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SCENARIO/ Fortis: c’è chi predica il ritorno della finanza e vuole il Nord Italia come la Grecia

Pubblicazione:mercoledì 14 aprile 2010

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Sì. I cosiddetti piccoli, e non solo loro, sanno benissimo che Bossi e Tremonti dicono queste cose da dieci anni, esattamente come dicono che la concorrenza asimmetrica cinese è un danno per l’Italia, mentre il centrosinistra ha sempre detto che era una grande opportunità. E poi gli sprechi. I mille rivoli di denaro pubblico che vanno sprecati sono quelli ai quali il federalismo fiscale dovrebbe porre un rimedio. È una battaglia del centrodestra, e il fatto che il centrosinistra non l’abbia capito non favorisce il suo feeling con le partite Iva.

 

Boeri ha scritto che il «ritorno al territorio» teorizzato sia dalla Lega che dalle nostre maggiori banche «è solo tutela delle posizioni di potere conquistate». Occorrerebbe una nuova rapida «allocazione delle risorse» ma «questo è il compito che possono svolgere i mercati finanziari»...

 

Che i mercati finanziari siano in grado di allocare meglio le risorse ho seri dubbi. Veniamo da un periodo in cui i mercati finanziari di Usa e Gran Bretagna hanno sì allocato le risorse, ma in truffe, perché il boom finanziario immobiliare americano e inglese che cos’è stato? Si sono prestati soldi a persone che non potevano riceverli sulla base di normali garanzie di controparte, questi debiti sono stati impacchettati e rifilati a ignari signori che hanno finanziato delle porcherie senza saperlo. Riallocare va bene, bisogna vedere in che modo.

 

Cosa bisogna fare dunque?

 

Le risorse vanno riallocate a vantaggio dei settori produttivi, attraverso un federalismo fiscale dove chi incassa deve rendere conto, in termini di efficienza e davanti agli elettori, di come spende. Questo per le risorse pubbliche. Mentre per aumentare le risorse private bisogna cercare di accrescere le dimensioni delle nostre medie imprese, anche aiutandole a far acquisizioni all’estero. Fare infrastrutture per aumentare l’efficienza del paese, fare ricorso al nucleare per dipendere meno dall’energia importata e avere costi comparabili con quelli dei nostri concorrenti. È qui che occorre allocare.

 

 



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