà che gli permetterà di riprendere a lavorare per € 950,00 mensili. Sono contenta per lui ma non per le famiglie che sborsano per lui, sono queste anche da aiutare.

 
01/04/2010 - Non solo le famiglie (Roberto Alabiso)

Il professor Campiglio, nella sua analisi ha dimenticato le PMI che con le famiglie vanno di pari passo. Come rinunciare agli introiti che da entrambe derivano. Se si riducono gli utili nelle imprese e molte di queste chiudono, dove andare a recuperare altre tasse. Lo scudo è andato, a meno di altri colpi di genio, o di riuscire a recuperare l'evasione da chi possiede yacth nelle Caiman, cosa improbabile, sono certo che a pagare saranno , come al solito i più deboli come già avviene. Per capire questo non ci vuole molto, basta guardarsi un pò intorno. Grazie Buona Giornata