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FINANZA/ 1. Ecco cosa c'è dietro alle accuse a Goldman Sachs

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Si chiama mercato. Lo stesso che ha visto compiere le stesse operazioni fatte da Goldman anche da Citigroup - ieri miracolosamente tornata in attivo, chissà come - e Merrill Lynch, ma anche da Ubs e Deutsche Bank, quindi non si capisce perché Angela Merkel abbia tanto da strepitare contro la banca d’affari Usa. E lo stesso vale per Gordon Brown: il problema non è infatti che Royal Bank of Scotland abbia perso milioni e milioni per colpa di Goldman Sachs, giungendo all’orlo del fallimento e quindi alla nazionalizzazione forzata ma perché invece di fare credito e risparmio si sia messa a giocare - e molto pesantemente - con l’investment banking e la leva: l’ipocrisia e il populismo anti-mercatista sono ormai la norma ma non fatevi abbindolare.

 

Pensate che Goldman sarà trovata colpevole? No. Pensate che le altre banche, europee in testa, subiranno lo stesso trattamento pur avendo fatto le stesse cose, ovvero scommettere su un mercato che crollava con le agenzie di rating e i cosiddetti regolatori che nella migliore delle ipotesi dormivano oppure tacevano perché collusi nel business? No. La scelta, oggi, di attaccare Goldman è dovuta al fatto che una nuova ondata di crisi, legata al debito pubblico fuori controllo, è in arrivo e in America sanno che i mercati, complici le politiche statali di aiuti e il quantitative easing, hanno fatto crescere sproporzionatamente gli indici - quindi, i valori - rispetto ai fondamentali: occorre una correzione al ribasso, almeno per il Dow Jones, del 15-20%.

 

E quanto fatto con Goldman può essere la dinamo psicologica e fattiva di questa correzione: altrimenti, con il mercato sovradimensionato e i soldi dei governo che stanno per far terminare il loro effetto placebo sui mercati, il crollo sarebbe repentino e devastante. Questa è la realtà dei fatti, che piaccia o meno. Nessuno dice che la dittatura della finanzia creativa o dei derivati sia una cosa buona. Anzi. Ma quanto si sta facendo con Goldman è nient’altro che un mascherare la realtà, ovvero non voler affrontare i costi politici e sociali di una serie di default sul debito che sono all’orizzonte: primo fra tutti, entro poche settimane, del Portogallo.

 

Lisbona, infatti, si fa forte di un rapporto debito/Pil all’86% rispetto al 124% della Grecia: peccato che il dato del debito privato, nel 2008, abbia toccato quota 239% contro il 123% della Grecia. E oggi il dato portoghese sta sfiorando il livello di allarme rosso del 300% e il deficit del current account è ormai al 10% del Pil. Insomma, siamo agli sgoccioli per gli amici lusitani visto che gli investitori stanno perdendo la pazienza.

 

Ma non solo per loro, anche per noi visto che difficilmente la Germania darà luce verde anche al salvataggio del Portogallo, quindi altra instabilità, cds del Club Med in salita ed euro in altalena, con gli spread sui titoli di Stato pronti a dar vita - nei fatti - a un’Europa germanocentrica a due velocità.

 

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COMMENTI
23/04/2010 - Il mercato scende da giovedi...???? (Franco Cucchetti)

Egr. Bottarelli, leggo sempre con molto interesse i suoi articoli che trovo sempre ben documentati con dati preciso a supporto delle Sue affermazioni. Mi ha lasciato sorpreso la sua indicazione, nell'articolo del 20 aprile, sulla discesa del mercato ahe avrebbe dovuto avere inizio ieri 22 aprile. Sorpreso perchè non v'era alcun dato che giustificasse tale affermazione;sorpreso perchè è uno sbilanciamento forte, una presa di posizione netta. Ancor più sorpreso nel constatare che, almeno per il momento, la discesa da lei annunciata non è avvenuta. Quali motivi dietro a questo suo "annuncio"? Come mai ciò non è accaduto? Cordiali saluti Franco Cucchetti

 
20/04/2010 - Giungla e "Unione sovietica" (michele maioli)

