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FIAT/ Quel no di Agnelli a Daimler ora fa tremare Marchionne

Pubblicazione:martedì 13 aprile 2010

Fiat_Elkann_Montezemolo_MarchionneR375.jpg (Foto)

 

Al di là di questo aspetto (la cui fondatezza, come diceva la canzone, la scopriremo solo vivendo) l’accordo franco-tedesco contiene una valenza destinata ad avere effetti anche a Torino. Perché ne dovrebbe scaturire un produttore in grado di coprire tutta la gamma del settore, dalle utilitarie low cost (le Renault prodotte dalla controllata romena, Dacia) alle Mercedes di lusso della casa di Stoccarda. Diceva uno slogan pubblicitario degli anni ’60: “Nella gamma Fiat c’è l’auto per tutti”.

 

Non era vero allora e lo è meno che mai adesso per quanto riguarda la casa torinese. Nei prossimi anni, se la convivenza franco-tedesca supererà le inevitabili tensioni che si creano in qualunque coppia, potrà invece essere vero per il duo Renault-Daimler. E per la Fiat potranno essere guai seri.

 

E pensare che questa grande intesa utilitarie-auto di lusso, una ventina di anni fa stava per essere firmata proprio dalla Fiat e dalla Daimler. Il Lingotto (allora Corso Marconi, dove era il quartier generale) in una delle sue ricorrenti crisi aveva avviato un iter per scorporare la divisione auto e fonderla con quella del gruppo tedesco. Le trattative erano avanzatissime, a un passo dalla conclusione formale, e prevedevano che nella nuova società i tedeschi (dato il loro peso specifico preponderante) avrebbero avuto la maggioranza.

 

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