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Economia e Finanza

LA STORIA/ Quei "piccoli" di Busto Arsizio che fanno meglio di Goldman Sachs

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Dato tale contesto, quali soluzioni possono essere proposte per le imprese Italiane? E inoltre, è possibile salvaguardare la ricchezza imprenditoriale del nostro paese, data proprio dalla piccola/media dimensione, ma allo stesso tempo rafforzarla per renderla in grado di fronteggiare il mercato competitivo mondiale, ormai cambiato?

 

L’esperienza del Consorzio Servizi Sociali (CSS) di Busto Arsizio fornisce un utile esempio di come è possibile godere dei vantaggi dati dalla grande dimensione pur rimanendo piccole imprese. A oggi, il Consorzio è costituito dalle cooperative sociali Solidarietà e Servizi, City Service, Solidarietà e Lavoro, Domus Opere e Età Viva, che hanno come mission di condividere il bisogno delle persone progettando, realizzando servizi e offrendo opportunità di lavoro.

 

Le cooperative hanno come scopo quello di perseguire l’interesse generale della comunità, la promozione umana e l’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi oppure lo svolgimento di attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tipo gli invalidi fisici, quelli psichici, i tossicodipendenti, i condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione, e altri).

 

Oltre che con i soci, il Consorzio ha rapporti e legami stabili con il Consorzio Lepanto (consorzio sociale che si occupa di trasporto disabili negli aeroporti) e la Cooperativa Incontro (cooperativa di produzione e lavoro che si occupa di servizi ambientali e generali). Nel 2009 il Consorzio, cioè l’insieme delle cooperative che vi fanno riferimento, ha fatturato circa 28 milioni di euro e ha dato lavoro a circa 2.300 persone. Vedendo tali dati si direbbe, “ma cosa c’entrano le Pmi poiché questi sono numeri da grande impresa?”.

 

Ecco la risposta. Il consorzio è nato nel 2004 e nel 2003 le cooperative che vi facevano riferimento fatturavano insieme circa 10 milioni di euro e avevano circa 1.000 addetti, in altre parole numeri da Pmi. Praticamente in sei anni le cooperative consorziate sono cresciute del 180% in termini di fatturato e del 130% in numero di addetti. Tale incremento è stato permesso proprio dal Consorzio che ha fatto da volano alle proprie cooperative.

 

In questi anni le singole imprese si sono concentrate nei rispettivi core business, mentre il Consorzio ha svolto le funzioni comuni, quali: amministrazione e finanza, gestione del personale, qualità, sicurezza e privacy, legale e appalti, affari generali, ICT, formazione, gestione eventi, servizi generali. Le singole cooperative, focalizzandosi sulle proprie attività, si sono specializzate aumentando l’efficienza, la qualità del lavoro e dei servizi forniti.

 

Gli uffici di staff del Consorzio hanno permesso da un lato la riduzione dei costi, grazie alla ripartizione dei costi fissi tra più cooperative, e dall’altro l’innalzamento della qualità e delle capacità gestionali, facilitati dall’aumento del know-how per la maggiore massa critica. I risultati che le singole cooperative si sono trovate a ottenere non sarebbero mai potuti essere raggiunti singolarmente in un periodo così ridotto.

 

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COMMENTI
21/04/2010 - Tanti come noi. (claudia mazzola)

Mio marito è un piccolo medio impresario, è tanto bravo, ora per farci stare meglio sta imparando un secondo mestiere. Non siamo messi un gran che, tra i debiti, la pressione fiscale ed i clienti che non pagano ci sarebbe da disperarsi, invece ci diamo da fare perchè chi trova un Amico che porta il nostro fardello, trova un tesoro!