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Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Dopo la Grecia, è la Spagna a far paura all’Europa

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Eppure, guardate i grafici del cds: il costo, in punti base, per assicurarsi da un possibile default polacco sul debito era cominciato a crollare come un sasso da almeno un mese, sui mercati qualcuno vedeva il mix di sanità economica e potenzialmente avvicinamento all’introduzione dell’euro come un combinato congiunto su cui scommettere. Eppure, il governatore della banca centrale era contrario a un ingresso troppo rapido nella moneta unica, lo aveva anche scritto in una lettera-articolo che il Financial Times ha pubblicato postuma lunedì 12.

 

 

(cds sulla Polonia a 5 anni, clicca qui per ingrandire il grafico)

 

Poco male, a quanto pare il suo parere non spaventava i mercati. Dall’attentato in poi, come potete vedere, i cds a 5 e 10 anni sono scesi ancora: insomma, nella migliore delle ipotesi agli investitori il fatto che un paese resti senza mezza classe dirigente non interessa affatto. Nella peggiore, a livello di cinismo, fa “piacere”. Attenzione, quindi, a valutare le notizie nel giusto modo e a leggere la realtà tra le righe: non ci sono in ballo solo gli 1,38 trilioni di metri cubi di gas non convenzionale del baltico su cui americani e canadesi volevano mettere le mani, ma l’ingresso anticipato del paese nell’euro, una scelta eterodiretta o eterodesiderata - passatemi il neologismo - sopra la testa non solo della volontà popolare polacca ma anche delle linee guida della sua banca centrale.

 

 

(cds sulla Polonia a 10 anni, clicca qui per ingrandire il grafico)

 

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