Il problema è che "giungla" e "Unione Sovietica" di economia e Finanza sono le due facce della stessa medaglia. Attraverso la giungla della finanza e del mercato, per cui stiamo affondando in una recessione decennale, si creerà una Unione Sovietica di economia e finanza. Ordo ab Caos... chi ha orecchie, intenda

 
20/04/2010 - In galera i banksters (e non sono di Goldman) (Pietro Sita)

Leggo volentieri i suoi articoli e condivido le sue analisi(anzi lei è fin troppo ottimista)ma questa valutazione su Goldman non la mando giù.Nel momento in cui una istituzione finanziaria crea dei prodotti, li rifila a clienti che non hanno tutte le informazioni necessarie per valutarne a fondo il reale valore (prodotti fraudolentemente presentati come AAA)e appena rifilati scommette sul loro default questa è TRUFFA.L'unico paragone che mi viene in mente pensando alla Goldman è la Wanna Marchi..bravissima anche lei a fregare la gente. Qui non si tratta di essere bolscevichi del mercato questa è una gigantesca truffa nella quale sono coinvolti tutti:banche d'affari,agenzie di rating,POLITICI.E' la fiera dei furbetti che arraffano soldi a destra e a manca, si rifilano tra di loro ciofeche e fanno a gara a scaricarle sui risparmiatori.Il fatto stesso che non vogliono un minimo di regolamentazione la dice lunga sulla trasparenza dei loro prodotti.I bilanci delle banche sono falsi e gli analisti del mercato borsistico ci dicono che il mercato non è sopravvalutato sulla scorta di dati fasulli..vi sembra normale? Negli USA stanno cercando di rifilare gli assets tossici(che i banksters si ostinano a considerare titoli sottovalutati a causa dello tsunami finaziario)ai fondi pensione che sono gli unici ad avere cash.Questa crisi nasce da Goldman,dalle banche d'affari,dai politici incapaci non è un castigo di Dio.Madoff era un principiante e per anni la SEC ha fatto finta di non vedere

 
20/04/2010 - Forza Goldman (gianluca castelli)

Bravo Bottarelli ! La foglia di fico sollevata dalla Sec è solo una furbata per mascherare ben altre colpe che l'acume di Bottarelli scopre con la sua solita puntualità. Ma devo dire che tutti gli osservatori più acuti (vedi Oscar Giannino sul suo Chicagoblog) hanno subito svelato l'arcano. Goldman è la più brava e la più tempestiva e questo si sapeva e si sa, inoltre, che questo dà parecchio fastidio ai molti bolscevichi che ancora si aggirano nel panorama attuale e che la recente crisi ha (speriamo solo temporaneamente) risvegliato. Forza Goldman !

 
20/04/2010 - Mercato vero o falso? (GIORGIO GAVINEL)

Concordo pienamente con la valutazione estressa su Goldman e sul libero mercato. Quello che non tollero è la nebulosità in qui si svolgono le operazioni di "ingegneria finanziaria" che poi vengono collocati a risparmiatori inconsapevoli. Ci sono in giro un sacco di strumenti finanziari strutturati, in gran parte assicurativi, dei quali è praticamente impossibele conoscere il sottostante. Io non stigmatizzo la speculazione in derivati o altro ma propinare questi "pacchetti" a pensionati privi si scolarizzazione mi sembra criminale. Molto spesso il miglior risultato che si può ottenere è recuperare quanto versato. In merito alla valutazione eccessiva dei mercati non sono d'accordo. Anche se non escludo una correzione settimanale, ritengo che l'attuale sia ancora una fase di accumulo. Non mi aspetto risultati straordinari ma neanche forti correzioni ma credo che a fine anno l'S&P 500 chiuderà sui massimi in area compresa fra 1300 e 1400. Sono più preoccupato per l'Unione Europea, la recente inerzia dimostrata dai governi nella gestione dell'emergenza traffico aereo, come nel caso della crisi finanziaria greca, ha messo a nudo tutti i limiti della gerontocrazia comunitaria: lentenza, incompetenza, azzenza di coordinamento ... Non credo nel default del Portogallo, ma di sicuro i problemi dell'euro sono appena agli inizi.