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TASSE/ Giannino: a Berlusconi serve un Grillo di destra...

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Perché quelle premesse ci fossero, occorrerebbe l’indicazione preventiva e quantitativa di una consistente soglia di abbassamento del tasso di interposizione pubblico totale - cioè della somma di entrate e spese totali pubbliche - sull’economia italiana, oggi superiore al 100% del Pil. Cioè l’individuazione di due consistenti capitoli di intervento, contestuali alla riforma e necessari a renderla sostenibile, cioè non tale da ingenerare pericolosi deficit nel periodo di transizione.

 

Il primo capitolo è quello di una consistente riduzione di ciò che attualmente è pubblico di nome perché gestito con dipendenti, retribuzioni e acquisti pubblici, mentre dovrebbe restare pubblico solo di fatto perché invigilato dal pubblico, ma organizzato e gestito da privati, fuori dal perimetro del bilancio dello Stato. Il secondo capitolo è quello di ingentissime dismissioni di patrimonio pubblico, nell’ordine di 300 o 400 miliardi di euro sul totale stimato in circa mille e 800 mila miliardi dell’attivo rispetto al debito pubblico che ormai ha un pari ammontare.

 

In parole semplici: la riforma dovrebbe assicurare non l’invarianza del gettito attuale, come è strisciante ma implicita premessa dell’attuale impostazione del maestro di musica tributaria del centrodestra, bensì un gettito considerevolmente inferiore stante che la spesa corrente diminuirebbe di 6-7 punti di Pil per spin offs da lasciare a privati, e al contempo mentre l’ammontare complessivo del debito pubblico diminuirebbe attraverso dismissioni di un ordine di grandezza pari a 25 punti di Pil.

 

Senza queste due premesse, la riforma si riduce a riequilibri tra questa o quella imposta, e tra potere impositivo centrale rispetto a quello delle autonomie. Per carità ottimi propositi, che possono anche essere attuati con innovazioni di cui comunque l’Italia ha gran bisogno, stretta com’è da una troppo elevata progressività nominale sui redditi della persone fisiche in realtà elusa da ciò che l’ordinamento consente a chi ha redditi più elevati, e una regressività intollerabile e iniqua sul reddito delle imprese, dove le poche grandi e le banche pagano tax rate assai inferiori delle imprese piccole che dell’Italia costituiscono l’ossatura.

 

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COMMENTI
16/04/2010 - un Grillo di destra (ennio rossi)

Sono d'accordo anch'io O.G. va bene come grillo di destra. Però e perpiacere c'è qualcuno che mi sa dire cosa ha fatto il cavaliere in questi 15 anni di servizio alla comunità italiana? E' stato rivotato il centro destra nell'ultima tornata e va preso atto. Ma è possibile conoscere il profilo dell'elettore del PDL. Io sono un pensionato e a suo tempo nel 2001 ho votato per Silvio, perchè ero partito dal presupposto che un uomo di carriera, ad una età piuttosto matura, si mettesse in politica per finalizzare tutte le sue capacità ad un miglioramento della incancrenita situazione italiana. Io sono rimasto deluso e devo urlare come Beppe Grillo: Italiani!!!! Gradirei considerazioni al riguardo perchè da fare ce nè tantissimo, specialmente sul disservizio pubblico, faraginoso e spendaccione. E pensare che potevamo farcela!!

 
15/04/2010 - c'è bisogno di riforme vere (MICHELE GRILANDA)

Come sempre Giannino centra il nocciolo del problema. Non dimentichiamo che in questi due anni nulla è poi cambiato per le imprese in fatto di oppressione burocratico-fiscale, anzi, paradossalmente, con il venire a regime delle riforme Bersani-Visco e con l'aggiungersi di ulteriori soffocanti adempimenti, per le imprese le cose sono addirittura peggiorate; chi già paga finisce per essere cornuto e mazziato. Non parliamo poi di quanto sia finita nel fondo del dimenticatoio la famiglia con figli, annessi e connessi. Insomma, se il centrodestra non cambia passo alla svelta, su questo fronte, corre il serio rischio di mettere a repentaglio il patrimonio di consensi finora maturato. Michele Grilanda

 
15/04/2010 - Politici e candidati (Vulzio Abramo Prati)

Diceva un politico americano: "io sarei un ottimo Presidente, peccato che non sono un ottimo candidato", ribadendo il concetto che ottimi capipopolo possono sedurre l'elettorato ma fare poi disastri sul piano politico. L'Italia ha bisogno di ottimi politici non di capipopolo di successo, terrei quindi molto separati i ruoli. Sono completamente d'accordo invece sull'idea che anche a destra servano delle "teste pensanti", anche al di fuori degli schemi tradizionali e, se serve, anche ingombranti al fine di mantenere alto il livello di discussione che invece tende spesso ad appiattirsi. Sono quindi favorevole al fatto che persone come Oscar Giannino, Marcello Veneziani e altri intervengano spesso sui temi caldi spronando i politici ad agire al meglio per il Paese, mantenedo però rigorosamente distinto il ruolo culturale da quello politico in senso stretto.

 
15/04/2010 - Un Grillo di Destra? Giannino! (Alessandro La Rosa)

Dott.Giannino stimo e apprezzo da molto tempo i suoi giudizi sullo stato socio-economico del nostro paese, tanto che nelle discussioni in cui mi trovo sui temi di lavoro e tasse molti spunti riprendono le sue ottime oservazioni. Una idea ce l'avrei.Forse è una "boutade" ma non troppo se considerata fino in fondo. Perchè non entra in scena lei a fare quello-e il paragone un pò mi imbarazza per la siderale differenza intellettuale e umana che passa-che potrebbe essere un Grillo di Destra? Io e tanti amici stia sicuro, che votano Pdl e non solo, la seguiremmo senza nessuna ombra di dubbio. Condivido il giudizio che qui ha espresso ipotizzando anche uno scenario in cui alla fine non basta come ovvio solo un forte consenso a Berlusconi e al centrodestra ma posso garantire che con le ultime regionali il popolo moderato, per la libertà di impresa, per la sussidiarietà vera, per il sostegno alla famiglia e al lavoro ha finito l'inchiostro per firmare cambiali in bianco nel dare ancora credito ragionevole e ponderato al Pdl. Prima ancora della riforma elettorale che non appassiona molti, credo,resta quella -vitale e di assulta importanza- fiscale e del lavoro, per il quale comunque lavora anche l'ottimo ministro Sacconi. Un saluto