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Economia e Finanza

FISCO/ Gentili: caro Tremonti, ecco come abbassare le tasse in tre anni

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I bilanci 2009 delle imprese mostrano una situazione peggiore rispetto al 2008, quando la crisi era appena iniziata. Oggi vediamo dunque gli effetti che la crisi ha avuto sull’occupazione, tenendo presente che la situazione dell’Italia è migliore rispetto ad altri paesi europei. Come dicevo prima dobbiamo aiutare quelle imprese che hanno dimostrato di reggere anche durante la crisi. Dobbiamo però anche aprire gli occhi di fronte alla realtà.

 

In che senso?

 

Mi riferisco ai casi di aziende che non possono più stare in piedi. Un esempio lampante è quello dello stabilimento di Termini Imerese: adesso è inutile che lo Stato pensi a sovvenzioni, perché non potrà renderlo produttivo. Meglio riconvertire quell’area con capitali anche esteri, sfruttando magari zone franche dal punto di vista fiscale.

Tornando alla domanda di partenza, gli interventi dovrebbero riguardare il cuneo fiscale (con vantaggi anche per i lavoratori) e la semplificazione, cercando di sfoltire la giungla fiscale che imprese e cittadini devono affrontare. La cosa migliore è concentrarsi su pochi ma mirati interventi, piuttosto che scegliere la strada di incentivi a pioggia come quelli da 300 milioni di euro recentemente approvati

 

Il forum di Confindustria ha fatto registrare un record di presenze di imprenditori. Tuttavia nel corso del 2009 i fenomeni dei “contadini del tessile” o delle “imprese che resistono” hanno forse evidenziato un problema di capacità di rappresentanza delle associazioni imprenditoriali. Confindustria si sta muovendo per recuperare questo deficit?

 

Tutte le associazioni imprenditoriali e anche sindacali stanno attraversando un momento particolare. Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato stanno studiando forme di federazione o di unità. In Confindustria è aumentato il peso delle piccole e soprattutto medie imprese rispetto alle grandi. Nel frattempo cresce il fenomeno (soprattutto al Nord) delle Pmi che decidono di non andare in Borsa, che non sono interessate ad avere una struttura finanziaria troppo “innovativa”, quindi esposta alle turbolenze dei mercati, e che preferiscono uno sviluppo interno di carattere famigliare. Il problema per tutte le associazioni di categoria è che rappresentanza dare a questa realtà nuova che si sta consolidando nel Paese.

 

È anche a questo che si deve il successo elettorale della Lega Nord a cui Emma Marcegaglia ha rivolto sabato un appello?

 

Certamente. La Lega è un partito ben radicato sul territorio da sempre. Ha quindi capito forse prima di altri cosa stava capitando. Per esempio, nel campo dell’agricoltura, spesso trascurato, la Lega ha subito messo in campo interventi mirati e precisi anche in difesa del Made in Italy e dei prodotti locali. In questo è stata bravissima, riuscendo ad avere un feeling migliore con il territorio rispetto ad altri partiti.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
12/04/2010 - interessante (alcide gazzoli)

intervista assai interessante. Immagino che le tasse il governo le abbassera l'ultimo anno, o comunque all'ultimo....un po prima della campagna elettorale-come nella norma.