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FINANZA/ L'Ue salva la Grecia sulla pelle dei contribuenti

Pubblicazione:martedì 13 aprile 2010

Euro_Grecia_CracR375.jpg (Foto)

Alla fine, la montagna partorì il topolino. Dopo quattro giorni di bocciatura da parte dei mercati, con lo spread dei titoli di Stato greci a dieci anni salito alle stelle contro il bund tedesco (per non parlare dei titoli a due anni, che hanno toccato 730 punti base di spread) e l’ennesimo downgrading di Fitch del debito ellenico, l’Ue ha dato via al famoso piano di salvataggio: 30 miliardi di euro in tre anni – che facilmente saliranno almeno a 40 – al 5 per cento di interesse, molto più basso di quanto normalmente richiede il mercato.

 

I tedeschi, come sempre, hanno perso un’altra buona occasione per stare zitti: i falchi di Berlino, infatti, chiedevano un tasso ancorato ai valori di mercato, dimostrando una volta di più totale incapacità di gestire una situazione di emergenza come questa. Chiedere alla Grecia di pagare oltre il 5 per cento, significa condannarla a morte: tanto valeva, allora, non scucire nemmeno un euro e lasciare che si arrangiasse, come ha dovuto fare la povera Irlanda. Il problema è che per Laurent Bilke di Nomura «la Grecia può terminare in una spirale di default prima che il piano venga attivato». Anche perché, al netto del wishful thinking, quel piano non serve a nulla.

 

Per Simon Johnson, ex capo economista del Fmi, la Grecia ha infatti bisogno di almeno 110 miliardi di euro per evitare il crollo, visto che non può contare sulle due cure classiche di queste situazioni, ovvero default e svalutazione. Atene deve contrarre di un ulteriore 13 del Pil dal budget entro il 2012 se vuole stabilizzare il debito: il rischio è quello di un pericoloso effetto a cascata. Normalmente, quando le cose si mettono male si invoca l’Argentina come pietra di paragone. Beh, in questo caso chi lo fa sbaglia di grosso. Sempre stando all’analisi di Johnson «la Grecia è molto più indebitata di quanto non fosse l’Argentina, è meno competitiva sui mercati mondiali e oltretutto necessita di aggiustamenti fiscali e salariali decisamente più drastici».

 

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COMMENTI
15/04/2010 - Il problema vero resta la comunità Europea (Angelo Comandu')

Leggo un commento del Sig. Celestino il quale "pensa" che sia giusto prestare soldi al 5% alla Grecia altrimenti sarebbe peggio. Il problema vero non è prestare i soldi a chi ne ha momentaneamente bisogno, in fin dei conti il prestito lo facciamo (meglio dire) lo paghiamo noi. Sia dal punto di vista del denaro prestato, che nell'indotto. Da tre mesi a questa parte l'euro si sta deprezzando nei confronti del dollaro, questo fa lievitare anche il prezzo della benzina, fa aumentare le materie prime ecc. E' così vero che non prestare i soldi alla Grecia sarebbe stato peggio? o forse anzichè fare entrare in Europa (Euro) tutti i paesi indebitati come Grecia, Romania, ecc. i quali anzichè ricchezza portano solo debiti sarebbe meglio mandarli a casa? Alla faccia di chi dice il contrario io affermo dimostrandolo in qualsiasi momento che se fossimo rimasti alla LIRA saremmo stati i padroni dell'europa. Il primo errore è stato la valorizzazione dell'euro 1.936,27 lire per un euro, con tanto di festa a Prodi per la conquista fatta. In effetti da quando quell'uomo è fuori dal governo i conti si sono rinforzati, più di danni all'Italia non ha mai fatto. Tornando alla Grecia, dovevano farli uscire dall'Europa e lasciarli al loro destino, questo paese non ha nulla se non il turismo, ma la cosa peggiore è che non ha intenzione di rinnovarsi quindi sarà solo e sempre un peso da mantenere. E se devo scegliere se mantenere i Greci o i miei figli la risposta è subito data. I MIEI FIGLI.

 
13/04/2010 - A me bastrebbero poche migliaia di euro (Diego Perna)

Non sono la Grecia, non faccio correre nessun pericolo all'Euro. E' questo il mio problema,e quello di tanti altri cittadini ed imprese. Avremmo, noi, bisogno di un pò di soldi veri, contanti maledetti e subito.(ma non in prestito, guadagnati e nostri) Solo che a noi non ci fila (c.ga) nessuno.Valiamo poco o nulla, l'importante è mantenere i conti statali in ordine. Credo, comunque, che la Grecia, anche se al 5%o allo 0% non sarà in grado di restituire il suo debito. Che poi l'UE proverà a salvare la Grecia sulla ns pelle, non mi pare una sorpresa. Il punto è che queste cose non le dice nessuno(tranne Lei e qualcun altro su alcuni blog non ufficializzati) perchè vengono subito confezionate come demagogiche o qualunquiste. Molti di noi cittadini e contribuenti siamo già al default, solo che nessuno lo vuole ammettere e se lo facesse , sarebbe tacciato di catastrofismo, la peggiore specie umana che si può incontrare. Piccoli brutti sporchi e cattivi e quindi pure puzzosi. Salve, grazie per il suo coraggio, e buon lavoro.

 
13/04/2010 - SULLA PELLE DEI CONTRIBUENTI? (celestino ferraro)

Se non prestassimo (al 5% d'interesssi) i 30 miliardi necessari al salvataggio dell'economia greca, credo che i contribuenti avrebbero più danni di quanti insinuati dall'articolo in questione. Si tenta di mettere una toppa giusta al momento giusto e non farci piovere addosso i fallimenti di Wall Street condotti con indifferenza criminale dal governo Statunutense: un disastro mondiale. Per fortuna che qui da noi l'economia è ben tenuta da Tremonti.

 
13/04/2010 - i cds (Fabrizio Terruzzi)

a me piacerebbe piacere sapere se chi offre i cds è in grado, dopo aver incassato il relativo valore, anche di far fronte ad un default di un un paio di questi paesi: Grecia, Portogallo, Spagna ed eventualmente Italia. Per me neanche in sogno.