BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

FIAT/ Quel no di Agnelli a Daimler ora fa tremare Marchionne

Sul cammino di Sergio Marchionne, convolato a nozze con Chrysler si allunga l'ombra di un'altra coppia del mercato dell'auto quella formata dalla tedesca Mercedes e dalla francese Renault. Come andrà a finire? GIANNI GAMBAROTTA lo spiega a IlSussidiario.net

Fiat_Elkann_Montezemolo_MarchionneR375.jpg (Foto)

Di fusioni, integrazioni, fidanzamenti, matrimoni nel settore dell’auto si parla grosso modo da una trentina di anni e forse più. I primi accenni risalgono addirittura alla metà degli anni ’70 quando lo choc petrolifero e la crisi che ne seguì fecero capire che qualcosa doveva essere rivisto nel settore delle quattroruote. E’ più o meno di quel periodo la previsione dell’avvocato Agnelli, in quell’occasione in veste di Cassandra, che assicurava: “Nel giro di 20-30 anni non sopravviveranno più di sei grandi produttori in tutto il mondo”.

 

Non è andata proprio così, però la tendenza è innegabilmente quella indicata dall’allora presidente della Fiat. L’industria dell’auto manifestava già a quei tempi i primi sintomi di una malattia che l’avrebbe accompagnata nei decenni successivi, aggravandosi: l’eccesso di capacità produttiva. Unica cura sensata era (ed è) quella delle integrazioni, degli accorpamenti. E dunque ecco spiegate tutte le marce nuziali che si sono intonate sempre più frequentemente.

 

L’ultima volta l’organo ha suonato pochi giorni fa, per festeggiare l’intesa fra la tedesca Daimler e la francese Renault, che a sua volta controlla la giapponese Nissan. Per la verità non si tratta di un vero e proprio matrimonio, quanto piuttosto di una convivenza, una scelta di andare a vivere in comune per ridurre le spese (abitudine ormai diffusa e non solo fra le imprese).

 

Lo scambio azionario fra i due gruppi sarà infatti poco più che simbolico (pacchetti del 3 per cento); si punterà invece tutto sulle economie che potranno derivare dalla collaborazione industriale su varie piattaforme produttive: nelle conferenze stampa si è parlato di risparmi di un paio di miliardi per ciascuno dei partner nell’arco di cinque anni. Niente male.

 

 

FIAT/ La parabola di Marchionne: da Super Sergio a "ostaggio" degli Agnelli

 

CARO BENZINA/ Per l’aumento ringraziamo il dollaro, ma la situazione può peggiorare

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL'ARTICOLO