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FINANZA/ 2. L'ex banchiere di Bossi: quale brama di potere, così il senatùr vuole riformare le banche

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Il mondo è cambiato rispetto al passato. La capacità di dare credito di una banca dipende anche dalla sua dimensione, dal numero degli sportelli, dalla presenza fisica sul territorio. Avere gli uomini nei cda di grandi banche italiane che sono presenti in tutti il paese è molto più semplice che avere una propria banca.

 

Cosa non ha funzionato in Credieuronord?

 

Bossi era partito con quella idea per cercare di aiutare le imprese, ma il capitale (tutto interno alla Lega) era solo di 15 miliardi di lire. Il problema principale è stato che i crediti proposti dai direttori generali non hanno performato in modo perfetto. C’è un caso noto ai media che riguarda Franco Baresi, che in tutto, attraverso piccoli assegni, ha avuto crediti per 1.400.000 euro senza che nessuno li avesse autorizzati.

 

Qualcuno ritiene che il fallimento di analoghi tentativi passati della Lega fosse dovuta alla scarsa preparazione e competenza dei suoi uomini nel campo finanziario. Cosa ne pensa?

 

Posso parlare di Credieuronord. Il presidente era il Professor Arcucci che insegna a Bergamo ed era vicino alla Cariplo. Non era certo uno sprovveduto e lui ha firmato le delibere della banca. Il presidente del collegio sindacale, Ballaman, veniva da una famiglia con partecipazioni nel Banco di Desio. I vertici erano quindi quasi tutti composti da gente che aveva speso la vita in finanza. Non c’era nessun problema di inesperienza.

 

C’è chi dice che questa di Bossi sia una mera manovra di potere.

 

È facile fare un discorso del genere. Secondo me una persona che ha in mente il territorio, il benessere che potrebbe raggiungere, nel momento in cui ha in mano una Regione chiede di poterla controllare anche in termini di sviluppo, perché le imprese crescano e ci sia più lavoro. Per fare questo occorre che la finanza collabori con i piccoli e medi imprenditori.

In ogni caso il potere viene dal consenso popolare, ma poi bisogna vedere che uso se ne fa. La Lega lancia messaggi molto chiari in questo senso: basta guardare alle dichiarazioni di Zaia e Cota sulla Ru486 pochi giorni dopo la loro vittoria. Le ultime dichiarazioni di Bossi hanno lo stesso obiettivo: far sapere ai suoi elettori che vuole facilitare lo sviluppo delle imprese che ora hanno problemi di accesso al credito.

 

L’idea di avvicinare la finanza al territorio è una conseguenza della politica economica che la Lega persegue?

 

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