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FINANZA/ L'Ue salva la Grecia sulla pelle dei contribuenti

Euro_Grecia_CracR375.jpg (Foto)

 

In effetti il debito pubblico argentino era il 62 per cento del Pil, quello Greco toccherà il 120 per cento quest’anno. Il deficit di budget era al 6.4 per cento, quello greco quest’anno toccherà il 16 per cento. Per salvarsi e vedere un minimo di ripresa dalla metà del 2011 la Grecia avrebbe bisogno di una soluzione argentina, ovvero un taglio del 65 per cento dei pagamenti verso i creditori e l’uscita dall’euro: non potrà applicare né una ricetta né l’altra, quindi andrà incontro a un rischio di spirale devastante. Per lei e per tutti i cosiddetti Pigs.

 

Anche perché i cds sul rischio di default sul debito sovrano ballano al rialzo, per la terza settimana di fila: la Grecia il 12 marzo, ovvero prima del “salvataggio” da parte dell’Ue e del Fmi era a 284.9 punti base, il 2 aprile - dopo che è stata “salvata” - era a 325 punti base.

 

Sempre al 12 marzo i cds sovereign debt di Portogallo, Spagna e Italia erano rispettivamente a 116, 101.1 e 97.6 punti base, il 2 aprile erano rispettivamente a 143, 122 e 119. E oggi, ovvero alla chiusura del 9 aprile? La Grecia è quota 367 punti base, il Portogallo a 160, la Spagna 129 e l’Italia 127. Variazioni non spaventose, nessun picco ma una crescente attenzione dei mercati per i rischi sul debito sovrano e quindi l’opportunità di coprirsi attraverso I credit default swaps.

 

Parliamoci chiaro, il salvataggio europeo della Grecia altro non è che il salvataggio dei creditori europei della Grecia rispetto al debito estero ellenico di 391 miliardi di euro, il 163 per cento del Pil. Il salvataggio voluto dall’Ue non fa che spostare il rischio sui contribuenti per evitare una crisi sistemica, esattamente come si è fatto con Lehman. Il problema, ad esempio, è capire però se le Landesbanken tedesche con i loro capital ration spessi quanto un foglio di giornale, saranno in grado di reggere una seconda ondata di crisi dopo l’indigestione di subprime. A occhio e croce, per ripagare il debito estero la Grecia dovrà “donare” il 9 per cento del Pil ogni anno dal 2012 in poi: non si sa per quanto, certamente più di quanto nessuna nazione possa tollerare.

 

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COMMENTI
15/04/2010 - Il problema vero resta la comunità Europea (Angelo Comandu')

Leggo un commento del Sig. Celestino il quale "pensa" che sia giusto prestare soldi al 5% alla Grecia altrimenti sarebbe peggio. Il problema vero non è prestare i soldi a chi ne ha momentaneamente bisogno, in fin dei conti il prestito lo facciamo (meglio dire) lo paghiamo noi. Sia dal punto di vista del denaro prestato, che nell'indotto. Da tre mesi a questa parte l'euro si sta deprezzando nei confronti del dollaro, questo fa lievitare anche il prezzo della benzina, fa aumentare le materie prime ecc. E' così vero che non prestare i soldi alla Grecia sarebbe stato peggio? o forse anzichè fare entrare in Europa (Euro) tutti i paesi indebitati come Grecia, Romania, ecc. i quali anzichè ricchezza portano solo debiti sarebbe meglio mandarli a casa? Alla faccia di chi dice il contrario io affermo dimostrandolo in qualsiasi momento che se fossimo rimasti alla LIRA saremmo stati i padroni dell'europa. Il primo errore è stato la valorizzazione dell'euro 1.936,27 lire per un euro, con tanto di festa a Prodi per la conquista fatta. In effetti da quando quell'uomo è fuori dal governo i conti si sono rinforzati, più di danni all'Italia non ha mai fatto. Tornando alla Grecia, dovevano farli uscire dall'Europa e lasciarli al loro destino, questo paese non ha nulla se non il turismo, ma la cosa peggiore è che non ha intenzione di rinnovarsi quindi sarà solo e sempre un peso da mantenere. E se devo scegliere se mantenere i Greci o i miei figli la risposta è subito data. I MIEI FIGLI.

 
13/04/2010 - A me bastrebbero poche migliaia di euro (Diego Perna)

Non sono la Grecia, non faccio correre nessun pericolo all'Euro. E' questo il mio problema,e quello di tanti altri cittadini ed imprese. Avremmo, noi, bisogno di un pò di soldi veri, contanti maledetti e subito.(ma non in prestito, guadagnati e nostri) Solo che a noi non ci fila (c.ga) nessuno.Valiamo poco o nulla, l'importante è mantenere i conti statali in ordine. Credo, comunque, che la Grecia, anche se al 5%o allo 0% non sarà in grado di restituire il suo debito. Che poi l'UE proverà a salvare la Grecia sulla ns pelle, non mi pare una sorpresa. Il punto è che queste cose non le dice nessuno(tranne Lei e qualcun altro su alcuni blog non ufficializzati) perchè vengono subito confezionate come demagogiche o qualunquiste. Molti di noi cittadini e contribuenti siamo già al default, solo che nessuno lo vuole ammettere e se lo facesse , sarebbe tacciato di catastrofismo, la peggiore specie umana che si può incontrare. Piccoli brutti sporchi e cattivi e quindi pure puzzosi. Salve, grazie per il suo coraggio, e buon lavoro.

 
13/04/2010 - SULLA PELLE DEI CONTRIBUENTI? (celestino ferraro)

Se non prestassimo (al 5% d'interesssi) i 30 miliardi necessari al salvataggio dell'economia greca, credo che i contribuenti avrebbero più danni di quanti insinuati dall'articolo in questione. Si tenta di mettere una toppa giusta al momento giusto e non farci piovere addosso i fallimenti di Wall Street condotti con indifferenza criminale dal governo Statunutense: un disastro mondiale. Per fortuna che qui da noi l'economia è ben tenuta da Tremonti.

 
13/04/2010 - i cds (Fabrizio Terruzzi)

a me piacerebbe piacere sapere se chi offre i cds è in grado, dopo aver incassato il relativo valore, anche di far fronte ad un default di un un paio di questi paesi: Grecia, Portogallo, Spagna ed eventualmente Italia. Per me neanche in sogno.