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TASSE/ Giannino: a Berlusconi serve un Grillo di destra...

Pubblicazione:giovedì 15 aprile 2010

Tremonti_libertaR375.jpg (Foto)

Dopo anni di sconfitte dovute a motivi di volta in volta indicati come “eccezionali e imprevisti” - una volta l’extra deficit ereditato, poi l’11 settembre 2001, poi la bolla internet nei paesi Ocse, poi la crisi 2007-2009, e sempre naturalmente il gettito da assicurare in costanza di esercizio rispetto agli impegni europei - personalmente non nutro più alcuna ragionevole aspettativa che l’attuale centrodestra abbassi significativamente la pressione fiscale.

 

Questo non significa affatto che cambi idea in ordine all’importanza di un energico abbassamento del suo peso, per determinare tre obiettivi: più crescita nel nostro Paese, condizione necessaria per colmare almeno in parte i gap storici tra Nord e Sud; rendere meglio sostenibile il bilancio e il debito pubblico, che altrimenti ci obbligherà a maggiori prelievi; nonché per una decente sostenibilità dei conti intergenerazionali, destinati altrimenti entro 10-15 anni a inabissarsi per i pochi attivi sul totale della popolazione anziana.

 

Dico solo che non cambio idea non per tigna, ma perché l’evidenza della maggior crescita da minor pressione fiscale, determinatasi in tutti i Paesi di diversi modelli che l’hanno praticata nei decenni del pre-crisi, esce a mio modo di vedere ulteriormente confermata e non smentita dal mondo nuovo nel quale la crisi ci ha obbligati a entrare: un mondo in cui i debiti pubblici Ocse tendono a crescere verso il 100% del Pil, su medie “italiane”.

 

Di conseguenza, o si ha la lungimiranza di riforme che rendano minore la pressione avviando il risanamento energico dei deficit, oppure quelle parti del mondo avanzato che già nel pre-crisi sperimentavano una pressione fiscale record entreranno nel permafrost di un’era glaciale, caratterizzata da crescite stentate, conflitti sociali e default pubblici striscianti.

 

Con tutto il rispetto per chi le elezioni regionali le ha vinte dopo le politiche, e per chi da 16 anni ha la forza personale per meritare tanti consensi dagli italiani, il problema non è Silvio. È la teoria sottostante alla necessità di un’organica riforma tributaria, a non essere più quella del Libro Bianco 1994 e della legge delega di riforma approvata nel 2001.

 

C’è un solo maestro di musica nel centrodestra in materia di imposte, e il suo nome non è Silvio. Ha conquistato sul campo il merito di aver evitato all’Italia di finire con cds sul debito sovrano a 400 e oltre punti come la Grecia. Ha dalla sua la forza della Lega. Sapete benissimo di chi sto parlando. E io per lui ho da molti anni un grandissimo rispetto e molta stima. Ciò non mi fa velo, per onestà intellettuale, dal riconoscere che oggi non ci sono più le premesse condivise alla riforma fiscale che tra il 1994 e il 2001 accomunavano solidamente nel centrodestra italiano quel po’ che dell’esperienza Reagan-Thatcher poteva essere adeguatamente adattato per importarlo in Italia.

 

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COMMENTI
16/04/2010 - un Grillo di destra (ennio rossi)

Sono d'accordo anch'io O.G. va bene come grillo di destra. Però e perpiacere c'è qualcuno che mi sa dire cosa ha fatto il cavaliere in questi 15 anni di servizio alla comunità italiana? E' stato rivotato il centro destra nell'ultima tornata e va preso atto. Ma è possibile conoscere il profilo dell'elettore del PDL. Io sono un pensionato e a suo tempo nel 2001 ho votato per Silvio, perchè ero partito dal presupposto che un uomo di carriera, ad una età piuttosto matura, si mettesse in politica per finalizzare tutte le sue capacità ad un miglioramento della incancrenita situazione italiana. Io sono rimasto deluso e devo urlare come Beppe Grillo: Italiani!!!! Gradirei considerazioni al riguardo perchè da fare ce nè tantissimo, specialmente sul disservizio pubblico, faraginoso e spendaccione. E pensare che potevamo farcela!!

 
15/04/2010 - c'è bisogno di riforme vere (MICHELE GRILANDA)

Come sempre Giannino centra il nocciolo del problema. Non dimentichiamo che in questi due anni nulla è poi cambiato per le imprese in fatto di oppressione burocratico-fiscale, anzi, paradossalmente, con il venire a regime delle riforme Bersani-Visco e con l'aggiungersi di ulteriori soffocanti adempimenti, per le imprese le cose sono addirittura peggiorate; chi già paga finisce per essere cornuto e mazziato. Non parliamo poi di quanto sia finita nel fondo del dimenticatoio la famiglia con figli, annessi e connessi. Insomma, se il centrodestra non cambia passo alla svelta, su questo fronte, corre il serio rischio di mettere a repentaglio il patrimonio di consensi finora maturato. Michele Grilanda

 
15/04/2010 - Politici e candidati (Vulzio Abramo Prati)

Diceva un politico americano: "io sarei un ottimo Presidente, peccato che non sono un ottimo candidato", ribadendo il concetto che ottimi capipopolo possono sedurre l'elettorato ma fare poi disastri sul piano politico. L'Italia ha bisogno di ottimi politici non di capipopolo di successo, terrei quindi molto separati i ruoli. Sono completamente d'accordo invece sull'idea che anche a destra servano delle "teste pensanti", anche al di fuori degli schemi tradizionali e, se serve, anche ingombranti al fine di mantenere alto il livello di discussione che invece tende spesso ad appiattirsi. Sono quindi favorevole al fatto che persone come Oscar Giannino, Marcello Veneziani e altri intervengano spesso sui temi caldi spronando i politici ad agire al meglio per il Paese, mantenedo però rigorosamente distinto il ruolo culturale da quello politico in senso stretto.

 
15/04/2010 - Un Grillo di Destra? Giannino! (Alessandro La Rosa)

Dott.Giannino stimo e apprezzo da molto tempo i suoi giudizi sullo stato socio-economico del nostro paese, tanto che nelle discussioni in cui mi trovo sui temi di lavoro e tasse molti spunti riprendono le sue ottime oservazioni. Una idea ce l'avrei.Forse è una "boutade" ma non troppo se considerata fino in fondo. Perchè non entra in scena lei a fare quello-e il paragone un pò mi imbarazza per la siderale differenza intellettuale e umana che passa-che potrebbe essere un Grillo di Destra? Io e tanti amici stia sicuro, che votano Pdl e non solo, la seguiremmo senza nessuna ombra di dubbio. Condivido il giudizio che qui ha espresso ipotizzando anche uno scenario in cui alla fine non basta come ovvio solo un forte consenso a Berlusconi e al centrodestra ma posso garantire che con le ultime regionali il popolo moderato, per la libertà di impresa, per la sussidiarietà vera, per il sostegno alla famiglia e al lavoro ha finito l'inchiostro per firmare cambiali in bianco nel dare ancora credito ragionevole e ponderato al Pdl. Prima ancora della riforma elettorale che non appassiona molti, credo,resta quella -vitale e di assulta importanza- fiscale e del lavoro, per il quale comunque lavora anche l'ottimo ministro Sacconi. Un saluto